{"id":16094,"date":"2013-01-19T08:14:58","date_gmt":"2013-01-19T07:14:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=16094"},"modified":"2023-01-17T13:14:11","modified_gmt":"2023-01-17T12:14:11","slug":"5472-carpanzano-dice-no-al-forno-crematorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5472-carpanzano-dice-no-al-forno-crematorio\/","title":{"rendered":"Carpanzano dice no al forno &#8230; crematorio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> La polemica s&#8217;accende sul &#8230; caro estinto. In Italia la consuetudine a cremare i cari defunti \u00e8 praticata in circa il 10% dei casi, anche per<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">l&#8217;assenza di strutture attrezzate, <strong>quaranta impianti, presenti in qualche provincia al Centro-Nord.<\/strong> Una certa inversione di tendenza \u00e8 testimoniata dal fatto che nelle due principali metropoli del Nord Italia, Torino e Milano, la percentuale supera il 50%. Nel meridione esistono solamente <strong>due impianti Salerno e Palermo.<\/strong> Il 43esimo forno crematorio, l\u2019unico in Calabria, l\u2019avremo proprio <strong>in provincia di Cosenza, a pochi chilometri dal capoluogo, nella valle del Savuto.<\/strong> Inizialmente era interessato<strong> il piccolo centro di Domanico,<\/strong> ma proteste e comitati spontanei, hanno fatto desistere l\u2019amministrazione comunale dal \u201cmacabro\u201d desiderio e la patata bollente ora passa <strong>al vicino centro di Carpanzano.<\/strong> I cittadini hanno protestato appena appreso del bando di gara scaduto appena il 12 dicembre scorso, che ha visto vincente una ditta per la costruzione dell\u2019impianto crematorio per 3 milioni di euro. Pare che, al cospetto della nuova opera siano stati garantiti cinque posti di lavoro, ma i cittadini sono nettamente contrari al progetto perch\u00e9 vedono il pericolo di un inquinamento ambientale, nella importante riserva a naturale del Savuto, dato che avranno a domicilio l\u2019unico centro crematorio della Calabria, il terzo del meridione. Ma cosa comporta un impianto crematorio in termini di inquinamento? Chi brucia inquina e un corpo umano ha una concentrazione molto elevata di diossina e di metalli pesanti, che non vengono separati (mercurio, monossido di carbonio, azoto, zolfo), i quali se presenti in grandi quantit\u00e0, sono altamente nocivi per polmoni e vie respiratorie. La cremazione di un corpo umano determina la fuoriuscita di gas, le ceneri vengono prodotte in un secondo momento dalle parti ossee, che vengono separate. I camini bassi dei crematori provocano, rispetto a quelli alti tipici degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, una diluizione molto inferiore delle emissioni restanti nell&#8217;aria, quindi senza nessun post-trattamento dei fumi contaminati, vengono emesse sostanze nocive eccessive in prossimit\u00e0 dei crematori. Inoltre il mercurio contamina i terreni circostanti per lunghi periodi. Quindi, \u00e8 necessario un rigido controllo dell\u2019emissioni ma, in Italia, per la complicit\u00e0 della politica, si chiude spesso un occhio. A volte, li chiude tutti e due.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La polemica s&#8217;accende sul &#8230; caro estinto. In Italia la consuetudine a cremare i cari defunti \u00e8 praticata in circa il 10% dei casi, anche per l&#8217;assenza di strutture attrezzate, quaranta impianti, presenti in qualche provincia al Centro-Nord. 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