{"id":164906,"date":"2022-03-01T07:38:11","date_gmt":"2022-03-01T06:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/falsi-green-pass-a-300-euro-blitz-anche-in-provincia-di-cosenza\/"},"modified":"2023-01-16T17:00:46","modified_gmt":"2023-01-16T16:00:46","slug":"445587-falsi-green-pass-a-300-euro-blitz-anche-in-provincia-di-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/445587-falsi-green-pass-a-300-euro-blitz-anche-in-provincia-di-cosenza\/","title":{"rendered":"Falsi Green pass a 300 euro, blitz anche in provincia di Cosenza"},"content":{"rendered":"<p>TERMINI IMERESE &#8211; Falsi green pass venduti al prezzo di 300 euro. Un maxiblitz con perquisizioni in tutta Italia \u00e8 stato disposto dalla Procura di Termini Imerese e affidato ai poliziotti della sezione di polizia giudiziaria, contro una <strong>presunta organizzazione criminale<\/strong> specializzata secondo le indagini nel commercio in rete di false certificazioni anticovid in grado di superare i normali controlli di verifica.<\/p>\n<p>Gli <strong>indagati sono 25,<\/strong> mentre gli acquirenti sono stati scoperti in 15 province italiane: Roma, Cremona, Aosta, <strong>Cosenza<\/strong>, Lucca, Caltanissetta, Agrigento, Palermo, Bologna, Olbia, Bari, Venezia, Treviso, Mantova e Salerno. Riguardo alla provincia di Cosenza sarebbero state perquisite le abitazioni di tre soggetti a <strong>Montalto Uffugo<\/strong> che avrebbero acquistati i certificati falsi.<\/p>\n<p>I green pass erano venduti in diversi canali presenti sulla piattaforma Telegram. <strong>Sono 20 le perquisizioni ordinate in ambito nazionale che hanno consentito di sequestrare, oltre a green pass cartacei, una trentina di dispositivi informatici<\/strong> all&#8217;interno dei quali i certificati erano conservati in formato digitale.<\/p>\n<p>I venditori assicuravano secondo le indagini agli acquirenti il rilascio di un certificato &#8220;<strong>rafforzato terza dose<\/strong>&#8221; personalizzato, chiedendo copia della tessera sanitaria, a fronte del pagamento di circa 300 euro solitamente in criptovaluta, prevedendo anche &#8220;sconti famiglia&#8221; per coloro che acquistassero pi\u00f9 certificati. Le indagini sono ancora in corso; al vaglio degli investigatori si trovano adesso anche i dispositivi telefonici e alcuni conti correnti italiani utilizzati per far transitare i pagamenti per l&#8217;acquisto dei falsi green pass.<\/p>\n<p>La presunta organizzazione aveva utilizzato un accesso al rilascio dei pass da parte del ministero della salute francese. Il falso certificato veniva poi incollato su una certificazione italiana. <strong>Tra i 25 indagati, tre sono siciliani.<\/strong> Un dipendente comunale nel nisseno oltre a due giovani no vax disoccupati, uno dell&#8217; agrigentino e uno del palermitano. Sono stati individuati <strong>diversi acquirenti<\/strong> del <strong>falso green pass, tutti no Vax.<\/strong> Tra di loro anche un esponente delle forze dell&#8217;ordine nel nord Italia, gestori di panificio, un cuoco e diversi minori che frequentano regolarmente la scuola. Un acquirente avrebbe pagato 1.300 euro per avere tre falsi green pass.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stati individuati diversi acquirenti del falso green pass, tutti no Vax. Tra di loro anche un esponente delle forze dell&#8217;ordine. 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