{"id":160810,"date":"2021-12-20T08:59:38","date_gmt":"2021-12-20T07:59:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-denaro-prestato-a-tassi-dusura-e-droga-7-misure-cautelari\/"},"modified":"2023-01-16T17:45:26","modified_gmt":"2023-01-16T16:45:26","slug":"435327-cosenza-denaro-prestato-a-tassi-dusura-e-droga-7-misure-cautelari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/435327-cosenza-denaro-prestato-a-tassi-dusura-e-droga-7-misure-cautelari\/","title":{"rendered":"Cosenza: denaro prestato a tassi d&#8217;usura e droga, 7 misure cautelari"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Sette misure cautelari sono state eseguite dalla guardia di finanza di Cosenza per i reati di usura ed esercizio abusibo del credito, ma anche per spaccio di stupefacenti e sostanze psicotrope.<\/p>\n<p>Quattro di queste sono state poste ai domiciliari mentre agli altri 3 soggetti \u00e8 stato notificato un provvedimento di obbligo di dimora.\u00a0Contestualmente \u00e8 stato eseguito un sequestro preventivo di beni, nella disponibilit\u00e0 degli indagati, per un valore complessivo di oltre <strong>38.000<\/strong> euro<strong>, ritenuto profitto del reato di usura<\/strong>. Le indagini sono durate oltre 2 anni e sono state eseguite intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di osservazione e pedinamento. Inoltre sono stati sentiti diversi testimoni.<\/p>\n<h3>Denaro prestato con tassi d&#8217;interesse del 120% annuo<\/h3>\n<p>Secondo l&#8217;accusa gli indagati avrebbero erogato prestiti di denaro, anche con l\u2019applicazione di tassi di tipo usuraio, con interessi che arrivavano al <strong>120% annuo<\/strong>,\u00a0 in piena emergenza sanitaria e pertanto in un difficile contesto emergenziale, connotato da maggiore domanda di liquidit\u00e0. <strong>Gli indagati, noti nell\u2019ambiente cittadino come soggetti in grado di concedere senza difficolt\u00e0 prestiti a chiunque ne avesse fatto richiesta<\/strong>, hanno offerto un <strong>canale parallelo di ricorso al credito<\/strong> al quale cittadini e imprese in forte crisi di liquidit\u00e0 potevano accedere senza particolari garanzie di rientro ed al di fuori dei canali legali di accesso a linee di finanziamento.<\/p>\n<h3>Minacce, intimidazioni e il linguaggio in codice<\/h3>\n<p>All\u2019indomani dell\u2019erogazione del prestito, gli indagati partivano con le minacce e le intimidazioni per il recupero della somma prestata, chiamata \u201c<strong>mascherina, scommessa, paghetta, spesa, acqua, pane<\/strong>\u201d, restituita dalle vittime mediante ricariche di<strong> carte prepagate, assegni in bianco, e naturalmente denaro contante, in tranche settimanali\/mensili, anche di modesto importo<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 investigativa ha portato alla luce un\u2019intensa circolazione di denaro esercitata con capacit\u00e0 organizzativa e disponibilit\u00e0 finanziarie da parte degli indagati, i quali hanno approfittato dello stato di bisogno delle vittime \u2013 alcune delle quali anche percettori della misura di sostegno del <strong>reddito di cittadinanza <\/strong>\u2013 instaurando con questi rapporti continuativi e durevoli, al fine di imporre condizioni sempre pi\u00f9 onerose.<\/p>\n<p>Nel corso delle indagini, inoltre, le Fiamme Gialle hanno ricostruito una <strong>fitta rete di spaccio di sostanze <\/strong>stupefacenti, in particolare <strong>hashish, marijuana e cocaina<\/strong>, organizzata con modalit\u00e0 strutturate e, anche in questo caso rivolta ad un cospicuo numero di consumatori.<\/p>\n<p>Ai <strong>domiciliari<\/strong> sono finiti Pasquale Falvo di 68 anni, Francesco Marchiotti di 39, Dario Greco di 37 anni e Pierpaolo Guzzo 43enne. Le misure di obbligo di dimora invece sono state eseguite nei confronti di C.P. di 63 anni, F.P. di 39 anni e G.L. di 33.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le somme prestate a tassi d&#8217;usura venivano chiamate dagli indagati &#8220;mascherina, scommessa, paghetta, spesa, acqua, pane&#8221;. Per riavere indietro il denaro partivano le minacce e le intimidazioni<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":160811,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19,135],"class_list":["post-160810","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina","tag-video"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160810","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160810"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160810\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/160811"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160810"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=160810"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=160810"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}