{"id":164061,"date":"2022-02-15T09:03:29","date_gmt":"2022-02-15T08:03:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/e-cosentina-una-femmina-il-film-sulla-ndrangheta-al-festival-di-berlino\/"},"modified":"2023-01-16T16:59:51","modified_gmt":"2023-01-16T15:59:51","slug":"443326-e-cosentina-una-femmina-il-film-sulla-ndrangheta-al-festival-di-berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/443326-e-cosentina-una-femmina-il-film-sulla-ndrangheta-al-festival-di-berlino\/","title":{"rendered":"\u00c8 cosentina &#8220;Una femmina&#8221;, il film sulla &#8216;ndrangheta al Festival di Berlino"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Liberamente ispirata al romanzo di Lirio Abbate, la pellicola, diretta <strong>dal cosentino Francesco Costabile,<\/strong> \u00e8 stata presentata al Festival di Berlino nella sezione &#8220;Panorama &#8221; e\u00a0 arriva nelle sale italiane dal 17 febbraio. Il film, girato tra i monti della Calabria,<strong> racconta una storia di &#8216;Ndrangheta<\/strong> con protagonista Rosa<strong> l&#8217;esordiente Lina Siciliano originaria di Cariati e cresciuta in una casa famiglia di Cosenza.<\/strong> Lina \u00e8 stata riconosciuta subito dal registra &#8220;Rosa era lei&#8221;.<\/p>\n<h3>La trama<\/h3>\n<p>Rosa \u00e8 una ragazza inquieta e ribelle, vive con sua nonna e suo zio <strong>in un paesino della Calabria, tra monti e fiumare secche.<\/strong> La sua quotidianit\u00e0 viene improvvisamente stravolta da qualcosa che emerge dal suo passato, un trauma che la lega indissolubilmente alla misteriosa morte di sua madre. Quando <strong>Rosa si ritrova vittima di un destino gi\u00e0 segnato,<\/strong> decide di tradire la sua famiglia e cercare la propria vendetta di sangue. Ma quando questa famiglia \u00e8 la \u2018Ndrangheta <strong>ogni passo pu\u00f2 rivelarsi fatale<\/strong>.<\/p>\n<h3>Le parole del regista<\/h3>\n<p>&#8220;Tutto nasce dal libro inchiesta Fimmine Ribelli di Lirio Abbate, da questo testo \u00e8 nato un soggetto, scritto dallo stesso Abbate con il regista Edoardo De Angelis, \u00e8 stato lui a coinvolgermi e a propormi l\u2019idea. Oggi posso dire che <strong>Edoardo ha avuto grande coraggio nell\u2019affidare un film cos\u00ec complesso ad un regista esordiente.<\/strong> \u00c8 stata una mossa rischiosa, non scontata, e non posso che esserne riconoscente. Lo script era di poche pagine ma gi\u00e0 denso di rabbia e umanit\u00e0, personaggi che mi hanno immediatamente conquistato per la loro carica emotiva e sovversiva.<\/p>\n<h4>Un racconto sulla criminalit\u00e0 da un punto di vista, uno sguardo, tutto femminile<\/h4>\n<p>Durante la fase di scrittura non ci siamo ispirati ad un unico fatto di cronaca, <strong>il film racchiude dentro di s\u00e9 tante storie, tante voci e quella di Rosa<\/strong> sintetizza le esperienze drammatiche di tante donne. Sono le femmine ribelli descritte da Abbate (tra queste: Giusy Pesce, Maria Concetta Cacciola, Rosa Ferraro, Simonetta Napoli).<strong> Donne che hanno avuto il coraggio di rompere con i legami di sangue e i codici d\u2019onore della \u2018Ndrangheta,<\/strong> l\u2019organizzazione criminale che ha saputo, pi\u00f9 di tutte, costruire il suo impero sulle fondamenta pi\u00f9 solide e archetipiche al mondo: la famiglia. Se la \u2018ndrangheta oggi \u00e8 cos\u00ec potente \u00e8 proprio grazie a questa struttura e alla sua forza. \u201c<strong>Una femmina\u201d \u00e8 quindi, prima di tutto, una storia familiare<\/strong>. La morsa psicologica, l\u2019oppressione e il ricattodomestico, l\u2019ombra di un passato fatto di sangue, sono elementi centrali che caratterizzano il mondo di Rosa.<\/p>\n<h3>&#8220;Un atto d&#8217;amore verso la mia terra&#8221;<\/h3>\n<p>Ed \u00e8 proprio durante la fase di ricerca che \u00e8 scattata una connessione tra quel mondo e il mio vissuto. <strong>Io sono nato e cresciuto in Calabria,<\/strong> una terra rimasta ai margini, troppo spesso dimenticata dallo Stato. \u00c8 una terra che ti porti dentro perch\u00e9 segna uno stato d\u2019animo, un modo di stare al mondo. Con questo film ho avuto la possibilit\u00e0 di guardare indietro, alle mie origini, \u00e8 stata una tappa importante per costruire l\u2019universo emotivo del film e il suo immaginario. \u201cUna Femmina&#8221;, nonostante la drammaticit\u00e0 e la violenza degli eventi narrati,<strong> \u00e8 anche un atto d\u2019amore verso la mia terra, un monito ad un riscatto tutto femminile.<\/strong> Immergendomi nella materia umana, durante la lettura dei processi e l\u2019incontro con le donne vittime della \u2018ndrangheta, ho sentito che quel mondo mi apparteneva. Alcune storie risuonano nel nostro vissuto in maniera sorprendente, si amplificano dentro di noi e si trasformano nel processo artistico.<\/p>\n<h3>&#8220;Girare in Calabria \u00e8 sempre stata la mia prerogativa&#8221;<\/h3>\n<p>Ho passato mesi in giro per paesi sperduti nell\u2019entroterra calabrese, cercando volti, suggestioni, immagini che potessero dar vita al mio film. Una ricerca lunga che \u00e8 stata fondamentale per capire che tipo di film volessi fare. Affrancarmi da una restituzione puramente <strong>realistica e cercare in zone pi\u00f9 profonde, connettermi con l\u2019esperienza traumatica vissuta da queste donne<\/strong>, farne percepire il sentimento di oppressione, di impotenza, far s\u00ec che questo film diventasse innanzitutto un\u2019esperienza intima, quasi irrazionale, per lo spettatore.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Io sono nato e cresciuto in Calabria, una terra rimasta ai margini, troppo spesso dimenticata dallo Stato. 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