{"id":160932,"date":"2021-12-25T06:00:36","date_gmt":"2021-12-25T05:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicron-che-cosa-sappiamo-e-quali-sono-le-incognite\/"},"modified":"2023-01-16T17:45:34","modified_gmt":"2023-01-16T16:45:34","slug":"435612-omicron-che-cosa-sappiamo-e-quali-sono-le-incognite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/435612-omicron-che-cosa-sappiamo-e-quali-sono-le-incognite\/","title":{"rendered":"Omicron, che cosa sappiamo e quali sono le incognite"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Al di l\u00e0 di pochi dati certi sulla Omicron, ci sono domande fondamentali su questa variante del virus SarsCoV2 che non hanno ancora risposte, come quelle relative alla sua <strong>capacit\u00e0 di sfuggire ai vaccini e di provocare o meno una forma grave della malattia<\/strong>.<\/p>\n<h4>Omicron, presente in 78 paesi<\/h4>\n<p>Identificata per la prima volta un mese fa, il 22 novembre 2021 nei laboratori di Botswana e Sud Africa che stavano analizzando campioni del virus prelevati fra l&#8217;11 e il 16 novembre, la variante si \u00e8 rapidamente imposta all&#8217;attenzione di tutto il mondo. Il 24 novembre, infatti, il Sud Africa la segnalava all&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (Oms), che gi\u00e0 il 28 novembre parlava di una <strong>&#8220;corsa contro il tempo&#8221;<\/strong> per riuscire ad arginarla. Al momento sappiamo che sono 78 i Paesi nei quali \u00e8 presente e che in un mese sono state oltre <strong>19.100 le sequenze genetiche<\/strong> della Omicron depositate nella banca dati internazionale Gisaid. Sappiamo inoltre che la nuova variante sta diventando prevalente in alcuni Paesi: attualmente sono almeno 15 quelli in cui la Omicron \u00e8 presente nella maggior parte delle sequenze genetiche depositate; in sei di questi Paesi la Omicron ha gi\u00e0 raggiunto il 100% delle sequenze, sostituendosi alla Delta.<\/p>\n<h4>Elevata capacit\u00e0 di infettare<\/h4>\n<p>E&#8217; chiaro inoltre che la variante ha un&#8217;elevata capacit\u00e0 di infettare, <strong>fra 3 e 7 volte pi\u00f9 alta rispetto alla variante Delta<\/strong>. Ed \u00e8 anche noto che la Omicron comprende 32 mutazioni e un&#8217;elevata capacit\u00e0 di infettare Spike, che il virus utilizza come un artiglio per aggredire le cellule. &#8220;Di queste mutazioni, circa un quarto erano note in quanto presenti anche nella variante Delta e tre quarti sono del tutto nuove&#8221;, osserva il genetista Massimo Zollo, dell&#8217;Universit\u00e0 Federico II di Napoli e coordinatore della Task force Covid-19 del Ceinge-Biotecnologie avanzate. Fra le cose che non conosciamo ancora della nuova variante c&#8217;\u00e8 il ruolo delle mutazioni presenti nelle regioni genoma diverse da quella della proteina Spike che si solito viene considerata e che, rileva Zollo, &#8220;costituisce appena il 2% del genoma del virus&#8221;.<\/p>\n<p>Sapere come sono mutate le altre regioni del virus potrebbe fornire, per esempio, informazioni importanti per la ricerca su nuovi farmaci e vaccini. Quanto ai vaccini, un&#8217;altra grande domanda riguarda la loro capacit\u00e0 di contrastare la Omicron. <strong>Molti studi sono in corso<\/strong> e i dati preliminari ad ora disponibili sembrano indicare che i contagi non vengono evitati.<strong> Resta da capire poi se e quanto la terza dose del vaccino sia in grado di bloccare la Omicron<\/strong> e in proposito non ci sono dati sufficienti per trarre delle conclusioni. Ci si domanda anche quanto tempo \u00e8 necessario alla Omicron per replicarsi, ossia ogni quanto tempo i casi provocati da questa variante raddoppiano, e al momento l&#8217;ipotesi prevalente indica da 2 a 3 giorni. Nessun dato definitivo nemmeno sulla rapidit\u00e0 con la quale la variante infetta la cellula umana e resta da chiarire, infine, se e quante persone gi\u00e0 colpite da altre varianti possono reinfettarsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al di l\u00e0 di pochi dati certi sulla Omicron, ci sono domande fondamentali su questa variante del virus SarsCoV2 che non hanno ancora risposte<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":160933,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[19],"class_list":["post-160932","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160932","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160932"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160932\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/160933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160932"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=160932"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=160932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}