{"id":164654,"date":"2022-02-24T14:07:17","date_gmt":"2022-02-24T13:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/guerra-in-ucraina-previsione-drammatica-in-italia-sui-prezzi-di-pane-farina-olio-e-cereali\/"},"modified":"2023-01-16T17:00:30","modified_gmt":"2023-01-16T16:00:30","slug":"444978-guerra-in-ucraina-previsione-drammatica-in-italia-sui-prezzi-di-pane-farina-olio-e-cereali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/444978-guerra-in-ucraina-previsione-drammatica-in-italia-sui-prezzi-di-pane-farina-olio-e-cereali\/","title":{"rendered":"Guerra in Ucraina: previsione drammatica in Italia sui prezzi di pane, farina, olio e cereali"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Non solo gas e petrolio, sotto la spinta dell\u2019attacco della Russia all\u2019Ucraina<strong> i prezzi del grano sono balzati del 5,7% in un solo giorno<\/strong> r<strong>aggiungendo il valore massimo da 9 anni a 9.34 dollari a bushel<\/strong>. E\u2019 quanto emerge dall\u2019analisi alla chiusura del mercato future della borsa merci di Chicago che rappresenta il punto di riferimento mondiale delle materie prime agricole con il rischio reale di speculazioni e carestie. Quella ucraina sta diventando dunque un\u2019emergenza a livello mondiale, un\u2019emergenza che riguarda direttamente l\u2019Italia: infatti <strong>importiamo il 64% del nostro fabbisogno di grano per la produzione di pane, pasta e biscotti<\/strong>\u00a0e <strong>il 53% del mais di cui ha bisogno il nostro bestiame.<\/strong> L&#8217;Ucraina \u00e8 il nostro secondo fornitore di mais, con una quota di poco superiore al 20%, oltre a garantire da sola il 5% del nostro l\u2019import di grano. Ma la prospettiva di uno scontro tra l&#8217;Occidente e uno dei principali esportatori di petrolio e gas ha fatto<strong>\u00a0impennare i prezzi dei prodotti energetici,<\/strong> con il brent che ha sfondato i 105 dollari al barile e il wti i 100 dollari, ai massimi dal 2014. I future sul gas vengono scambiati a 117,2 euro al megawattora (+32%) sul mercato di Amsterdam, che funge da benchmark per il prezzo del gas europeo. E lo tsunami del caro energia alimentato dall\u2019invasione Russa<strong>\u00a0travolge persino la coltivazione di piante e fiori Made in Italy<\/strong> con 1 azienda florovivaistica su 3 (31,2%) che \u00e8 costretta a ridurre le produzioni con l\u2019esplosione dei costi delle bollette.<\/p>\n<h4>Russia e Ucraina primi esportatori di grano al Mondo<\/h4>\n<p>Secondo le stime del Dipartimento dell\u2019Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), la Russia \u00e8 il pi\u00f9 grande esportatore di grano al mondo, seguita al quarto posto dall\u2019Ucraina: i due paesi sono responsabili del 29% del commercio globale di grano, quasi il 20% delle esportazioni di mais e l\u201980% delle esportazioni di olio di girasole. A questo si aggiunge <strong>l\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia e del gas<\/strong>: oltre che al grano, l\u2019aumento dei pezzi \u00e8 legato ai costi di produzione, imballaggio e trasporto.<strong> Lo stesso discorso vale per la pasta e per la farina e anche per l\u2019olio di girasole<\/strong>. L\u2019Ucraina ne \u00e8 il primo esportatore seguita dalla Russia al secondo posto. Secondo Italmopa, l\u2019Associazione Mugnai Industriali d\u2019Italia, nel 2020 in tutto il mondo sono state consumate 17 milioni di tonnellate di pasta ossia il doppio di 10 anni fa. In Italia se ne consumano 23 kg pro capite ogni anno. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori<strong>, un pacco di pasta \u00e8 passato mediamente da 0,59 euro a 0,79 euro<\/strong>.<\/p>\n<h4>L&#8217;Italia importa il 64% del proprio fabbisogno di grano<\/h4>\n<p>&#8220;La guerra sta innescando un nuovo cortocircuito sul settore agricolo nazionale che ha gi\u00e0 sperimentato i guasti della volatilit\u00e0 dei listini in un Paese come <strong>l\u2019Italia che \u00e8 fortemente deficitaria in alcuni settori<\/strong> ed ha bisogno di un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dal grano al mais fino all\u2019atteso piano proteine nazionale per l\u2019alimentazione degli animali in allevamento per recuperare competitivit\u00e0 rispetto ai concorrenti stranieri\u201d ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che \u201cnell\u2019immediato occorre quindi garantire la sostenibilit\u00e0 finanziaria delle stalle con prezzi giusti che consentano agli allevatori di continuare a lavorare&#8221;. Secondo l\u2019analisi della Coldiretti l\u2019Ucraina \u00e8 il nostro secondo fornitore di mais con una quota di poco superiore al 20% ma garantisce anche il 5% dell\u2019import nazionale di grano.