{"id":166110,"date":"2022-03-26T08:00:38","date_gmt":"2022-03-26T07:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/al-teatro-rendano-di-cosenza-il-concerto-di-stanislao-giacomantonio\/"},"modified":"2023-01-16T17:02:06","modified_gmt":"2023-01-16T16:02:06","slug":"448648-al-teatro-rendano-di-cosenza-il-concerto-di-stanislao-giacomantonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/448648-al-teatro-rendano-di-cosenza-il-concerto-di-stanislao-giacomantonio\/","title":{"rendered":"Al Teatro Rendano di Cosenza il concerto di Stanislao Giacomantonio"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211;\u00a0 Il concerto di musica per pianoforte, dal titolo \u201c<strong>Senza rete<\/strong>\u201d, rientra nel calendario della stagione concertistica dell\u2019associazione Quintieri in cui l\u2019apprezzato esecutore presenter\u00e0 un avvincente programma: A las tres, Ribel tango, Un oceano di troppo, Polvere di farfalle, Impatto imminente, La donna del mistero, Petali di carillon, Povero mondo, io donna ti guardo!, Il rumore dell\u2019autunno, Femme fatale, Fiori d\u2019inchiostro, Senza via di fuga\u2026dalla tua anima, Lo strappo, Quel maledetto taxi dell\u2019addio, E dammi un po\u2019 di respiro!, Quel night club di Bahia Blanca, L\u2019Emicrania di Prokofiev, Rivelazioni intime. I concerti del Maestro Giacomantonio hanno riscosso sempre larghi consensi e apprezzamenti, sia da parte dei tecnici e della critica sia da parte del pubblico pi\u00f9 eterogeneo.<\/p>\n<p><strong>\u201cSono davvero molto emozionato nell\u2019esibirmi nella mia citt\u00e0.<\/strong> Nonostante la mia formazione scientifica sono un po\u2019 scaramantico e non voglio parlare del concerto: anticipo soltanto che non ci sar\u00e0 musica d\u2019avanguardia, ma tutte mie composizioni nate dal cuore prima che dalla testa. Spero di regalare un po\u2019 d\u2019emozioni al pubblico, in particolare a persone per me molto speciali, che spero di vedere presenti al concerto\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Stanislao Giacomantonio<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Nato a Cosenza<\/strong> da una famiglia di musicisti, inizia a studiare musica all\u2019et\u00e0 di 6 anni sotto la guida del nonno Giuseppe Giacomantonio, musicista-compositore, fondatore e primo direttore del Conservatorio di Musica di Cosenza intitolato all\u2019omonimo bisnonno compositore e operista \u201cStanislao Giacomantonio\u201d. Il <strong>giovane Stanislao<\/strong> si iscrive al Conservatorio a 11 anni e subito debutta con la sua prima esibizione pubblica all\u2019universit\u00e0 \u201cBrunel College\u201d di Londra. A tredici anni tiene la seconda importante esibizione pubblica al Teatro Rendano di Cosenza con musiche di Prokovief. In quegli anni comincia ad esibirsi in pubblico anche con brani di sua composizione e a soli 14 anni partecipa al primo Concorso Pianistico Internazionale \u201cB. Pasquini\u201d della citt\u00e0 di Pistoia, classificandosi fra i finalisti. All\u2019et\u00e0 di 20 anni compone \u201cLa Caduta\u201d, un brano per pianoforte che diventa la sigla del programma televisivo dedicato alla musica classica \u201cUna vita per la musica\u201d. A 21 anni si diploma in pianoforte e in quegli anni partecipa a numerose tourn\u00e9e di musica classica per pianoforte in Italia e in paesi esteri: Inghilterra, Francia, Russia, Svizzera e Argentina. Nello stesso periodo si esibisce come compositore , con successo, a Roma presso il prestigioso Palazzo Barberini.<\/p>\n<p>Nel 1999 Giacomantonio consegue la laurea in Informatica presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Salerno, con una tesi sperimentale che risolse l\u2019ultimo problema teorico di un particolare settore di indagine sulla sincronizzazione nelle reti: un modello successivamente sfruttato, con finalit\u00e0 artistiche, per la produzione di materiali sonori elettronici utilizzati in alcune pubblicazioni musicali in CD. Nel 2002 pubblica il CD di musica elettronica Chaosphera, edito da Brigante Edizioni Musicali.