{"id":166371,"date":"2022-03-25T12:00:54","date_gmt":"2022-03-25T11:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-nuova-vita-piena-di-speranza-per-liudmyla-e-nazar-soccorsi-sulla2-a-rende\/"},"modified":"2023-01-16T17:02:23","modified_gmt":"2023-01-16T16:02:23","slug":"449336-la-nuova-vita-piena-di-speranza-per-liudmyla-e-nazar-soccorsi-sulla2-a-rende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/449336-la-nuova-vita-piena-di-speranza-per-liudmyla-e-nazar-soccorsi-sulla2-a-rende\/","title":{"rendered":"La nuova vita piena di speranza per Liudmyla e Nazar, soccorsi sull&#8217;A2 a Rende"},"content":{"rendered":"<p>RENDE &#8211;\u00a0 Il piccolo Nazar compir\u00e0 10 anni a luglio. Ora frequenta la scuola, la 5^ elementare, e da qualche giorno anche una scuola calcio dove \u00e8 stato accolto dall&#8217;entusiasmo e dai sorrisi dei suoi nuovi amici. Il lungo viaggio insieme alla mamma <strong>Liudmyla, 39 anni<\/strong>, dall&#8217;Ucraina verso la Sicilia, si era <strong>temporaneamente interrotto sull&#8217;Autostrada A2 a Rende<\/strong>. Quando ho raccontato la loro storia non sapevo cosa fosse successo nei giorni a venire alla giovane mamma e al suo figlioletto che si sbracciava sull&#8217;autostrada buia quel <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14835\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sabato sera<\/a>, ma poi le risposte sono arrivate.<\/p>\n<p>Prima, grazie al post pubblicato su <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14861\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Instagram<\/a> dall&#8217;Anas. Poi \u00e8 stata Marina a scrivermi, la &#8220;friend&#8221;, l&#8217;amica che ospita ora Liudmyla e il suo bambino, dopo quel lunghissimo viaggio da <strong>Charkiv<\/strong>, <strong>citt\u00e0 ucraina assediata e ormai distrutta dall&#8217;esercito russo<\/strong>. Loro sono amiche dai tempi dell&#8217;asilo, sono cresciute insieme, si vogliono un gran bene e sono sempre rimaste unite anche se le loro strade si sono poi divise.<\/p>\n<p>Quel viaggio durato giorni, <strong>quasi 4mila chilometri<\/strong>, in auto per sfuggire ad un conflitto che va avanti ormai da un mese si era interrotto qundo l&#8217;auto si era fermata a Rende. Io ero appena uscita dall&#8217;area di servizio e senza pensarci, vedendo le loro braccia chiedere aiuto, ho deciso di fermarmi e di dare loro una mano, scoprendo poco dopo che quella madre e quel ragazzino erano partiti proprio dall&#8217;Ucraina, da Charkiv, dove <strong>Liudmyla aveva un lavoro<\/strong> (si occupava del trasporto di analisi da un laboratorio all&#8217;ospedale) e aveva <strong>una casa<\/strong> che, secondo quanto mi racconta,<strong> \u00e8 ancora in piedi<\/strong> nonostante la citt\u00e0 sia stata flagellata.<\/p>\n<p>Quella sera dopo aver contattato la Polstrada sono intervenuti gli operatori della sala operativa Anas. Nonostante la difficolt\u00e0 di comunicazione tutto si \u00e8 concluso nel migliore dei modi. Liudmyla e Nazar in attesa che la loro auto venisse riparata nella vicina area di servizio, sono stati ospitati in un hotel della zona dove hanno potuto riposare un p\u00f2. La domenica poi, sono stati riaccompagnati a prendere la macchina per poter ripartire in direzione Sicilia.<\/p>\n<p>Nei giorni successivi per\u00f2, il mio cuore non ha smesso di pensare a loro, fino a quando ha avuto risposte.<\/p>\n<p>A contattarmi su Instagram \u00e8<strong> Marina<\/strong>, l&#8217;amica che ospita Liudmyla a <strong>Priolo Gargallo, ad una decina di chilometri da Siracusa.<\/strong>\u00a0Un messaggio bellissimo il suo: <em>&#8220;Buonasera Simona, sono l&#8217;amica del bimbo e della ragazza che, ringraziando te, \u00e8 arrivata in Sicilia. Grazie mille di vero cuore!