{"id":164630,"date":"2022-02-24T06:20:22","date_gmt":"2022-02-24T05:20:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sangue-infetto-famiglia-ruffolo-impugna-la-sentenza-di-assoluzione\/"},"modified":"2023-01-16T17:00:28","modified_gmt":"2023-01-16T16:00:28","slug":"444887-sangue-infetto-famiglia-ruffolo-impugna-la-sentenza-di-assoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/444887-sangue-infetto-famiglia-ruffolo-impugna-la-sentenza-di-assoluzione\/","title":{"rendered":"Sangue infetto, famiglia Ruffolo impugna la sentenza di assoluzione"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; I difensori dei familiari di Cesare Ruffolo, gli avvocati Massimiliano Coppa, Giovanni Ferrari e Luigi Forciniti, hanno depositato il ricorso per cassazione per <strong>chiedere l\u2019annullamento della sentenza di assoluzione del dott. Marcello Bossio<\/strong>, primario del reparto di immunoematologia dell\u2019Ospedale di Cosenza quando a Cesare Ruffolo fu somministrata una sacca con <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14636\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sangue infetto<\/a> da serratia marcescens che lo condusse a morte in poche ore.<\/p>\n<p>La famiglia Ruffolo infatti, fa sapere che \u201c..<strong>non ritiene coerente la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro<\/strong> quale giudice del rinvio, dopo due sentenze di condanna che avevano cristallizzato le prove di colpevolezza del primario Bossio e della gestione complessiva ed organizzativa dell\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza, individuate dalla Procura della Repubblica di Cosenza, a seguito del complesso l\u2019impianto accusatorio ricostruito dai P.M. Salvatore Di Maio e Paola Izzo, sulla scorta delle indagini del NAS dei Carabinieri di Cosenza e dei vari accessi delle Commissioni Ministeriali disposti dall\u2019allora Ministro della Salute Beatrice Lorenzin\u201d.<\/p>\n<p>Ed infatti, precisa la famiglia, che \u201c..le ispezioni Ministeriali disposte dal 2012 e fino all\u2019agosto del 2013 avevano accertato che le non conformit\u00e0 rilevate durante le visite ispettive all\u2019interno del centro trasfusionale dell\u2019Ospedale di Cosenza, dove transitarono e furono verificate le sacche infette, contribuirono a determinare le condizioni predisponenti la genesi dell\u2019infezione post trasfusionale contratta dai pazienti dei quali uno deceduto..\u201d.<\/p>\n<p>Intanto, <strong>anche la Procura Generale della Repubblica di Catanzaro<\/strong>, ha <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14041\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">impugnato l\u2019assoluzione<\/a> di Bossio<\/strong> emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro <strong>rilevando l\u2019assoluta erroneit\u00e0 della motivazione<\/strong> con la quale i giudici di Appello avevano mandato esente da responsabilit\u00e0 il medico con la formula per non aver commesso il fatto, rilevando numerosissime criticit\u00e0 nella condotta del Bossio in qualit\u00e0 di primario ospedaliero in posizione apicale.<\/p>\n<div id=\"attachment_444891\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-444891\" class=\"wp-image-444891 size-full\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/avvocati-Coppa-e-Ferrari.jpg\" alt=\"Gli avvocati Coppa e Ferrari\" width=\"400\" height=\"218\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-444891\" class=\"wp-caption-text\"><em>Gli avvocati Coppa e Ferrari<\/em><\/p><\/div>\n<p>Del resto, le sentenze del Tribunale di Cosenza e della Corte di Appello di Catanzaro precedenti al giudizi di rinvio, avevano messo a nudo un sistema di gestione molto discutibile e di chiara matrice difettuale oltre che non idoneo a garantire i minimi livelli di assistenza adatti ad un ospedale come quello di Cosenza, per come agevolmente evincibile dai rapporti ispettivi ministeriali, <strong>soprattutto in riferimento all\u2019 interscambio ed all\u2019approvvigionamento dal sangue<\/strong> necessario per tutte le attivit\u00e0 sanitarie assistenziali oltre che in riferimento ai meccanismi di controllo.<\/p>\n<p>Hanno concluso gli avvocati della famiglia: \u201cChe l\u2019esercizio dell\u2019ars medica sia suscettibile di dar luogo ad errori e a potenziali responsabilit\u00e0 nell\u2019alveo penale ed in quello civile, rappresenta una implicazione condivisa con qualsiasi altra attivit\u00e0 umana, ma la <strong>vicenda del paziente Ruffolo ha investito inaspettatamente e con troppa violenza la sua famiglia<\/strong> con una inaccettabile inferenza sul rapporto fiduciario tra il cittadino ed il diritto alla salute irrimediabilmente compromesso, oltre che con una inspiegabile indifferenza della parte contrapposta. La vicenda impone il vaglio della Corte di Cassazione \u2013 e condividiamo pure i motivi di ricorso proposti dal Procuratore Generale di Catanzaro &#8211; non fosse altro che per quelle esigenze di garanzia riconnesse all\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 medica che prevedono specifici spazi di interlocuzione tra tutti i soggetti del rapporto\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante le plurime responsabilit\u00e0 accertate a carico dei soggetti che a vario titolo presero in carico il loro congiunto la famiglia Ruffolo, poi, segnala ancora anche il <strong>totale silenzio mantenuto dai vertici dell\u2019Ospedale di Cosenza<\/strong> in tema di risarcimento del danno per la morte del proprio congiunto, nonostante le molteplici quanto gravissime criticit\u00e0 rilevate dagli Organi di Vigilanza ministeriale intervenuti, circostanza questa che non conferisce per nulla ulteriore chiarezza alla triste vicenda. <strong>La parola ritorna ancora alla Corte di Cassazione.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La famiglia di Cesare Ruffolo ha impugnato in Cassazione la sentenza di assoluzione del dott. Marcello Bossio ex primario di Immunoematologia dell\u2019Ospedale di Cosenza ed anche la Procura Generale di Catanzaro ha proposto ricorso per l\u2019annullamento dell\u2019assoluzione del medico<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":164631,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19],"class_list":["post-164630","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/164630","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=164630"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/164630\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/164631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=164630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=164630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=164630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}