{"id":167564,"date":"2022-04-13T17:50:55","date_gmt":"2022-04-13T15:50:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/calabria-tristemente-ultima-con-il-reddito-medio-piu-basso-15-630-euro-lombardia-prima\/"},"modified":"2023-01-16T17:03:43","modified_gmt":"2023-01-16T16:03:43","slug":"452115-calabria-tristemente-ultima-con-il-reddito-medio-piu-basso-15-630-euro-lombardia-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/452115-calabria-tristemente-ultima-con-il-reddito-medio-piu-basso-15-630-euro-lombardia-prima\/","title":{"rendered":"Calabria tristemente ultima con il reddito medio pi\u00f9 basso\u00a0(15.630 euro). Lombardia prima"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u00c8 quanto emerge dai <strong>dati<\/strong> <strong>pubblicati oggi dal Mef sulle dichiarazioni 2021 e relativi ai redditi dell&#8217;anno 2020<\/strong>. Dati influenzati sicuramente dalla pandemia da Covid, ma che confermano dinamiche oramai consolidate da diversi anni, a cominciare dal <strong>grande divario tra autonomi e dipendenti, <\/strong>dall&#8217;apporto dei redditi da pensione (gli unici in aumento) e dal solito divario territoriale. L&#8217;analisi , infatti, conferma che la<strong> regione con reddito medio complessivo pi\u00f9 elevato \u00e8 la Lombardia (25.330 euro)<\/strong>, seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (24.770 euro), mentre\u00a0<strong>la Calabria<\/strong> <strong>\u00e8 sempre tristemente ultima con il reddito medio pi\u00f9 basso (15.630 euro). <\/strong><\/p>\n<p>Rispetto ai redditi del 2019 nella nostra regione si \u00e8 registrato<strong> un incremento di &#8220;appena&#8221; 30 euro<\/strong> (due anni fa il reddito medio era infatti di <strong>15.600 euro). Nel 2018 il reddito medio era di\u00a015.430 euro mentre nel 2017 era di\u00a014.120 euro<\/strong>.\u00a0Anche nel 2020, quindi, rimane cospicua la distanza tra il reddito medio delle regioni centro-settentrionali e quello delle regioni meridionali. \u00c8 utile innanzitutto ricordare i dati macroeconomici dell\u2019anno di riferimento: nel 2020, anno della crisi dovuta alla pandemia da Covid-19, il<strong> PIL ha presentato una forte contrazione, del 7,8<\/strong>% in termini nominali e del 9,0% in termini reali. Il contesto economico negativo si riflette su tutti gli aggregati statistici delle dichiarazioni fiscali, sia Irpef sia Iva. Per l\u2019anno d\u2019imposta 2020, l\u2019<strong>IVA di competenza\u00a0<\/strong>\u00e8 risultata pari a\u00a0<strong>101,6 miliardi<\/strong>\u00a0di euro, in calo del 7,3% rispetto all\u2019anno precedente, con una\u00a0<strong>base imponibile<\/strong>\u00a0pari a\u00a0<strong>650,1 miliardi di euro<\/strong>, (-9,4%).<\/p>\n<h4 class=\"pt-2\"><strong>Numero di contribuenti Irpef e reddito dichiarato<\/strong><\/h4>\n<p class=\"pt-2\"><strong>Circa 41,2 milioni di contribuenti italiani hanno assolto l\u2019obbligo dichiarativo<\/strong>, direttamente attraverso la presentazione dei modelli di dichiarazione \u201cRedditi Persone Fisiche\u201d e \u201c730\u201d, o indirettamente attraverso la dichiarazione dei sostituti d\u2019imposta (Certificazione Unica &#8211; CU). Il numero totale dei contribuenti \u00e8 diminuito di oltre 345.000 soggetti (-0,8%) rispetto all\u2019anno precedente. Sono <strong>22,6 milioni le persone fisiche che hanno utilizzato il modello 730<\/strong> con un a<strong>umento di oltre 566.000 contribuenti ri<\/strong>spetto all\u2019anno precedente. Sono stati 9 milioni i soggetti che hanno presentato invece il modello \u201cRedditi Persone Fisiche\u201d, mentre i dati dei restanti 9,6 milioni di contribuenti, non tenuti a presentare direttamente la dichiarazione, sono stati acquisiti tramite il modello CU compilato dal sostituto d\u2019imposta. Il reddito complessivo totale dichiarato ammonta a <strong>oltre 865,1 miliardi di euro<\/strong>\u00a0(-19,4 miliardi rispetto all\u2019anno precedente)\u00a0<strong>per un valore medio di 21.570 euro<\/strong>, in calo dell\u20191,1% rispetto al reddito complessivo medio dichiarato l\u2019anno precedente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14988\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-452119\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14988\" alt=\"\" width=\"553\" height=\"348\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p class=\"pt-2\"><strong>Guadagnano pi\u00f9 gli autonomi che i dipendenti<\/strong><\/p>\n<p class=\"pt-2\"><strong>I redditi da lavoro dipendente e da pensione rappresentano circa l\u201984% del reddito complessivo dichiarato<\/strong>, nello specifico, i<strong>l reddito da pensione costituisce il 31% del totale del reddito complessivo<\/strong>.