{"id":16784,"date":"2013-01-30T08:07:40","date_gmt":"2013-01-30T07:07:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=16784"},"modified":"2023-01-17T13:14:51","modified_gmt":"2023-01-17T12:14:51","slug":"5835-abuso-di-una-minorenne-condanna-definitiva-per-un-bancario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5835-abuso-di-una-minorenne-condanna-definitiva-per-un-bancario\/","title":{"rendered":"Abus\u00f2 di una minorenne: condanna definitiva per un bancario"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> L&#8217;accusa resiste anche al terzo grado. <strong>E&#8217; diventata definitiva la condanna, a due anni e otto mesi, inflitta a Roberto Sciammarella, bancario 48enne <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Trenta, accusato di aver abusato sessulmente di una minorenne. Il 48enne, dopo aver incassato la condanna in primo e secondo grado, s&#8217;\u00e8 visto confermare il verdetto di colpevolezza anche in Cassazione.<\/strong> I giudici della Suprema Corte, hanno, non solo ritenuto valide le accuse, ma anche congrua la condanna inflitta. Il bancario, che ha gi\u00e0 scontato i due anni, dovr\u00e0 scontare qualche altro mese di detenzione, anche se il suo legale di fiducia, l&#8217;avvocato penalista Maurizio Vetere, ha gi\u00e0 inoltrata istanza di liberazione anticipata.<strong> I fatti in questione, risalgono all&#8217;ottobre del 2010, anche se la ragazzina denunci\u00f2 l&#8217;accduto, solo diversi mesi dopo, esattamente, nel marzo del 2011.<\/strong> La minorenne, dopo aver raccontato l&#8217;accaduto ad una compagna di banca, ad un parente e a due sacerdoti, decise di rivolgersi, su consiglio dei familiari, ai carabinieri.<strong> La denuncia venne raccolta dal luogotenente Cosimo Saponangelo, comandante della stazione di Cosenza Principale. Il graduato dell&#8217;Arma, con la sua proverbiale capacit\u00e0 d&#8217;ascolto e quell&#8217;innata indole protettiva da buon padre di famiglia, mise a suo agio la minorenne, facendosi raccontare l&#8217;accaduto.<\/strong> La ragazzina, trovando conforto e protezione nel luogotenente, raccont\u00f2 che la ragazzina e il bancario si conosceva perch\u00e8 il figlio del 48enne, frequentava il catechismo presos la cattedrale del Duomo. <strong>Secondo il racconto della minorenne, quel giorno, Roberto Sciammarella, accompagn\u00f2 suo figlio al catechismo, in cattedrale c&#8217;era anche la ragazzina, alla quale chiese di accompagnarlo a casa per prendere una cosa. La ragazzina, non immaginando assolutamente mle intenzioni nascoste del 48enne, accett\u00f2 senza indugio, offrendosi anche di restare in auto, per fare compagnia al 48enne. Giunti a destinazione, il 48enne, invit\u00f2 la ragazzina a salire a casa e, dopo aver chiuso la porta d&#8217;ingresso, iniz\u00f2 a guardare morbosamente la ragazzia, toccandola con insistenza e cercando anche un approccio sessuale. \u00abMi diede dei baci sul collo, io rimasi paralizzata e non riuscivo nemmeno a muovermi.<\/strong> Quell&#8217;uomo &#8211; continu\u00f2 la ragazzina nel suo racconto-confessione ai carabinieri &#8211; approfitt\u00f2 del mio stato di disorientamento psicologico e fisico e mi tolse la giacca da jeans e la maglietta, lasciandomi indosso solo il reggiseno. A questo punto mi alzai di scatto, per andare via, ma lui mi ferm\u00f2, m&#8217;afferr\u00f2 per un braccio e mi tir\u00f2 a se, facendomi sedere sulle sue gambe. A quel punto mi chiese di togliermi i pantaloni. Io, reagii. Gli feci capire che non avevo nessuna intenzione di farlo. Lui, si alz\u00f2 e mi riacocmpagn\u00f2, di nuovo in Chiesa, raccomandandomi che di quello che era successo non ne dovevo fare parola con nessuno\u00bb. <strong>Una volta arrivata in Cattedrale, la ragazzina accus\u00f2 un malore.&nbsp;Soccorsa, venne trasportata in ospedale, dove i medici le diagnosticarono l&#8217;esplosione di un follicolo, causato da una forte condizione di stress. Dopo aver tenuto nascosto, per cinque lunghi mesi, quel terribile segreto, che la tormentava giorno e notte, facendole perdere il sonno, la tranquillit\u00e0 e quell&#8217;esuberanza tipica dela sua et\u00e0, la ragazzina decise di fare il grande passo, raccontando, come detto, tutto ai carabinieri. Partirono le indagini, l&#8217;inchiesta venne affidata al sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza, Antonio Bruno Tridico che, chiese ed ottenne dal gip l&#8217;ok per l&#8217;arresto del bancario. Poi i processi, con i verdetti di condanna. Ieri l&#8217;epilogo, con quel verdetto di colpevolezza, ormai ampiamente &#8220;pagato&#8221;, diventato definitivo e chiuso dagli Ermellini di Roma con la ceralacca.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; L&#8217;accusa resiste anche al terzo grado. 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