{"id":160215,"date":"2021-12-12T19:01:31","date_gmt":"2021-12-12T18:01:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-sanita-italiana-nel-mirino-degli-hacker-il-90-dei-software-sono-obsoleti\/"},"modified":"2023-01-16T17:44:45","modified_gmt":"2023-01-16T16:44:45","slug":"433858-la-sanita-italiana-nel-mirino-degli-hacker-il-90-dei-software-sono-obsoleti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/433858-la-sanita-italiana-nel-mirino-degli-hacker-il-90-dei-software-sono-obsoleti\/","title":{"rendered":"La sanit\u00e0 italiana nel mirino degli hacker: il 90% dei software sono obsoleti"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La tecnologia in ambito sanitario rappresenta una grande possibilit\u00e0 ma l&#8217;incremento del numero di sistemi connessi porta rischi per la sicurezza informatica come ha mostrato la pandemia, con gli hacker che hanno preso di mira gli ospedali e i vaccini, anche in Italia. Nel nostro paese, per\u00f2, solo<strong> l&#8217;11% delle organizzazioni sanitarie<\/strong> utilizza dispositivi medici con s<strong>oftware aggiornati<\/strong>, <strong>l&#8217;89% usa invece per la maggior parte dispositivi medici con un sistema operativo obsoleto<\/strong> a causa di problemi di compatibilit\u00e0, costi elevati degli aggiornamenti o per la mancanza di conoscenze tecnologiche interne. A fare un quadro della situazione il report Healthcare 2021 di Kaspersky che sottolinea come questo comportamento espone le organizzazioni sanitarie a maggiori vulnerabilit\u00e0 e rischi informatici.<\/p>\n<h4>Rischio incidenti informatici<\/h4>\n<p>&#8220;L&#8217;utilizzo di dispositivi obsoleti &#8211; spiega la societ\u00e0 di sicurezza &#8211; pu\u00f2 provocare incidenti informatici. Quando gli sviluppatori di software smettono di supportare un sistema interrompono anche il <strong>rilascio di eventuali aggiornamenti<\/strong>, che spesso includono soluzioni di sicurezza per le nuove vulnerabilit\u00e0. Se lasciate senza correzioni, queste vulnerabilit\u00e0 possono diventare un vettore iniziale di attacco per penetrare in una infrastruttura. Le organizzazioni sanitarie archiviano un volume notevole di dati sensibili e preziosi che le rendono uno degli obiettivi pi\u00f9 redditizi, e i dispositivi senza correzioni di sicurezza possono facilitare il lavoro degli attaccanti&#8221;.<\/p>\n<p>Interrogati da Kaspersky sulle loro capacit\u00e0 di reazione in materia di <strong>cybersecurity,<\/strong> solo il 20% degli operatori sanitari italiani crede che la loro organizzazione sia in grado di bloccare efficacemente tutti gli attacchi alla sicurezza o le violazioni del perimetro. La stessa percentuale \u00e8 certa che la loro organizzazione disponga di una protezione di sicurezza tecnologica hardware e software aggiornata e adeguata. In Italia, poi, il 50% degli intervistati ha ammesso che la loro organizzazione ha gi\u00e0 sperimentato incidenti che hanno causato una fuga di dati, il 40% un attacco DDoS (cio\u00e8 mettere ko un sito) mentre il 30% un attacco ransomware.<\/p>\n<p>&#8220;Il settore sanitario si sta evolvendo verso l&#8217;adozione di dispositivi connessi in grado di soddisfare la domanda di maggiore accessibilit\u00e0 alle cure. Questo comporta anche alcune sfide di cybersecurity. Ad oggi, <strong>esistono soluzioni e misure disponibili<\/strong> che possono aiutare a minimizzare i rischi di una strategia di modernizzazione nella sanit\u00e0. Queste misure, insieme alla formazione del personale medico, possono aumentare significativamente il livello di sicurezza&#8221;, spiega Cesare D&#8217;Angelo, General Manager Italy di Kaspersky.<\/p>\n<div class=\"yj6qo\"><\/div>\n<div class=\"adL\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A fare un quadro della situazione il report Healthcare 2021 di Kaspersky che sottolinea come le organizzazioni sanitarie siano esposte a maggiori vulnerabilit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":160216,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[19],"class_list":["post-160215","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160215"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160215\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/160216"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=160215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=160215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}