{"id":16820,"date":"2013-01-30T13:37:37","date_gmt":"2013-01-30T12:37:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=16820"},"modified":"2023-01-17T13:14:52","modified_gmt":"2023-01-17T12:14:52","slug":"5854-seta-corso-per-filandaie-a-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5854-seta-corso-per-filandaie-a-cosenza\/","title":{"rendered":"Seta, corso per filandaie a Cosenza"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COSENZA<\/strong> &#8211; A Cosenza torna l&#8217;arte della seta, una delle produzioni pi\u00f9 antiche al mondo (la lavorazione si conosceva in Cina gia&#8217; nel 6000 a.C), e anche in Italia la produzione di questo affascinante tessuto<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>affonda le radici nella storia: nel XII secolo, oltre che a Firenze, anche a Palermo e in Calabria si allevavano i bachi da seta e si lavoravano i bozzoli. Per riportare in vita questo artigianato di prestigio, ora si muove la Provincia di Cosenza, che venerdi&#8217; 1\u00b0 febbraio, alle 10, nel Salone degli Specchi, in piazza XV Marzo, a Cosenza, presenta un progetto di formazione e inserimento lavorativo per filandaie. Un bellissimo ritorno al passato con uno sguardo al futuro e un&#8217;opportunit\u00e0 perfetta. Giuseppe Giudiceandrea, assessore provinciale alla Formazione professionale e Mercato del lavoro, introduce il progetto e intervengono il dirigente provinciale del settore Formazione professionale, Gaetano Pignanelli, il docente Unical e direttore del Museo della Seta &#8216;F. Gaudio&#8217; di Mendicino, Giovanni Sole, il docente del Centro di formazione professionale di Rossano, Pasquale Filippelli, gli assessori del Comune di Mendicino, Francesca Reda e Daniele Pescatore. Concludono il sindaco di Mendicino, Ugo Piscitelli, e il presidente della Provincia di Cosenza, Gerardo Mario Oliverio.<\/p>\n<p>Mendicino, nell&#8217;Ottocento, era uno dei centri piu&#8217; importanti della Calabria per la produzione di seta greggia. Le campagne erano letteralmente coperte di gelsi e, in ogni famiglia, le contadine allevavano i bachi. Nel 1857, fuori e dentro il centro abitato, c&#8217;erano quaranta filande, dove, per circa quattro mesi all&#8217;anno, lavoravano 30 uomini e 320 donne di cui 120 fanciulle. Per dodici ore al giorno, le filandaie stavano nelle fabbriche malsane, afose e con un vapore nauseabondo per via dei bachi morti. Erano sottopagate e, oltre al misero salario, in occasione della festa del santo protettore, ricevevano &#8220;un complimento in denaro&#8221;. Moltissimi i reperti recuperati presso il museo d&#8217;archeologia industriale di Mendicino: filande, documenti, usi e tradizioni della sericoltura domestica, fino al secolo scorso diffusa in tutta la Calabria<\/p>\n<p>Ora il Museo della Seta intende diffondere un patrimonio plurisecolare di pratiche e conoscenze, con l&#8217;ambizione di tessere un&#8217;economia cittadina ecocompatibile finalizzata al benessere della comunita&#8217;.<\/p>\n<p>Il corso di formazione per filandaie e&#8217; stato realizzato grazie a una convenzione tra la Provincia di Cosenza e il Comune di Mendicino ed e&#8217; mirato alla costruzione di una figura professionale di esperto in bachisericoltura. L&#8217;obiettivo del corso e&#8217; quello di rispondere al bisogno di formazione e di orientamento su tematiche legate al recupero di antiche tradizioni.<\/p>\n<p>I destinatari dell&#8217;intervento saranno 15 donne disoccupate o inoccupate in possesso almeno del titolo di studio di licenza scuola media inferiore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; COSENZA &#8211; A Cosenza torna l&#8217;arte della seta, una delle produzioni pi\u00f9 antiche al mondo (la lavorazione si conosceva in Cina gia&#8217; nel 6000 a.C), e anche in Italia la produzione di questo affascinante tessuto<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":16821,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-16820","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16820"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16820\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16821"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}