{"id":166739,"date":"2022-03-31T13:45:52","date_gmt":"2022-03-31T11:45:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/gli-schiavi-della-terra-12-ore-nei-campi-tra-minacce-di-morte-violenze-e-soldi-da-restituire\/"},"modified":"2023-01-16T17:02:48","modified_gmt":"2023-01-16T16:02:48","slug":"450200-gli-schiavi-della-terra-12-ore-nei-campi-tra-minacce-di-morte-violenze-e-soldi-da-restituire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/450200-gli-schiavi-della-terra-12-ore-nei-campi-tra-minacce-di-morte-violenze-e-soldi-da-restituire\/","title":{"rendered":"Gli schiavi della terra: 12 ore nei campi tra minacce di morte, violenze e soldi da restituire"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Sono 15 (sei in carcere e nove ai domiciliari) le persone arrestate tra Calabria e Basilicata nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14899\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contro il caporalato<\/a> e lo sfruttamento del lavoro condotta dai carabinieri<\/strong> del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e del Comando Tutela per il lavoro, con il supporto dei militari dei Comandi provinciali di Crotone e Matera e il coordinamento della Procura di Castrovillari guidata da Alessandro D\u2019Alessio.<strong> Storie di persone disperate,<\/strong> costrette a vere e proprie umiliazioni per portare a casa un tozzo di pane. Donne e uomini, per lo pi\u00f9 stranieri (gambiani, nigeriani e romeni), <strong>costretti a lavorare anche 12 ore di fila<\/strong> nei campi, per una paga misera. <strong>Dai 15 a 30 euro al giorno che spesso erano costretti a &#8220;smezzare&#8221;<\/strong> con i caporali che prospettavano loro, in caso diverso, il licenziamento. Persone piegate al potere dei caporali, che lavoravano con scarse condizioni igieniche e<strong> sottoposti a turni massacranti.<\/strong><\/p>\n<h4>Indagini partite dalle denunce delle vittime<\/h4>\n<p>Gli investigatori hanno preso in esame la condotta degli indagati nell&#8217;arco del periodo 2018-2021 <strong>anche attraverso le denunce delle vittime<\/strong>, accertando il<strong> reiterato ricorso a minacce, anche di morte e ad atti di violenza<\/strong>. Inoltre le indagini, secondo quanto emerso, hanno con sentito di provare le responsabilit\u00e0 penali degli arrestati in ordine alle ripetute violazioni della normativa a tutela dei lavoratori in materia di igiene e sicurezza sui posti di lavoro, orario di lavoro e riposi striminziti che duravano tra i 10 e i 30 minuti. L&#8217;inchiesta prende le mosse da un&#8217;<strong>indagine dei carabinieri di Mirto Crosia,<\/strong> condotta in sinergia con i colleghi del Comando Tutela del lavoro di Cosenza, che ha permesso di portare alla luce il fenomeno dell&#8217;impiego di lavoratori in condizioni illecite da parte di aziende dislocate in Calabria <strong>nei territori di Policoro, Corigliano-Rossano, Celico, Spezzano della Sila, Strongoli, Cir\u00f2 marina e Crotone<\/strong>, mediante l&#8217;attivit\u00e0 di reclutamento da parte dei\u00a0caporali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14900\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-450204\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14900\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"357\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Disposto il sequestro di quote aziendali<\/h4>\n<p>Disposto il sequestro <strong>preventivo dei beni e delle quote aziendali di 10 imprese operanti nel settore agricolo<\/strong> (quattro persone giuridiche e sei imprese individuali): <strong>quattro in provincia di Cosenza,<\/strong> cinque in provincia di Crotone e una in provincia di Matera. Sigilli anche a <strong>cinque veicoli che sarebbero stati utilizzati dai caporali<\/strong> per il trasporto dei lavoratori in nero.<strong> Il valore totale dei beni sequestrati \u00e8 stato stimato in circa 15 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<h4>Lasciato ferito dopo aver caricato oltre 630 cassette di pomodoro<\/h4>\n<p>Minacce violenze e, addirittura, in un caso <strong>sarebbe stata negata assistenza ad un lavoratore<\/strong> che <strong>si era stirato una gamba dopo aver caricato oltre 630 cassette di pomodoro.<\/strong> Inoltre sarebbe stato documentato come i caporali esigevano la restituzione di parte dello stipendio o come istruivano i lavoratori nel caso di un eventuale controllo di polizia.<\/p>\n<h4>La restituzione dei soldi<\/h4>\n<p>Le indagini hanno documento come i caporali <strong>esigevano la restituzione di parte dello stipendio dai lavoratori<\/strong> e soprattutto come istruivano gli stessi lavoratori nel caso di un eventuale controllo di polizia. Nel corso delle investigazioni si \u00e8 toccata dal vivo la drammaticit\u00e0 della piaga dell&#8217;intermediazione nel lavoro, al fine di sfruttare la manodopera di lavoratori di varie nazionalit\u00e0 <strong>costretti, per necessit\u00e0 e per bisogno, a subire condizioni di lavoro estenuanti<\/strong>, retribuito con paghe assai misere, sulle quali si approfittavano i \u201ccaporali\u201d. Gli arrestati, dopo gli accertamenti di rito, sono stati portati nella Casa Circondariale di Castrovillari o posti, al regime degli arresti domiciliari, nelle rispettive abitazioni.<\/p>\n<h4>Sei persone finire in carcere<\/h4>\n<p>P.P. 1986, nato in Germania<br \/>\nO. A. C. 1979, nata in Romania<br \/>\nP. P. 1971, nato a Longobucco<br \/>\nR. L. 1957, nato a Corigliano Rossano<br \/>\nM. S. . 1981, nato in Bulgaria<br \/>\nS. A. F. 1960, nato a Corigliano Rossano<\/p>\n<h4>Nove ai domiciliari<\/h4>\n<p>P. P. G. 1985, nato a Crotone<br \/>\nN. G. 1950, nato a Ruoti<br \/>\nG. S. 1971, nato a Cosenza<br \/>\nC. S. 1961, nato a Spezzano della Sila<br \/>\nV. P. 1972, nato a Corigliano Rossano<br \/>\nD. A. 1957, nato a Cir\u00f2 Marina<br \/>\nL. G. 1967, nato a Crotone<br \/>\nB. G. 1977, nato a Corigliano Rossano<br \/>\nD. T. G. 1944, nato a Strongoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un caso negata assistenza ad un lavoratore che si era stirato una gamba dopo aver caricato oltre 630 cassette di pomodoro<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":166740,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[572,28],"tags":[19],"class_list":["post-166739","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ionio","category-provincia","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166739","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=166739"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166739\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/166740"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=166739"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=166739"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=166739"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}