{"id":166841,"date":"2022-04-02T05:00:44","date_gmt":"2022-04-02T03:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/san-francesco-di-paola-oggi-la-calabria-festeggia-e-onora-il-suo-patrono\/"},"modified":"2023-01-16T17:02:54","modified_gmt":"2023-01-16T16:02:54","slug":"450446-san-francesco-di-paola-oggi-la-calabria-festeggia-e-onora-il-suo-patrono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/450446-san-francesco-di-paola-oggi-la-calabria-festeggia-e-onora-il-suo-patrono\/","title":{"rendered":"San Francesco di Paola, il Santo dei poveri. La Calabria festeggia il suo patrono"},"content":{"rendered":"<p>PAOLA (CS) &#8211; \u00c8 il 2 aprile e la\u00a0Calabria oggi onora il suo protettore,\u00a0<strong>San Francesco di Paola <\/strong>che \u00e8 anche <strong>Protettore della gente di mare<\/strong>. Questo straordinario taumaturgo del secolo XV \u00e8 una delle figure pi\u00f9 rappresentative e pi\u00f9 popolari della Chiesa cattolica. <strong>San Francesco di Paola<\/strong> era sempre a<strong> disposizione dei poveri e degli infermi di ogni tipo<\/strong>, tra i quali egli oper\u00f2 guarigioni prodigiose a favore di paralitici, di lebbrosi, di ciechi, di indemoniati e persino la resurrezione di ragazzo un morto, suo nipote Nicola, figlio della sorella Brigida. In modo speciale la sua azione caritativa era rivolta agli operai e alle vittime delle angherie e dei soprusi dei potenti che la giustizia non era in grado di contrastare.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>ordine dei Minimi del Santuario di Paola<\/strong> ha organizzato due giornate (ieri e oggi) che saranno da preludio ai festeggiamenti patronali del 4 maggio. Aggi alle\u00a0ore 11 si terr\u00e0 u<strong>na santa messa celebrata dal vescovo di Crotone,<\/strong> monsignor <strong>Angelo Raffaele Panzetta.<\/strong> A seguire l\u2019atto di affidamento del sindaco al santo.\u00a0 A Cosenza, invece, alle ore 15.30 nella <strong>Chiesa di Santa Teresa del Bambin Ges\u00f9<\/strong> si terr\u00e0 una conversazione su<strong> &#8220;Francesco di Paola il nostro santo<\/strong>&#8220;. All&#8217;incontro interverranno il parroco don Dario De Paola e Demetrio Guzzardi, rettore dell&#8217;Universitas Vivariensis.\u00a0L&#8217;iniziativa rientra nel novero degli incontri periodici organizzati dalla Parrocchia di Santa Teresa per far conoscere il ricco patrimonio di opere d&#8217;arte moderne presenti nella Chiesa.\u00a0\u00a0La conversazione si terr\u00e0 davanti il grande mosaico del santo paolano, realizzato negli anni Settanta dalla ditta Mellini di Firenze, su disegno del prof. Giovanni Bassan di Belluno.\u00a0Il parroco di Santa Teresa in una nota ha voluto ricordare quanto disse Giovanni Paolo II ai giovani cosentini, che in occasione\u00a0della visita in Calabria (5-7 ottobre 1984) del papa polacco con una fiaccolata andarono a salutarlo davanti il Santuario di Paola: &#8220;<strong>San Francesco di Paola \u00e8 un calabrese, un santo di questa\u00a0regione, un santo di questa terra, un santo di questo popolo. Si sente la forza del suo spirito, della sua fede, della sua speranza e della sua carit\u00e0 nella vita di questo popolo e specialmente\u00a0nella vita di voi giovani<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14915\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-450448\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14915\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"400\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>La storia e la vita di San Francesco di Paola<\/h4>\n<div><\/div>\n<div>La vita del Santo, con curate audio descrizioni, \u00e8 accuratamente spiegata dal<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14916\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> sito dei frati Minimi di Paola<\/a>. Nato a Paola il 27 marzo 1416, da Giacomo Alessio e Vienna di Fuscaldo, una coppia di contadini proprietari di alcuni appezzamenti di terreni, che coltivavano direttamente. La sua nascita \u00e8 attribuita ad una grazia particolare di Dio, chiesta per intercessione di <strong>San Francesco d\u2019Assisi<\/strong>, verso il quale i religiosissimi genitori avevano molta devozione. La gioia della nascita \u00e8 segnata subito dal dolore, perch\u00e9 il piccolo<strong> si ammala gravemente ad un occhio,<\/strong> tanto che rischia addirittura la vita. I genitori si rivolgono di nuovo al <strong>Santo d\u2019Assisi,<\/strong> chiedendo un altro intervento miracoloso e promettendo di inviare il piccolo come oblato in un convento francescano, una volta raggiunta l\u2019et\u00e0 richiesta. Anche in questa occasione la loro preghiera \u00e8 esaudita. <strong>L\u2019educazione del piccolo Francesco<\/strong>\u00a0avviene nel contesto di una