{"id":16786,"date":"2013-01-30T09:03:07","date_gmt":"2013-01-30T08:03:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=16786"},"modified":"2023-01-17T13:14:51","modified_gmt":"2023-01-17T12:14:51","slug":"5836-il-fango-cancella-lantica-sybaris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5836-il-fango-cancella-lantica-sybaris\/","title":{"rendered":"Il fango &#8220;cancella&#8221; l&#8217;antica Sybaris"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">COSENZA &#8211; Il fango &#8220;s&#8217;inghiotte&#8221; la storia. Quella antica. <strong>Il maltempo che ha imperversato, come un tiranno sulla Calabria, ha lasciato segni <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>indelebili del suo passaggio e della sua crudelt\u00e0. Segni che nessuno, nemmeno il pi\u00f9 sosfisticato tra i restauratori riuscirebbe, nonostante il massimo impegno, a cancellare. Lo scenario apocalittico che sta facendo il giro del monmdo \u00e8 quello del Parco Arecheologico di Sibari, resi irriconoscibili dal fango, violentato dal maltempo e destinato, senza interventi appropriati, ad essere &#8220;cancellato&#8221; per sempre dalla mappa dei beni artistici, storici e architettonici della Calabria.<\/strong> La fotografia del &#8220;massacro&#8221; alla cultura antica della Magna Grecia, \u00e8 raccontata anche dal collega Giuseppe Baldessarro, sulle pagine di Repubblica.it. I mosaici non ci sono pi\u00f9. Li ha tutti sepolti il fango trascinato dal Crati. L&#8217;acqua ha invaso ogni spazio, si \u00e8 infilata in ogni buco, ha scalato ogni mattone. Il fiume ha rotto gli argini ed \u00e8 piombato sull&#8217;intero parco come una furia. La piena ha sommerso la necropoli, il teatro, i cortili, i pozzi, le terme e le ville romane. Dove c&#8217;erano le testimonianze di secoli di storia, sabato 19 affioravano soltanto pochi mozziconi di colonne e qualche muro.<strong> Il Parco archeologico di Sibari \u00e8 stato devastato in una notte. Cinque ettari di scavi (l&#8217;intero parco \u00e8 di 12 ettari) sono stati inghiottiti da un&#8217;onda che ha provocato danni incalcolabili, impossibili da quantificare e forse anche irrimediabili. \u00c8 sparita Sybaris, antica colonia degli achei, realizzata nel 720 a. C. e distrutta nel 510 a. C. dai crotoniani. \u00c8 scomparsa Thurii, fondata nel 443 a. C. dai sibariti superstiti che avevano ricostruito la loro antica citt\u00e0. E infine, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la polis romana di Copia, edificata nel 194 a. C., sullo stesso sito dove erano state alzate le statue di Sybaris e Thurii. Il fiume \u00e8 riuscito nell&#8217;impresa in cui non erano stati capaci gli eserciti. Ha devastato tre citt\u00e0 in un colpo solo. C&#8217;\u00e8 riuscito il Crati, ma l&#8217;uomo ha fatto la sua parte. I pompieri massacrati da turni di lavoro di 24 ore hanno quasi finito di tirar via l&#8217;acqua. E mentre i motori delle pompe continuano a ronzare coprendo le voci, indicano un punto in direzione della foce. In quel punto \u00e8 venuto gi\u00f9 l&#8217;argine. Il fiume si \u00e8 ingrossato per due giorni di pioggia imponente, \u00e8 vero. Ma \u00e8 vero anche che pi\u00f9 a monte i nuovi agrumeti hanno formato una barriera che non consente il deflusso delle acque.<\/strong> Com&#8217;\u00e8 altrettanto innegabile che quest&#8217;estate nessuno ha fatto manutenzione sulle sponde. A una settimana dall&#8217;esondazione le pompe idrovore dei vigili del fuoco e degli uomini del consorzio di bonifica hanno fatto il loro lavoro. Ma non \u00e8 finita. I primi danni sono gi\u00e0 visibili, alcune creste dei muri sono state spazzate via. Ora, per\u00f2, il vero problema \u00e8 quell&#8217;impasto micidiale di terra ed erba, di limo e arbusti, che se si indurisse diventerebbe fatale per intonaci e mosaici. Una situazione difficile da affrontare e su cui i tecnici e i responsabili della Soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria si stanno interrogando. Dovranno evitare che il fango si asciughi bruscamente e diventi crosta ingestibile, difficile da togliere. Servono professionalit\u00e0 specializzate e risorse, perch\u00e9 l&#8217;affitto delle pompe per aspirare il fango costa, e tanto. Per questo la Soprintendenza e il Sindaco di Cassano allo Jonio, Giovanni Papasso, stanno ipotizzando di utilizzare le idrovore per mantenere un filo d&#8217;acqua, quindi, di tenere umido il fango. Una scelta temporanea, ma necessaria. Il sindaco Papasso \u00e8 disperato: \u00ab\u00c8 uno spettacolo triste. Ed \u00e8 innegabile la solitudine in cui ci hanno lasciato. Ho chiesto aiuto a tutti, ma qua non si \u00e8 visto nessuno. \u00c8 una vergogna\u00bb. Racconta una tragedia annunciata: \u00abGi\u00e0 nel 2008 il fiume aveva rotto gli argini, l&#8217;acqua non era arrivata all&#8217;area archeologica, ma c&#8217;era mancato poco. <strong>La Regione aveva stanziato quattro milioni di euro per la messa in sicurezza e ad attuare il piano doveva essere la provincia di Cosenza. Poi Catanzaro aveva avocato a s\u00e9 l&#8217;iter e non si \u00e8 pi\u00f9 saputo nulla di quelle risorse\u00bb. Nei giorni successivi all&#8217;alluvione l&#8217;unica mobilitazione partita \u00e8 stata quella di studiosi, accademici, intellettuali, che hanno lanciato dalle colonne del Quotidiano della Calabria l&#8217;appello &#8220;Salviamo Sibari&#8221; per richiamare l&#8217;attenzione sul sito in pericolo. Le adesioni sono state migliaia da tutto il mondo, ma servono interventi concreti. Papasso si \u00e8 rivolto al governo attraverso i ministeri competenti, alla Regione ed ha scritto anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendogli di adoperarsi per risolvere la situazione di emergenza. Il telefono del sindaco squilla in continuazione: \u00abMi chiamano in tanti. Sono volontari, universitari, gruppi e associazioni. \u00c8 bello quello che sta avvenendo. Ma qua gli angeli del fango non bastano. Qui ci vuole un piano d&#8217;intervento preciso, mezzi e specialisti\u00bb.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il fango &#8220;s&#8217;inghiotte&#8221; la storia. Quella antica. 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