<\/p>\n<p>Di questo connubio tra musica, informatica ed elettronica si confida il compositore: \u201dFin da bambino ho nutrito e manifestato un forte interesse per la scienza. Ricordo che a 5 anni mi regalarono un atlante anatomico e io, ancora analfabeta, rimanevo incantato dalle varie illustrazioni e fotografie del corpo umano. Erano gli anni in cui un giovane Piero Angela teneva i suoi programmi di divulgazione scientifica. <strong>Durante l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza mi nutrii di letture scientifiche di tutti i tipi:<\/strong> ricordo che al liceo compravo praticamente tutte le riviste scientifiche disponibili. Infine, a 15 anni, la scoperta del computer e dell\u2019elettronica, in particolare delle radiotrasmittenti. Poi, verso i 17 anni fui catturato da un sogno: l\u2019intelligenza artificiale, ovvero quella branca dell\u2019informatica, intersecata da altre discipline come la filosofia della mente, la psicologia cognitiva, ecc., che si propone di simulare alcune abilit\u00e0 tipiche di noi esseri umani: il sogno di simulare l\u2019intelligenza e l\u2019apprendimento. Un sogno antico da certi punti di vista, se pensiamo a tutti i miti e le leggende. Il sogno di costruire una macchina intelligente mi spinse ad iscrivermi alla facolt\u00e0 d\u2019ingegneria e poi a quella d\u2019informatica. Facendo un passo indietro, diciamo ai 15 anni d\u2019et\u00e0, ricordo che a Cosenza vennero dei musicisti e dei ricercatori da Roma e dall\u2019Aquila per un seminario sulla musica elettronica, quella \u201ccolta\u201d, d\u2019avanguardia, nata 70 anni fa e che vide fra i suoi pionieri personaggi del calibro di Stockhausen, Xenachis, Boulez ed il nostro Luciano Berio. In quell\u2019occasione nacque il mio interesse per la musica elettronica, che and\u00f2 a sposarsi naturalmente e spontaneamente con gli altri miei interessi scientifici e musicali affini. Prima della scelta della facolt\u00e0 universitaria, il mio caro professore d\u2019italiano e latino, Erasmo Aristide Mancuso, figura centrale nel mio percorso di formazione culturale di base, mi disse due cose pensando alle scelte che avrei dovuto fare per il futuro: Informatica e Musica. Avevo soltanto 17 anni e il mio caro professore di liceo aveva gi\u00e0 capito che il connubio fra musica ed informatica avrebbe caratterizzato il mio futuro professionale. Inutile dire che ci azzecc\u00f2 in pieno. Tanto che a 35 anni soni divenuto professore di musica elettronica in conservatorio\u201d.<\/p>\n<p>Il compositore cerca di non cedere alle tentazioni di un virtuosismo fine a se stesso o a alle tentazioni di una ricerca formale e grammaticale tutta cerebrale ed autoreferenziale e vive sempre in maniera molto naturale la passione e la pratica della musica e della ricerca scientifica, usando nell\u2019uno e nell\u2019altro mondo gli stessi schemi mentali, i metodi e una sana dose d\u2019immaginazione. La musica elettronica, e in generale l\u2019informatica sonora e musicale, fanno da cerniera e da punto di contatto fra le due anime del pianista, quella scientifica e quell\u2019artistica, ribadendo che non vi \u00e8 mai stata soluzione di continuit\u00e0 fra i diversi ambiti e mantenendo sempre distinte la musica tecnologica e la composizione elettronica da quella tradizionale acustica, e nello specifico pianistica.<\/p>\n<p><strong>\u201cHo passato tanti anni a sperimentare nel campo della musica elettronica<\/strong> e tanti anni al pianoforte nel praticare la composizione pianistica, ma non ho mai sentito l\u2019esigenza di mescolare i due mondi, facendo quello che nel gergo moderno prende il nome di \u201ccontaminazioni\u201d. Voglio rimanere con due anime distinte e separate ma che vanno perfettamente d\u2019accordo\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2013 Stanislao Giacomantonio ha composto 18 brani pianistici, che stanno riscuotendo ancora molto successo: brani che costituiscono un intero programma da concerto della durata superiore a un\u2019ora. Un repertorio molto vario che propone generi e suggestioni stilistiche diverse e di ampio respiro, con brani che rientrano nell\u2019alveo della tradizione classica, permeati di modernit\u00e0 e delle sue forme espressive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 grande attesa per l\u2019esibizione del Maestro Stanislao Giacomantonio che si terr\u00e0 domani, domenica 27 marzo, alle ore 20, presso la Sala Quintieri del Teatro Rendano<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":166111,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[],"class_list":["post-166110","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166110","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=166110"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166110\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/166111"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=166110"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=166110"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=166110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}