religiosit\u00e0 popolare vissuta intensamente dai genitori. Certamente il piccolo ha avuto la possibilit\u00e0 di una formazione culturale, anche se bisogna escludere un\u2019educazione sistematica in tal senso. Ormai\u00a0<strong>adolescente<\/strong>, egli\u00a0<strong>si reca a San Marco Argentano<\/strong>, nel convento dei frati conventuali per l\u2019adempimento del voto fatto dai genitori \u00e8 stato per Francesco un anno importante e decisivo per la scelta futura di vita. Egli\u00a0<strong>d\u00e0 i primi segni della sua santit\u00e0<\/strong>: \u00e8 molto pio e diligente, prega molto, anche di notte, \u00e8 servizievole, accettando di compiere i servizi umili della casa. Forse perch\u00e9 educato cos\u00ec dai genitori, egli pratica l\u2019astinenza quaresimale, a differenza dei frati, non mangiando carne e i derivati da essa. \u00c8 importante questa scelta ascetica per il futuro sviluppo della sua vita. Infatti, terminando l\u2019anno votivo, nonostante i frati gli chiedessero di rimanere con loro come religioso, egli, che desiderava dedicarsi al servizio del Signore, non accetta la proposta, indotto forse dal desiderio di una penitenza radicale. Terminato l\u2019anno votivo a\u00a0<strong>San Marco Argentano<\/strong>, chiede al padre e la madre di accompagnarlo in\u00a0<strong>pellegrinaggio ad Assisi<\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14917\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-370828\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14917\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"308\" title=\"\"><\/a><\/div>\n<div>\n<p><strong>Il pellegrinaggio ad Assisi<\/strong> fu un esperienza religiosa decisiva per la sua vita. <strong>Il viaggio divenne una vera ricerca vocazionale<\/strong>\u00a0e fu determinante, ai fini della futura scelta di vita, la visita ad alcuni romitori, incontrati lungo la strada percorsa, e il colloquio avuto con gli eremiti che l\u00ec vivevano. Quando ritorn\u00f2 a Paola, egli scelse di ritirarsi a vita eremitica in un podere messo a disposizione dagli stessi genitori e da alcuni parenti. Tutto questo avveniva quando Francesco aveva raggiunto l\u2019et\u00e0 di circa sedici anni. Per alcuni anni Francesco vive da solo in una grotta, praticando una vita eremitica segnata da preghiera, lavoro manuale, rigorose astinenze e digiuni. Il suo cibo \u00e8 strettamente quaresimale, basato su erbe e legumi. Presto, per\u00f2, la gente accorre presso il suo romitorio. Qualche prodigio da lui compiuto fa crescere\u00a0<strong>la sua fama di uomo religioso e di santo<\/strong>, attirando cos\u00ec al suo eremo tanta gente, che viene anche da fuori del circondario di Paola, poi pian piano da tutta la provincia di Cosenza e dell\u2019intera Calabria. Tra i devoti e i curiosi ci sono le prime persone desiderose di una vita cristiana pi\u00f9 impegnata; esse trovano nel suo modello di vita un ideale e chiedono di mettersi alla sua sequela. Francesco sa che deve modificare in parte la sua vita, ma li accoglie esortandoli ad astenersi per tutta la vita dalla carne e dai suoi derivati (latte, formaggio, uova, ecc.). Per poterli accogliere, inizi\u00f2 la costruzione di un convento. A questa opera parteciparono entusiasti i fedeli. Lo stile di vita di Francesco e dei suoi compagni suscita l\u2019attenzione, oltre che dei fedeli, anche delle autorit\u00e0 ecclesiastiche, al punto che\u00a0<strong>la Congregazione Eremitica di Francesco viene approvata da<\/strong>\u00a0<strong>Mons. Pirro Caracciolo<\/strong>\u00a0(arcivescovo di Cosenza dal 31 agosto 1452),\u00a0<strong>il 30 novembre 1470<\/strong>\u00a0con la Bolla Decet Nos.<\/p>\n<p><strong>La fama della sua santit\u00e0 si diffuse in tutto il regno di Napoli<\/strong>. La gente non si limitava pi\u00f9 ad andare a Paola, ma invitava Francesco a recarsi nei loro paesi per fondarvi nuovi romitori. Cominciano cos\u00ec i viaggi dell\u2019Eremita per la Calabria: a Paterno Calabro, a Spezzano, a Corigliano, ove fonda altri romitori che sono abitati dai suoi seguaci. Dopo i conventi della Calabria, San Francesco, per rispondere alle richieste della gente di Milazzo, si reca in Sicilia. Si ripetono l\u2019entusiasmo e la collaborazione della gente, i miracoli, come il passaggio sul mantello sullo stretto di Messina, l\u2019opera sociale e religiosa, l\u2019apostolato di conversione. Durante la permanenza in Sicilia accade un fatto nuovo, che rivoluzioner\u00e0 la vita di Francesco.