\u00a0Il reddito medio pi\u00f9 elevato \u00e8 quello da lavoro autonomo, pari\u00a0<strong>a 52.980 euro,<\/strong>\u00a0mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori (titolari di ditte individuali) \u00e8 pari a\u00a0<strong>19.900 euro. <\/strong>Per \u201cimprenditori\u201d nelle dichiarazioni Irpef si intendono i t<strong>itolari di ditte individuali<\/strong>, escludendo pertanto chi esercita attivit\u00e0 economica in forma societaria. Inoltre la definizione di imprenditore non pu\u00f2 essere assunta come sinonimo di \u201cdatore di lavoro\u201d in quanto la gran parte delle ditte individuali non ha personale alle proprie dipendenze. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti \u00e8 pari a\u00a0<strong>20.720 euro<\/strong>, quello dei pensionati a<strong>\u00a018.650 euro.<\/strong>\u00a0Infine, il reddito medio da partecipazione in societ\u00e0 di persone ed assimilate risulta di 16.450 euro. Si ricorda che la quasi totalit\u00e0 dei redditi da capitale \u00e8 soggetta a tassazione sostitutiva e non rientra pertanto nell\u2019Irpef.<\/p>\n<h4>Tutti i redditi medi sono in calo tranne le pensioni (+2%)<\/h4>\n<p>Sarebbe pertanto improprio utilizzare i dati sopra riportati per confrontare i redditi degli \u201cimprenditori\u201d con quelli dei \u201cpropri dipendenti&#8221;. T<strong>utti i principali redditi medi accusano flessioni pi\u00f9 o meno marcate<\/strong>: dal\u00a0<strong>-11%<\/strong>\u00a0dei redditi d\u2019impresa, al\u00a0<strong>-10%<\/strong>\u00a0di quelli da partecipazione,\u00a0<strong>-8,6%<\/strong>\u00a0da lavoro autonomo, mentre pi\u00f9 contenuto \u00e8 il calo per i redditi da lavoro dipendente (<strong>-1,6<\/strong>%).<strong> Fa eccezione il reddito medio da pensione, in aumento del 2%.<\/strong> Relativamente al numero di contribuenti, si registra <strong>un aumento del numero di pensionati (<\/strong>oltre 58.000 soggetti in pi\u00f9, +0,4%), effetto del meccanismo di \u201cquota 100\u201d (L. 26\/2019) che ha anticipato temporaneamente il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento. Diminuisce invece il numero di lavoratori dipendenti\u00a0<strong>(circa 287.000 in meno). <\/strong>Pi\u00f9 in dettaglio, la <strong>flessione dei lavoratori a tempo indeterminato \u00e8 dello<\/strong> <strong>0,4%<\/strong>, mentre coloro che hanno contratti a tempo determinato diminuiscono del\u00a0<strong>3,8%<\/strong>.\u00a0Nel 2020 l\u2019ammontare del reddito da fabbricati soggetto a tassazione ordinaria ammonta a 24,8 miliardi di euro, con una riduzione del 5,3% rispetto all\u2019anno precedente, anche a causa dell\u2019aumento dell\u2019utilizzo della tassazione sostitutiva (c.d. cedolare secca).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14989\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-436911\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14989\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"353\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p class=\"pt-2\"><strong>Novit\u00e0 in ambito Irpef e sostituzione del bonus Renzi<\/strong><\/p>\n<p class=\"pt-2\">Il credito denominato <strong>\u201cBonus Irpef\u201d<\/strong>\u00a0di 960 euro (<strong>80 euro mensili<\/strong>), introdotto nel 2014 dall&#8217;allora Governo Renzi e riconosciuto ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati, la cui imposta sia di ammontare superiore alle detrazioni per lavoro dipendente, <strong>\u00e8 stato sostituito<\/strong>\u00a0dal 1\u00b0 luglio 2020 dal trattamento integrativo che prevede