{"id":16698,"date":"2013-01-29T08:24:43","date_gmt":"2013-01-29T07:24:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=16698"},"modified":"2023-01-17T13:14:46","modified_gmt":"2023-01-17T12:14:46","slug":"5792-perseguitata-dallex-perche-troppo-bella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5792-perseguitata-dallex-perche-troppo-bella\/","title":{"rendered":"Perseguitata dall&#8217;ex perch\u00e8 troppo bella"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Fatima e il suo viaggio all&#8217;inferno. Non \u00e8 il titolo di un appassionante libro dalla trama noir, <strong>\u00e8 la trama<\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di una storia reale, che ha per protagonista Fatima, una bellissima ragazza di origine turche, trapiantata da anni a Cosenza, finita nelle grinfie di suo marito Mehemet Cihad Avci, ristoratore 30enne, anche lui turco e di suo cognato Medeni Avci, 32enne.<\/strong> I rapporti tra Fatima e suo marito, ora ex, s&#8217;erano deteriorati da tempo, per via di quelle sue intenzioni di essere un marito-padrone. <strong>Fatima, senza avere nessuna colpa, solo quella di essere bella, un dono meraviglioso fattole dalla natura, \u00e8 stata costretta a vivere in un inferno, fatto di minacce, aggressioni verbali, pedinamenti, e, ogni genere di sopruso.<\/strong> La ragazza, fino a quando ha avuto la forza di sopportare, s&#8217;\u00e8 aggrappata al suo incrollabile senso di famiglia, sperando che quell&#8217;inferno finisse. Ma niente. Pi\u00f9 i giorni passavano, pi\u00f9 la situazione peggiorava. Fatima, dopo una lunga serie di minacce, ricevute dal suo ex e dal fratello di lui, ha trovato il coraggio di denunciare i due uomini, preoccupata del rischio che correva quotidianamente. Una mattina, infatti, si rec\u00f2 in questura e, tra le lacrime e i singhiozzi, raccont\u00f2 quel suo viaggio nell&#8217;inferno domestico ad un&#8217;ispettrice di polizia che, raccolse il suo sfogo, aiutandola a liberarsi da quel demone che la teneva prigioniera. <strong>Raccolta la denuncia, gli agenti della squadra Mobile, coordinati dal commissario capo, Antonio Miglietta, inoltrarono il fascicolo al questore Alfredo Anzalone che, dopo aver letto gli atti, trasmise tutto alla procura di Cosenza che, ordin\u00f2 l&#8217;arresto del ristoratore 30enne. Mehemet Cihad Avci, nonostante fosse detenuto, trov\u00f2 il modo di continuare a minacciare<\/strong> Fatima, facendole pervenire anche inquietanti messaggi di morte e minacce di ogni genere. Uno di questi fu: &#8220;<strong>Se continui a parlare, chiamo i miei paesani e&#8230; non ti lasceremo viva&#8221;.<\/strong> Non solo, dopo aver ricevuto il messaggio minatorio, <strong>Fatima, venne anche fermata per strada dalla cognata, che, dopo averla costretta con la forza in un luogo appartato, la minacci\u00f2 sventolandole sul viso un coltello con una lama lunga una ventina di centimetri.&nbsp;<\/strong><strong>A carico del ristoratore 30enne, l&#8217;accusa \u00e8 di stalking e lesioni personali, per il fratello, invece, l&#8217;imputazione \u00e8 di minaccia a mano armata e ingiuria. Il caso \u00e8 seguito dal procuratore capo di Cosenza, Dario Granieri e dal pm Salvatore Di Maio.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Fatima e il suo viaggio all&#8217;inferno. 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