{"id":168340,"date":"2022-04-28T09:27:21","date_gmt":"2022-04-28T07:27:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/donne-braccianti-invisibili-e-sfruttate-la-calabria-nel-rapporto-cambia-terra\/"},"modified":"2023-01-16T17:04:34","modified_gmt":"2023-01-16T16:04:34","slug":"454110-donne-braccianti-invisibili-e-sfruttate-la-calabria-nel-rapporto-cambia-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/454110-donne-braccianti-invisibili-e-sfruttate-la-calabria-nel-rapporto-cambia-terra\/","title":{"rendered":"Donne braccianti, invisibili e sfruttate. La provincia di Cosenza nel rapporto &#8220;Cambia Terra&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; ActionAid lancia il rapporto \u201cCambia Terra\u201d, indagine sulle condizioni delle donne impiegate nei campi e nelle serre dell\u2019Arco Ionico per raccontare le storie e le violazioni dei diritti delle lavoratrici straniere pi\u00f9 vulnerabili. <strong>Braccianti, operatrici, ricercatori, psicologhe, sindacaliste <\/strong>raccontano come le <strong>molestie sessuali, i ricatti, le paghe da fame, le liste nere dei caporali<\/strong> siano un fenomeno radicato anche nell\u2019Arco Ionico, l\u2019area che comprende le provincie di <strong>Matera, Taranto e Cosenza<\/strong>. Una <strong>vasta zona del Sud Italia<\/strong> dove il clima e la terra fertile favoriscono le coltivazioni di ortofrutta, dalle fragole all\u2019uva da tavola fino agli agrumi. Sono le donne a essere richieste per garantire maggiore cura per le stagioni di raccolta e lavorazione della frutta pi\u00f9 delicata. Sono le donne, soprattutto le straniere originarie della Romania e Bulgaria, a vedere violati i propri diritti pi\u00f9 elementari.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Guadagno trentotto euro al giorno.<\/strong> Chi riesce lavora senza interruzioni, dal luned\u00ec alla domenica. Gli uomini ricevono due euro in pi\u00f9 all\u2019ora perch\u00e9 hanno compiti pi\u00f9 pesanti. Stamattina mi sono alzata presto, cominciamo alle sei: prepariamo il terreno per piantare le fragole, lo concimiamo. Devo stare sempre piegata e adesso che sono incinta \u00e8 faticoso. Mi sento sfiancata, per\u00f2 sono obbligata ad andarci, ho bisogno di soldi\u201d. A parlare \u00e8 <strong>Catalina, lavoratrice rumena in Basilicata<\/strong>. \u00c8 una delle 119 donne impiegate in agricoltura di origine rumena e bulgara intervistate e incontrate per il <strong>rapporto \u201cCambia Terra. Dall\u2019invisibilit\u00e0 al protagonismo delle donne in agricoltura\u201d di ActionAid<\/strong> realizzato nell\u2019ambito del programma che dal 2016 si occupa di indagare e intervenire sulle condizioni di vita e di lavoro delle donne in agricoltura in Puglia, Basilicata e Calabria per tutelare i loro diritti.<\/p>\n<h3>Donne invisibili, il lavoro sommerso e sottopagato<\/h3>\n<p>Non esistono dati certi sul numero di operaie agricole in Italia, il fenomeno del lavoro nero caratterizza il settore agricolo attraverso reclutamento illecito, irregolarit\u00e0 contrattuali o la totale assenza di un contratto di lavoro e la conseguente assenza di previdenza e protezione sociale. Il caporalato muove un\u2019economia illegale e sommersa di oltre cinque miliardi di euro. Secondo le stime sarebbero tra 51 e 57mila le lavoratrici sfruttate in Italia. Nell\u2019Arco Ionico le operaie agricole regolari sono 22.702, 16.801 italiane e 5.901 straniere, di cui il 76% \u00e8 costituito da comunitarie, soprattutto rumene e bulgare. Un numero inferiore alle reali necessit\u00e0 della raccolta stagionale di frutta e verdura che richiede il doppio della manodopera. \u201cIn agricoltura si lavora ancora in schiavit\u00f9\u201d M. da 37 anni nei campi. A peggiorare la vita delle donne sono le disuguaglianze strutturali di genere, come la disparit\u00e0 salariale tra donne e uomini. Nelle campagne le donne arrivano a guadagnare anche solo 25\/28 euro al giorno mentre gli uomini ne ricevono 40. Inoltre, la pratica dei datori di lavoro sleali di dichiarare in busta paga un numero inferiore di giornate rispetto a quelle lavorate impedisce alle donne non solo di accedere all\u2019indennit\u00e0 di infortunio, malattia e disoccupazione agricola, ma anche a quella di maternit\u00e0.