{"id":159687,"date":"2021-12-05T10:00:25","date_gmt":"2021-12-05T09:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/soldato-cosentino-caduto-in-guerra-si-cerca-di-identificarlo\/"},"modified":"2023-01-16T17:44:08","modified_gmt":"2023-01-16T16:44:08","slug":"432523-soldato-cosentino-caduto-in-guerra-si-cerca-di-identificarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/432523-soldato-cosentino-caduto-in-guerra-si-cerca-di-identificarlo\/","title":{"rendered":"Soldato cosentino caduto in guerra, si cerca di identificarlo"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Fabio Caldera ha scritto alla nostra redazione per rendere pubblica la storia che riguarda un soldato cosentino, ma soprattutto per chiedere l&#8217;aiuto dei cosentini per tentare di identificare e dare un nome al soldato, che prima di morire ricevette da Cosenza una cartolina dal fratello, Renato. A riceverla fu Maria. &#8220;Ho conosciuto un&#8217;associazione russa di Mosca &#8211; spiega Caldera &#8211; che mi ha dato una lettera di un abitante di un villaggio nella regione di Voronez&#8221;.<strong> E da questa lettera parte la ricerca per la quale chiediamo aiuto a voi lettori.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questa la traduzione della lettera:<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cCiao Pasha. Questa \u00e8 la storia della mia famiglia. Al tempo delle colonne di prigionieri non tutti li portavano nei lager, lasciavano quelli malati nei paesini, erano cos\u00ec malandati, che di certo pensavano che non sarebbero sopravvissuti a lungo. <strong>Cos\u00ec si sono conosciuti Maria, la madrina di mia mamma, e un soldato italiano.<\/strong> <strong>Lui aveva una grave polmonite<\/strong>, cos\u00ec come tanti nostri soldati vicino a Stalingrado. Fecero di tutto perch\u00e9 lui si salvasse, sai come la nostra gente \u00e8 capace di perdonare. Cos\u00ec che <strong>si innamorarono<\/strong>. La nonna Maria raccontava poco di lui. Sappiamo che mor\u00ed e venne seppellito nel cimitero del paese, lei andava spesso al cimitero a trovarlo e pulire la tomba, noi non ci ricordiamo dove venne sepolto. Si sa solo che lui mor\u00ec nella speranza di salvarsi e di portare Maria in Italia. <strong>Lui le regal\u00f2 la sua foto<\/strong>. E questa foto venne custodita al mio paese dai miei genitori. Sar\u00e0 difficile capire chi fosse dopo tanti anni. Ti dico che la gente ha dimenticato gli errori dei fascisti e poi guarda che succede in Ucraina. Va beh, pasha, ti saluto e saluta tua moglie e i tuoi figli se ancora si ricordano di noi&#8221;.<\/em><br \/>\n<strong>Anna Netiosova<\/strong><\/p>\n<p>Nel dicembre del 1942 le divisioni italiane furono attaccate, circondate e distrutte. I superstiti venivano incolonnati e fatti marciare senza cibo, al freddo per giorni, prima di arrivare nei lager. Chi si fermava veniva fucilato sul posto. Vengono chiamate le marce del &#8220;Davai&#8221; che in russo vuol dire \u201cavanti!\u201d. Una parola spesso gridata dalle guardie proprio durante le marce. Alcuni prigionieri italiani, a quanto pare venivano lasciati al loro destino, forse perch\u00e9 alcune guardie non se la sentivano di fucilarli, tanto erano moribondi.<\/p>\n<p><strong>Il testo della cartolina <\/strong>che venne data a Maria dal soldato morente cita:<br \/>\n<strong>&#8220;Cosenza 21-8-41<\/strong><br \/>\n<em>Ti mando questa mia foto perch\u00e9 tu mi ricordi per sempre.<\/em><br \/>\n<em>Il tuo fratello Renato&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong>Renato quindi \u00e8 l\u2019uomo in foto,<\/strong> fratello dell&#8217;uomo che Maria cerc\u00f2 di salvare e del quale si innamor\u00f2. Renato nella foto \u00e8 ben pettinato e sembra che indossi una camicia nera da giovane fascista. La scrittura \u00e8 molto fine, da persona colta. <strong>Renato, da Cosenza, si sent\u00ec in dovere di mandare una sua foto al fratello, forse minore<\/strong>, che era partito per la Russia. Un modo per aiutarlo nei momenti difficili. Probabilmente Renato era una figura importante.<\/p>\n<p>Da qui \u00e8 partita la ricerca dell&#8217;UNIRR che possiede un database di tutti i caduti. Tra quelli individuati e nativi di Cosenza \u00e8 stata fatta una cernita con 8-9 nominativi. Sarebbe molto bello a questo punto capire chi fosse il fratello di Renato, sottolineando per\u00f2 che questi non era un &#8220;caduto noto&#8221;, e &#8220;non era morto in prigionia&#8221;.<\/p>\n<p>Inoltre la cartolina \u00e8 stata mandata <strong>nell\u2019agosto del 1941,<\/strong> quindi sappiamo che nel &#8217;41 Benito Mussolini mand\u00f2 inizialmente solo 3 divisioni. Questi i nomi plausibili<\/p>\n<table style=\"height: 264px;\" width=\"606\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\"><strong>nominativo<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\"><strong>data di nascita<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\"><strong>luogo di nascita<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\">AMORE VIRO<\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\">08\/11\/1919<\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\">COSENZA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\">BERLINCIERI MICHELE<\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\">20\/11\/1915<\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\">COSENZA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\">BERLINGIERI EUGENIO<\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\">20\/11\/1915<\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\">COSENZA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\">BOZZO IPPOLITO<\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\">16\/01\/1915<\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\">COSENZA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\">COFONE AGOSTINO<\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\">25\/09\/1919<\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\">COSENZA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\">DE FRANCO LUIGI<\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\">25\/10\/1919<\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\">COSENZA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\">FLORIO GAETANO<\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\">07\/07\/1920<\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\">COSENZA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\">MARCELLETTI ARMANDO<\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\">10\/12\/1912<\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\">COSENZA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\">MAZZUCCA AGOSTINO<\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\">20\/06\/1919<\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\">COSENZA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 222.8px;\">MIRABELLI FILIPPO<\/td>\n<td style=\"width: 172.175px;\">27\/11\/1915<\/td>\n<td style=\"width: 190.625px;\">COSENZA<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Dato che Renato era vestito da fascista, forse il fratello era nei reparti CC.NN e per tale motivo, l&#8217;UNIRR spiega che l\u2019unico nominativo rimasto sarebbe <strong>Mirabelli Filippo del 1915<\/strong>, ma tutto ci\u00f2 non \u00e8 accertato. Inoltre la cartolina \u00e8 stata <strong>mandata da Cosenza. Per questo motivo s<\/strong>periamo che i due fratelli siano nati a Cosenza altrimenti sarebbe difficile trovarli. Chiediamo a chi potrebbe conoscere questa storia, o in qualche modo avere informazioni sull&#8217;uomo in foto, di aiutarci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabio Caldera \u00e8 il rappresentante di UNIRR (Unione Nazionale italiana reduci di Russia) e chiede aiuto per identificare il fratello dell&#8217;uomo in foto, caduto durante la Seconda guerra mondiale<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":159688,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19],"class_list":["post-159687","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/159687","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=159687"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/159687\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/159688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=159687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=159687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=159687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}