{"id":16344,"date":"2013-01-23T10:34:19","date_gmt":"2013-01-23T09:34:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=16344"},"modified":"2023-01-17T13:14:26","modified_gmt":"2023-01-17T12:14:26","slug":"5604-shoah-ferramonti-e-marzabotto-uniti-contro-il-male-assoluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5604-shoah-ferramonti-e-marzabotto-uniti-contro-il-male-assoluto\/","title":{"rendered":"Shoah: Ferramonti e Marzabotto uniti contro il &#8220;male assoluto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Per non dimenticare. <strong>La shoah \u00e8 stata una delle pagine pi\u00f9 brutte della storia dell&#8217;umanit\u00e0. Quello sterminio di massa, deciso dai &#8220;puri&#8221; della razza <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ariana nei confronti degli ebrei, \u00e8 una ferita con cui il mondo deve fare i conti.<\/strong> Da allora ad oggi, tante cose sono cambiate, aggiungerei per fortuna, ma quella ferita fa ancora male. La shoah non pu\u00f2 e non deve essere solo qualcosa su cui riflettere in occasione del giorno della memoria, ma un&#8217;immane tragedia sulla quale interrogarci sempre. <strong>Proprio in occasione della, come detto, giornata della memoria, prosegue il percorso di sensibilizzazione e confronto promosso dalla Cgil Calabria e dallo Spi regionale della Giornata, con l&#8217;iniziativa &#8220;Ferramonti E Marzabotto uniti nella memoria&#8221;,<\/strong> che il sindacato regionale ha organizzato per non dimenticare. L&#8217;appuntamento \u00e8 in prgramma per marted\u00ec, alle 9. <strong>La Cgil di Cosenza e lo Spi-Cgil provinciale ospiteranno la manifestazione nel&#8217;ex campo di Concentramento Ferramonti di Tarsia. All&#8217;iniziativa sar\u00e0 presente la segretaria generale dello Spi nazionale Carla Cantone.<\/strong> Alla cerimonia saranno presenti, inoltre, il sindaco di Marzabotto ed il sindaco di Tarsia, rappresentanti dell&#8217;Anpi di Marzabotto e di Cosenza, delle leghe Spi dell&#8217;Emilia Romagna e della Calabria, dirigenti sindacali regionali della Cgil. &#8220;Il campo di internamento di Ferramonti, &#8211; si legge in un comunicato stampa della Cgil &#8211; \u00e8 stato il principale (in termini di consistenza numerica) tra i numerosi luoghi di internamento per ebrei, apolidi, stranieri nemici e slavi, aperti dal regime fascista tra il giugno e il settembre 1940.<strong> A Marzabotto fu invece compiuto il pi\u00f9 terribile massacro dai nazisti nel nostro Paese, uno dei pi\u00f9 feroci della loro storia criminale, ebbe luogo dal 29 settembre al primo ottobre 1944. Due localit\u00e0 &#8211; conclude la nota- simbolo quindi si uniscono in un gemellaggio per ricordare quel buco nero della nostra storia: una voragine cieca e incolore. Ferramonti e Marzabotto sono e rimarranno per sempre nella memoria del nostro Paese come il male assoluto&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DIFENDERE LA MEMORIA &#8211;<\/strong> Istituito tredici fa, il Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio perch\u00e9 in questa data le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Al di l\u00e0 di quel cancello, oltre la scritta \u00abArbeit macht frei\u00bb (Il lavoro rende liberi), apparve l\u2019inferno. E il mondo vide allora per la prima volta da vicino quel che era successo, conobbe lo sterminio in tutta la sua realt\u00e0. Il Giorno della Memoria non \u00e8 una mobilitazione collettiva per una solidariet\u00e0 ormai inutile. \u00c8 piuttosto, un atto di riconoscimento di questa storia: come se tutti, quest\u2019oggi, ci affacciassimo dei cancelli di Auschwitz, a riconoscervi il male che \u00e8 stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>AUSCHWITZ &#8211;<\/strong> E&#8217; il nome tedesco di Oswiecin, una cittadina situata nel sud della Polonia. Qui, a partire dalla met\u00e0 del 1940, funzion\u00f2 il pi\u00f9 grande campo di sterminio di quella sofisticata \u00abmacchina\u00bb tedesca denominata \u00absoluzione finale del problema ebraico\u00bb. Auschwitz era una vera e propria metropoli della morte, composta da diversi campi &#8211; come Birkenau e Monowitz &#8211; ed estesa per chilometri. C\u2019erano camere a gas e forni crematori, ma anche baracche dove