un credito di 600 euro (<strong>100 euro mensili<\/strong>\u00a0per il periodo 1\u00b0 luglio &#8211; 31 dicembre 2020) riconosciuto ai soggetti con reddito complessivo fino a 28.000 euro. Inoltre \u00e8 stata introdotta un\u2019ulteriore detrazione, per i soggetti con reddito compreso tra 28.001 e 40.000 euro, di importo pari a 600 euro (80 euro mensili) che decresce fino ad azzerarsi per i soggetti con reddito complessivo pari a 40.000 euro). Dalle dichiarazioni per l\u2019anno d\u2019imposta 2020\u00a0<strong>risultano 12,8 milioni<\/strong>\u00a0di soggetti con bonus spettante o trattamento integrativo per un ammontare di\u00a0<strong>11,9 miliardi di euro (+19,7% rispetto al 2019).\u00a0<\/strong>A partire dal 2020, tra gli oneri detraibili al 30% sono comprese le erogazioni liberali per Covid-19, tali oneri sono stati pari complessivamente a 61 milioni di euro, da parte di oltre 200.000 contribuenti.<\/p>\n<p><strong>Per gli oneri detraibili<\/strong>\u00a0al 19%, (pari a circa 27,2 miliardi) a partire dal 2020 la\u00a0<strong>detrazione spetta<\/strong>\u00a0a condizione che l\u2019onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri\u00a0<strong>sistemi di pagamento tracciabili<\/strong>, ad esclusione di alcune tipologie di spese sanitarie. Inoltre per alcune tipologie di spese (es: spese d\u2019istruzione, universitarie, spese funebri, erogazioni liberali ad associazioni sportive dilettantistiche, Onlus, enti dello spettacolo, spese veterinarie, premi assicurativi)\u00a0<strong>la detrazione viene ora commisurata al reddito complessivo<\/strong>: in particolare la detrazione spetta in misura piena per i soggetti con reddito complessivo fino a 120.000 euro e decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento del reddito complessivo di 240.000 euro<a id=\"rif6\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14990\"><sup>[6]<\/sup><\/a>. Queste modifiche spiegano il\u00a0<strong>calo del 14,8%<\/strong>\u00a0dell\u2019importo totale di tali oneri, che ammontano complessivamente a 27,2 miliardi di euro.<\/p>\n<h4>Bonus facciate: spesa per 1,1 miliardi<\/h4>\n<p>Nell\u2019ambito delle spese per il recupero edilizio e per il risparmio energetico sono state introdotte sia le spese per il\u00a0<strong>bonus facciate detraibili al 90%<\/strong>\u00a0(che ammontano a 1,1 miliardi di euro di spesa) che le spese per il\u00a0<strong>superbonus energetico al 110%<\/strong>\u00a0(quest\u2019ultimo effettivamente operativo solo negli ultimi mesi del 2020, per un ammontare di circa 132 milioni di euro di spesa).<\/p>\n<h4 class=\"pt-2\"><strong>Imposta netta in calo<\/strong><\/h4>\n<p class=\"pt-2\">L\u2019imposta netta Irpef totale dichiarata \u00e8 pari a <strong>159,3 miliardi di euro, (-3,5% rispetto all\u2019anno precedente)<\/strong>. Al netto degli effetti del bonus Irpef,\u00a0<strong>l&#8217;imposta netta risulta pari in media a 5.250 euro<\/strong>\u00a0e viene dichiarata da circa<strong>\u00a030,3 milioni di soggetti,<\/strong>\u00a0pari a circa il<strong>\u00a074% del totale dei contribuenti.<\/strong>\u00a0Circa 10,4 milioni di soggetti hanno un\u2019imposta netta pari a zero. Si tratta prevalentemente di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di coloro la cui imposta lorda si azzera per effetto delle detrazioni riconosciute dal nostro ordinamento. Inoltre, considerando i soggetti la cui imposta netta \u00e8 interamente compensata dal bonus Irpef e trattamento integrativo, i soggetti che di fatto non versano l\u2019Irpef salgono a circa 12,8 milioni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14991\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-148502\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14991\" alt=\"5 per mille\" width=\"547\" height=\"325\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4 class=\"pt-2\">Classi di reddito: solo il 4% dichiara\u00a0pi\u00f9 di 70mila euro<\/h4>\n<p class=\"pt-2\">Analizzando i contribuenti per fasce di reddito complessivo si osserva che circa il <strong>27% dei contribuenti, che dichiara circa il 4% dell\u2019Irpef totale, si colloca nella classe fino a 15.000 euro<\/strong>; in quella tra i 15.000 e i 70.000 euro si posiziona circa il 70% dei contribuenti, che dichiara il 67% dell\u2019Irpef totale, mentre solo circa <strong>il 4% dei contribuenti dichiara pi\u00f9 di 70.000 euro<\/strong>, versando il 29% dell\u2019Irpef totale.