&#8221;<\/em>. Il tutto accompagnato da una <strong>foto in cui la mamma tiene abbracciato il suo bambino<\/strong> e nella quale i loro visi sono sereni e sorridenti. <em>&#8220;Il bambino ha iniziato la scuola <\/em>&#8211; mi scrive Marina &#8211; <em>e piano piano si sistemeranno. Liudmyla mi ha parlato di te dal primo momento in cui \u00e8 arrivata, il tuo \u00e8 stato un aiuto grandissimo&#8221;.<\/em> Non nascondo la mia commozione quando ho visto la foto di Nazar tra le braccia della mamma, disegni colorati e regali di &#8216;benvenuto&#8217;. <strong>Marina mi confida<\/strong><em> &#8220;ora sono pi\u00f9 sereni&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Nelle stesse ore sono stata contattata anche da <strong>Pasquale Reda<\/strong>, operatore della sala operativa Anas, il quale mi ha scritto: <em>&#8220;sono sicuro che le far\u00e0 piacere vedere questo video: \u00e8 la famiglia soccorsa in autostrada grazie alla sua segnalazione. Loro sono stati fortunati; hanno trovato una persona come lei, che si \u00e8 preoccupata di fermarsi e aiutarli, e noi che li abbiamo presi a cuore&#8221;.<\/em> Il messaggio \u00e8 accompagnato da un video del primo giorno di scuola del bambino:<em> &#8220;volevo farla partecipe di questo, perch\u00e8 \u00e8 parte integrante di questa vicenda&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Nel video Nazar, entra a scuola e ad accoglierlo in un corridoio festoso ci sono tanti bambini che mostrano disegni, che applaudono sorridenti: &#8220;Benvenuto nella nostra scuola&#8221;. Lui sembra quasi spaesato ma siamo sicuri che ce la far\u00e0 ad integrarsi e a trovare tanti amici. <strong>La sua mamma \u00e8 felice, piange commossa.<\/strong> La guerra \u00e8 lontana ora, il peggio \u00e8 alle spalle.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-449340 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/nazar-a-scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"544\" height=\"337\" title=\"\"><\/p>\n<h3>La guerra vista con gli occhi di Nazar<\/h3>\n<p>Al telefono Marina mi racconta come il bambino ha reagito alla fuga dalla sua citt\u00e0 e all&#8217;arrivo in Italia: &#8220;Il primo giorno della guerra tutti si sono spaventati. Lei e Nazar si sono rifugiati in un&#8217;abitazione di campagna di alcuni parenti, un vero e proprio bunker, ed \u00e8 l\u00ec che il bambino ha iniziato a sentire i forti rumori delle bombe e delle esplosioni. La mamma resasi conto della gravit\u00e0 della situazione &#8211; spiega Marina &#8211; ha deciso di partire e ha confidato al suo bambino che sarebbero venuti a trovarmi. Per il piccolo Nazar \u00e8 stato come andare in vacanza, considerato che negli anni, abbiamo trascorso diverse volte vacanze insieme&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ci siamo resi conto per\u00f2 che se il bimbo sente qualche rumore forte, come \u00e8 capitato ad esempio in occasione della festa del pap\u00e0 con i fuochi di artificio, si mette in allarme e si agita chiedendo <em>&#8216;<strong>cosa dobbiamo fare, dobbiamo scappare<\/strong>?<\/em>&#8216;. A parte questo episodio &#8211; conclude Marina &#8211; da Nazar non percepisco ulteriori traumi anzi, ora \u00e8 un bambino sereno&#8221;.<\/p>\n<p>Quando ho raccontato questa storia, in un primo momento ho pensato che qualcuno avrebbe potuto giudicare questo gesto, come un modo per mettermi in mostra. Poi un caro amico mi ha fatta riflettere citandomi una frase di San Giovanni Bosco: \u201cFai il bene e fallo sapere. Non per vanit\u00e0, orgoglio o cose del genere. Fallo sapere perch\u00e9 altri siano spronati a fare il bene&#8221;. Ed io spero proprio che questo messaggio possa essere utile per tutti, me compresa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanta bellezza c&#8217;\u00e8 nel fare bene e nel condividerlo? 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