\u00a0<strong>L\u2019Italia \u00e8 costretta ad importare materie prime agricole <\/strong>a causa dei bassi compensi riconosciuti agli agricoltori che sono stati costretti a ridurre di quasi 1\/3 la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni durante i quali \u00e8<strong> scomparso anche un campo di grano su cinque con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati<\/strong> perch\u00e9 molte industrie per miopia hanno preferito continuare ad acquistare per anni in modo speculativo sul mercato mondiale anzich\u00e9 garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale attraverso i contratti di filiera sostenuti dalla Coldiretti. <strong>E quest\u2019anno sono praticamente raddoppiati in Italia i costi delle semine per la produzione di grano per effetto di rincari d<\/strong>i oltre il 50% per il gasolio necessario alle lavorazioni dei terreni ma ad aumentare sono pure i costi dei mezzi agricoli, dei fitosanitari e dei fertilizzanti che arrivano anche a triplicare.<\/p>\n<h4>A gennaio prezzi alimentari aumentati del 3,6%<\/h4>\n<p>Intanto in Italia sono gi\u00e0 esplosi a gennaio i prezzi dei beni alimentari, p<strong>ortando una famiglia a spendere in media +270 euro su base annua solo per l\u2019acquisto di cib<\/strong>o. Lo afferma il Codacons, che ha rielaborato i dati sull\u2019inflazione diffusi dall\u2019Istat determinando la classifica dei generi alimentari i cui listini sono cresciuti di pi\u00f9 nell\u2019ultimo mese. I prodotti alimentari hanno subito una ac<strong>celerazione a gennaio del +3,6% rispetto al 2021<\/strong>, ma all\u2019interno di tale comparto vi sono beni che hanno registrato una vera e propria impennata \u2013 spiega il Codacons \u2013 E\u2019 il caso delle pere, che al supermercato e nei negozi costano il 31% in pi\u00f9 rispetto allo scorso anno, ma anche degli oli alimentari, che crescono del +19,6%. P<strong>er la pasta si spende il 12,5% in pi\u00f9, mentre il burro aumenta del +10,7%<\/strong>. La verdura costa in media il 13,5% in pi\u00f9, con punte del +15,2% per radici, bulbi e funghi. La farina si impenna del +6,8%, il pesce del +5,1% e i succhi di frutta del +4,8%. Non tutte le famiglie per\u00f2, avvertono i rincari alimentari allo stesso modo. Il Codacons ha messo a confronto i dati Istat relativi alle varie regioni, scoprendo che alla Sardegna spetta la palma del caro-cibo, con la voce \u201calimentari\u201d che a gennaio aumenta del +5,1% su base annua, seguita dall\u2019Umbria (+5%). La Lombardia la regione dove i prezzi del cibo crescono di meno (+2,2%).<br \/>\nA parit\u00e0 di consumi, una famiglia residente in Sardegna subisce una stangata per l\u2019acquisto di generi alimentari pari a +382 euro annui, contro i +165 euro di un nucleo residente in Lombardia \u2013 conclude il Codacons.<\/p>\n<p><strong>Di seguito la classifica dei beni alimentari che hanno subito i rincari pi\u00f9 pesanti a gennaio:<\/strong><\/p>\n<p>Pere +31%<br \/>\noli alimentari +19,6%<br \/>\nradici, bulbi e funghi 15,2%<br \/>\nverdura +13,5%<br \/>\npasta +12,5%<br \/>\nburro +10,7%<br \/>\ncavoli +10,2%<br \/>\nmolluschi +9,4%<br \/>\npomodori +9%<br \/>\narance 8%<br \/>\ninsalata +7,3%<br \/>\nfarina +6,8%<br \/>\npreparati a base di carne +6%<br \/>\nfrutta +5,5%<br \/>\npesce fresco +5,1%<br \/>\nsucchi di frutta +4,8%<br \/>\npane +3,7%<br \/>\ngelati +3,7%<br \/>\nlatte conservato +3,3%<br \/>\npollo +3,2%<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I prodotti alimentari hanno subito una accelerazione a gennaio del +3,6% rispetto al 2021: verdura +13,5%, pasta +12,5%, burro +10,7%<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":164655,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[19],"class_list":["post-164654","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/164654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=164654"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/164654\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/164655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=164654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=164654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=164654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}