<\/p>\n<h4 class=\"pt-2\"><strong>Addizionale Regionale e Comunale<\/strong><\/h4>\n<p class=\"pt-2\">L\u2019addizionale regionale Irpef ammonta nel 2020 a circa 12 miliardi di euro (-2,6% rispetto al 2019).\u00a0<strong>L\u2019addizionale regionale media \u00e8 pari a 420 euro.<\/strong> Il valore pi\u00f9 alto si registra nel Lazio (630 euro), il valore pi\u00f9 basso si rileva in Sardegna (270 euro).\u00a0<strong>L\u2019addizionale comunale<\/strong>\u00a0ammonta invece complessivamente a circa 5 miliardi di euro, in diminuzione dell\u20191,6% rispetto al 2019, con\u00a0<strong>un importo medio pari a 200 euro<\/strong>, che varia dal valore massimo di 260 euro nel Lazio, al valore minimo di 90 euro in Valle d\u2019Aosta<strong>.<\/strong><\/p>\n<h4 class=\"pt-2\"><strong>Dichiarazioni IVA e volume d&#8217;affari<\/strong><\/h4>\n<p class=\"pt-2\">Sono circa <strong>4,2 milioni i contribuenti<\/strong>\u00a0c<strong>he hanno presentato la dichiarazione IVA<\/strong> per l\u2019anno d\u2019imposta 2020, in leggero aumento rispetto all\u2019anno precedente (+0,3%). Nell\u2019anno d\u2019imposta 2020 appare evidente come ci si trovi di fronte ad un anno molto particolare, in cui sia a livello totale che in ogni tipologia di soggetto dichiarante si riscontra una marcata contrazione delle principali grandezze IVA, quali il volume d\u2019affari, il totale acquisti, la base imponibile e l\u2019IVA di competenza, a causa dell\u2019impatto della emergenza sanitaria (Covid19) sull\u2019economia italiana.\u00a0Il\u00a0<strong>volume d\u2019affari<\/strong>\u00a0d<strong>ichiarato nell\u2019anno d\u2019imposta 2020 \u00e8 stato pari a<\/strong>\u00a0<strong>3.195 miliardi<\/strong>\u00a0di euro, il calo del 10,2%. Circa il 60% del volume d\u2019affari \u00e8 costituito dalle\u00a0<strong>operazioni imponibili,\u00a0<\/strong>pari a\u00a0<strong>1.896 miliardi\u00a0<\/strong>di euro (-10,2% rispetto al 2019).\u00a0Nel dettaglio, la divisione di attivit\u00e0 che comprende le agenzie di viaggio, le attivit\u00e0 di organizzazione e gestione di gite turistiche, i tour operator e le attivit\u00e0 delle guide turistiche ha subito una\u00a0<strong>riduzione di oltre il 73%<\/strong>\u00a0del volume di affari; in quella che include il trasporto aereo o spaziale di passeggeri o di merci la contrazione \u00e8 stata del 61%, mentre la fornitura di alloggi per brevi periodi a visitatori e viaggiatori evidenzia una riduzione di oltre il 50%.<\/p>\n<h4>Boom dei servizi postali e corrieri<\/h4>\n<p>D\u2019altro canto, si registra un <strong>incremento per la divisione che include i servizi postali e le attivit\u00e0 di corriere<\/strong> quali il ritiro, il trasporto e la c<strong>onsegna di pacchi (+40%),<\/strong> a seguito dell\u2019intensificarsi del commercio a distanza. L\u2019incremento di oltre il 45% dichiarato nella divisione che comprende le attivit\u00e0 degli studi di architettura e di ingegneria appare invece legato ai nuovi incentivi fiscali Irpef, quali il \u201cbonus facciate\u201d e i primi interventi per il \u201csuperbonus energetico\u201d. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale del volume d\u2019affari, <strong>le prime due regioni per numerosit\u00e0 di dichiaranti (Lombardia e Lazio)<\/strong> contribuiscono per circa il 46% al volume d\u2019affari totale nazionale ed entrambe manifestano una variazione negativa pari, rispettivamente, a -9,7% ed a -15,6%, mentre la pi\u00f9 <strong>marcata riduzione del volume di affari \u00e8 dichiarata in Sardegna (-33,6%),<\/strong> regione dove hanno una quota importante le attivit\u00e0 legate al turismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 quanto emerge dalle dichiarazioni sui redditi 2020. Quelli degli autonomi pi\u00f9 alti dei dipendenti. 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