i prigionieri lavoravano e soffrivano prima di venire avviati alla morte. Gli ebrei arrivavano in treni merci e, fatti scendere sulla cosiddetta \u00abJudenrampe\u00bb (la rampa dei giudei) subivano una immediata selezione, che li portava quasi tutti direttamente alle \u00abdocce\u00bb (cos\u00ec i nazisti chiamavano le camere a gas). Solo ad Auschwitz sono stati uccisi quasi un milione e mezzo di ebrei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SHOAH &#8211;<\/strong> E&#8217; una parola ebraica che significa \u00abcatastrofe\u00bb, e ha sostituito il termine \u00abolocausto\u00bb usato in precedenza per definire lo sterminio nazista, perch\u00e9 con il suo richiamo al sacrificio biblico, esso dava implicitamente un senso a questo evento e alla morte, invece insensata e incomprensibile, di sei milioni di persone. La Shoah \u00e8 il frutto di un progetto d\u2019eliminazione di massa che non ha precedenti, n\u00e9 paralleli: nel gennaio del 1942 la conferenza di Wansee approva il piano di \u00absoluzione finale\u00bb del cosiddetto problema ebraico, che prevede l\u2019estinzione di questo popolo dalla faccia della terra. Lo sterminio degli ebrei non ha una motivazione territoriale, non \u00e8 determinato da ragioni espansionistiche o da una per quanto deviata strategia politica. \u00c8 deciso sulla base del fatto che il popolo ebraico non merita di vivere. \u00c8 una forma di razzismo radicale che vuole rendere il mondo \u00abJudenfrei\u00bb (\u00abripulito\u00bb dagli ebrei). L\u2019odio antisemita \u00e8 stato un motivo conduttore del nazismo. La Germania vara nel 1935 a Norimberga una legislazione antiebraica che sancisce l&#8217;emarginazione. Tre anni dopo l\u2019Italia approva anch\u2019essa un complesso e aberrante sistema di \u00abdifesa della razza\u00bb, rinchiudendo gli ebrei entro un rigido sistema di esclusione e separazione dal resto del paese. Ma questa terribile storia ha dei millenari precedenti. Prima dell\u2019Emancipazione, ottenuta in Europa nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, gli ebrei erano vissuti per millenni come una minoranza appena tollerata, non di rado perseguitata e cacciata, e sempre relegata entro i ghetti. Tanto nel mondo cristiano quanto sotto l&#8217;Islam. Visti con diffidenza e odio per la loro fede tenace (e, dal punto di vista della maggioranza, sbagliata), hanno sempre rappresentato il \u00abdiverso\u00bb, la presenza estranea. Anche se da millenni vivono qui e si sentono europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la Shoah \u00e8 stato coniato il termine \u00abgenocidio\u00bb. Purtroppo il mondo ne ha conosciuti tanti, e ancora troppi sono in corso sulla faccia della terra. Riconoscere delle differenze non significa stabilire delle gerarchie nel dolore: come dice un adagio ebraico \u00abChi uccide una vita, uccide il mondo intero\u00bb. Ma mai, nella storia, s\u2019\u00e8 visto progettare a tavolino, con totale freddezza e determinazione, lo sterminio di un popolo. Studiando le possibili forme di eliminazione, le formule dei gas pi\u00f9 letali ed \u00abefficaci\u00bb, allestendo i ghetti nelle citt\u00e0 occupate, costruendo i campi, studiando una complessa logistica nei trasporti, e tanto altro. La soluzione finale non \u00e8 stata solo un atto di inaudita violenza, ma soprattutto un progetto collettivo, un sistema di morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Giorno della Memoria<\/strong> non vuole misconoscere gli altri genocidi di cui l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 stata capace, n\u00e9 sostenere un\u2019assai poco ambita \u00absuperiorit\u00e0\u00bb del dolore ebraico. Non \u00e8 infatti, un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l\u2019uomo \u00e8 stato capace di questo. Non \u00e8 la piet\u00e0 per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quel che \u00e8 accaduto. Che non deve pi\u00f9 accadere, ma che in un passato ancora molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso che accadesse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Per non dimenticare. La shoah \u00e8 stata una delle pagine pi\u00f9 brutte della storia dell&#8217;umanit\u00e0. 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