\u00a0<strong>Luigi XI, re di Francia,<\/strong>\u00a0ammalato grave, spera e cerca in tutti i modi di guarire dalla malattia: non bastano n\u00e9 le cure mediche, n\u00e9 il ricorso a reliquie di santi e a guaritori, che pullulano attorno alla reggia. Un mercante napoletano, Matteo Coppola, parla di Francesco e dei suoi miracoli. Il re scrive al\u00a0<strong>Papa Sisto IV<\/strong>\u00a0e al\u00a0<strong>re di Napoli Ferrante d\u2019Aragona<\/strong>\u00a0perch\u00e9 ordinino all\u2019Eremita di recarsi in Francia per guarirlo. Il papa e il re intravedono i vantaggi politici che possono scaturire dal favore reso a re Luigi XI e si premurano di accontentarlo.\u00a0<strong>Corre l\u2019anno 1482<\/strong>. Iniziano frenetiche trattative per indurre Francesco ad accogliere l\u2019invito. Presa la decisione, ai primi di febbraio del 1483 dal romitorio di Paterno Calabro parte alla volta della Francia. Dopo alcuni mesi Francesco arriva a Tours. L\u2019incontro tra Luigi XI e Francesco rivel\u00f2 la fragilit\u00e0 dei potenti e la grandezza degli umili. Il re era in ginocchio a chiedere la guarigione, Francesco lo invitava a rialzarsi e ad avere fiducia in Dio e a riconciliarsi con lui. Cominciano i colloqui tra i due: Francesco parla a nome del suo re e del papa e prepara lentamente il re alla conversione del cuore perch\u00e9 gli prospetta la fine imminente. Luigi XI all\u2019inizio rimane deluso e pensa che l\u2019Eremita calabrese sia uno dei tanti imbroglioni venuti a corte promettendogli la guarigione; lo fa spiare e lo tenta in molti modi con denaro, con oggetti d\u2019oro, con laute vivande. Francesco respinge ogni tentazione e insiste nel richieder al re la conversione. Alla fine Luigi XI si rassegna e muore tra le braccia, sereno perch\u00e9 Francesco gli aveva promesso che sarebbe rimasto in Francia fino a quando il delfino Carlo avrebbe raggiunto la maggiore et\u00e0 e avrebbe potuto prendere cos\u00ec il regno.\u00a0<strong>Il trasferimento in Francia determina nella vita di san Francesco di Paola un cambiamento radicale<\/strong>. Egli continua nella sua vita di sempre, ma le condizioni di vita attorno a lui sono cambiate: non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019ambiente contadino e popolare della Calabria, ma quello urbano di una citt\u00e0 reale, incontro di culture diverse, banco di prova dei fermenti riformistici della Chiesa. L\u2019eremita di Paola si trova catapultato, senza volerlo, in questa nuova realt\u00e0, nella quale si muove con la saggezza e la prudenza dell\u2019uomo di Dio. La sua persona divent\u00f2 un punto importante di riferimento in Francia. La sua vita contagia i francesi e cos\u00ec i conventi si moltiplicano e aumentano sempre pi\u00f9 i religiosi che si mettono al suo seguito. Ma anche in Italia l\u2019Ordine continua a crescere e altre fondazioni di conventi portano la famiglia di Francesco in Boemia, in Germania e in Spagna.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14918\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-295935\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14918\" alt=\"\" width=\"547\" height=\"298\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>La sua vita fu caratterizzata da molte opere ed iniziative volte a diffondere la salvezza portata da Cristo, che Francesco espresse nella continua conversione a Dio attraverso uno stile di vita penitenziale. Fu un\u2019eccezione in quel tempo una vita cos\u00ec lunga:\u00a0<strong>novantuno anni<\/strong>.\u00a0<strong>La sua morte giunse il 2 aprile del 1507<\/strong>, quando egli era ancora nel pieno delle sue forze mentali e fisiche. Il primo maggio 1519, dodici anni dopo la morte, il papa Leone X lo proclama Santo.\u00a0<strong>Il suo corpo fu sepolto nella chiesa conventuale di Tours<\/strong>, ove rimase in grande venerazione fino al 1562, quando, nel contesto delle guerre di religione, gli Ugonotti estrassero dal sepolcro il corpo di san Francesco, ancora intatto, e lo diedero alle fiamme, proprio per rendere oltraggio ai Minimi, in prima linea per l\u2019ortodossia cattolica. Si salvarono solo poche ossa, conservate ora in parte a Paola (dove furono portate nel 1935) e in parte nella chiesa parrocchiale di Notre Dame di La Riche.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La\u00a0Calabria onora e festeggia il suo protettore,\u00a0San Francesco di Paola che \u00e8 anche protettore della gente di mare<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":166842,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-166841","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166841","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=166841"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166841\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/166842"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=166841"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=166841"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=166841"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}