{"id":162166,"date":"2022-01-14T18:05:37","date_gmt":"2022-01-14T17:05:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/un-positivo-su-3-ricoverato-non-e-malato-di-covid-il-36-sono-donne-in-gravidanza\/"},"modified":"2023-01-16T16:57:45","modified_gmt":"2023-01-16T15:57:45","slug":"438394-un-positivo-su-3-ricoverato-non-e-malato-di-covid-il-36-sono-donne-in-gravidanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/438394-un-positivo-su-3-ricoverato-non-e-malato-di-covid-il-36-sono-donne-in-gravidanza\/","title":{"rendered":"Un positivo su 3 ricoverato non \u00e8 malato di Covid. Il 36% sono donne in gravidanza"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; <strong>Un terzo dei pazienti positivi al virus SarS-CoV2 ricoverati entra in ospedale non per curare il Covid ma altre malattie<\/strong>. Quindi viene ospedalizzato non per il virus ma con il virus e tuttavia non pu\u00f2 accedere ai reparti non Covid perch\u00e9 contagiato. Come nel caso delle <strong>donne in gravidanza positive che rappresentano la percentuale maggiore tra i ricoverati in reparti Covid<\/strong> nonostante non abbiano sviluppato la malattia. &#8220;Una situazione nuova che richiede agli ospedali un raddoppio della linea di assistenza&#8221;, spiega la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), sulla base di uno studio condotto su sei grandi aziende ospedaliere e sanitarie italiane. I pazienti ricoverati per patologie diverse dal Covid che risultano per\u00f2 positivi al virus, una volta entrati in ospedale richiedono una doppia linea di assistenza<strong>, <\/strong>poich\u00e9 non possono essere seguiti in un reparto non Covid ma al contempo hanno bisogno degli specialisti che curano la loro malattia.<\/p>\n<p>Stiamo parlando del <strong>34% dei ricoverati positivi e non malati di Covid<\/strong>, questo comporta una notevole pressione sulle aziende ospedaliere in termini di risorse: la necessit\u00e0 di personale \u00e8 duplicata&#8221;, sottolinea il presidente Fiaso Giovanni Migliore. &#8220;Facciamo l&#8217;esempio delle donne in gravidanza che vengono ricoverate:<strong> sono il 36% del totale dei ricoverati positivi<\/strong> <strong>ma senza sintomi respiratori,<\/strong> necessitano di assistenza ostetrica e ginecologica &#8211; spiega &#8211; occupano un posto letto in reparto Covid e hanno bisogno del personale che segue le partorienti. Ostetrici, infermieri e ginecologi che una volta vestiti con i dispositivi di protezione non possono certo andare nei reparti non Covid&#8221;. &#8220;La ricaduta &#8211; sottolinea Migliore &#8211; \u00e8 essenzialmente di tipo organizzativo-gestionale, \u00e8 una nuova realt\u00e0 che si \u00e8 configurata grazie alla campagna vaccinale: un grande numero di positivi che non sviluppano la malattia, ma non possono essere curati nei reparti di pertinenza&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Le strutture ospedaliere sono notevolmente sotto pressione anche per questo motivo &#8211; conclude &#8211; il Ministero della Salute \u00e8 al corrente della situazione&#8221;. Secondo lo studio Fiaso, nella rilevazione del 5 gennaio, su un campione di 550 pazienti, 187 (il 34%) non manifestano interessamento polmonare. <strong>La stragrande maggioranza, il 36% del totale dei ricoverati positivi ma senza sintomi respiratori, riguarda donne in gravidanza<\/strong> che necessitano di assistenza ostetrica e ginecologica. <strong>Il 33% \u00e8 rappresentato da pazienti che hanno subito uno scompenso<\/strong> della condizione internistica. <strong>L&#8217;8%, riguarda pazienti con ischemie, ictus, emorragie cerebrali o infarti<\/strong>. Un altro 8%, invece, \u00e8 rappresentato da quei pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico urgente pur se positivi al Covid. Il 6% arriva al pronto soccorso a causa di incidenti con traumi e fratture.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I pazienti ricoverati per patologie diverse dal Covid, che risultano per\u00f2 positivi, una volta in ospedale richiedono una doppia linea di assistenza<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":162167,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[19],"class_list":["post-162166","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162166","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=162166"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162166\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/162167"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=162166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=162166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=162166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}