<\/p>\n<h3>Le molestie e le violenze sessuali<\/h3>\n<p>\u201c<strong>Nel barese, da anni va avanti un metodo collaudato<\/strong>. La mattina, quando nelle piazze arrivano i furgoni per portare le operaie agricole nei campi, la \u201cprescelta\u201d viene fatta salire davanti, nello spazio accanto al guidatore. Sul cruscotto vengono messi un cornetto e un caff\u00e8 caldo, comprati al bar. Mangiare la colazione significa accettare l\u2019avances sessuale e quindi ottenere l\u2019ingaggio. Rifiutando, invece, il giorno dopo si viene lasciate a casa\u201d spiega <strong>Annarita Del Vecchio, psicologa e collaboratrice di ActionAid in Puglia<\/strong>. Le donne in agricoltura sono esposte a violenza e molestie sui luoghi di lavoro, sui mezzi di trasporto che le conducono sui campi, nelle serre, nei magazzini o nelle fabbriche di confezionamento, negli alloggi messi a disposizione dai datori di lavoro. La violenza \u00e8 esercitata in molteplici forme (verbale, fisica, psicologica e sessuale) ed \u00e8 accompagnata da minacce, come quella di perdere il posto, di essere demansionata o non pagata. Reagire pu\u00f2 significare finire nelle \u201cliste nere\u201d. \u201cI caporali si telefonano l\u2019uno con l\u2019altro per segnalare le piantagrane. C&#8217;\u00e8 uno scambio di manodopera e quindi di informazioni. Il sistema \u00e8 sofisticato: ad esempio, quando finisce la stagione dei mandaranci e inizia la semina delle fragole, i caporali organizzano i trasporti fino alla Basilicata. Vengono preferite le donne perch\u00e9 sono pi\u00f9 prostrate e obbligate a sopportare con rassegnazione\u201d spiega<strong> Maurizio Alfano, ricercatore ed esperto Immigrazione anche per la Regione Calabria.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-454113 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Braccianti_-Puglia-@ActionAid.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"383\" title=\"\"><\/p>\n<h3>Mancanza di servizi e diritti negati<\/h3>\n<p><strong> Adriana<\/strong>, ex bracciante rumena, \u00e8 una delle leader comunitarie di ActionAid in <strong>Calabria<\/strong>. \u201cUno dei problemi di cui non si parla \u00e8 quello della maternit\u00e0: la gestione dei figli \u00e8 davvero difficile per le lavoratrici agricole. Quando la campagna inizia presto, alle due o alle tre di notte, prendono i bambini addormentati e, se non hanno familiari di riferimento, li portano a casa di estranee che ne accudiscono cinque, sei, o dieci nelle loro case. Li tengono fino a quando le madri non tornano a prenderli, il pomeriggio. Mandarli all&#8217;asilo non \u00e8 possibile, l&#8217;orario non lo permette\u201d. In Calabria esistono gli \u201casili nido irregolari\u201d, servizi a pagamento, in nero, con personale senza alcuna formazione che si occupa dei piccoli fino all\u2019arrivo dei genitori. E qualcuna si porta i figli nelle serre, facendoli dormire in cassette di legno. Sono queste le difficolt\u00e0 raccontate dalle donne: <strong>senso di isolamento, impossibilit\u00e0 ad accedere ai servizi pubblici e ai servizi di cura per i figli perch\u00e9 pochi, distanti, costosi e con orari incompatibili con quelli degli spostamenti da casa e lavoro che possono durare anche tre o quattro ore al giorno.<\/strong> Molte lavoratrici agricole non si recano negli uffici pubblici perch\u00e9 non parlano italiano e non sono disponibili servizi di interpretariato o di mediazione linguistico-culturale. Inoltre, lamentano spesso la mancanza di attenzione alla loro salute fisica: in assenza di servizi igienici, le donne sono costrette ad utilizzare i campi, anche quando piove, e anche quando hanno il ciclo mestruale. Chi chiede un giorno di pausa rischia di non lavorare nei giorni successivi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-454115 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Campo-di-fragole_Arco-ionico-@ActionAid.jpg\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"426\" title=\"\"><\/p>\n<h3>Cambia Terra, come le donne diventano protagoniste<\/h3>\n<p>Puglia, Basilicata e <strong>Calabria<\/strong>, ActionAid dal 2016 ha avviato un programma in risposta alle molteplici forme di <strong>violazioni dei diritti umani<\/strong> delle <strong>donne lavoratrici<\/strong>, fondato sul protagonismo delle operaie agricole e sulla costruzione di risposte sostenibili alle loro esigenze, attraverso forme di collaborazione e di responsabilit\u00e0 condivisa a livello comunitario. Un impegno che coinvolge istituzioni, sindacati, associazioni locali, imprese agricole, associazioni di datori di lavoro, partner della societ\u00e0 civile per produrre un cambiamento concreto nella vita delle donne braccianti.<\/p>\n<p>\u201cIl <strong>modello agricolo attuale non \u00e8 sostenibile<\/strong>, n\u00e9 per le lavoratrici a rischio o in condizioni di sfruttamento, n\u00e9 per le tante imprese che rispettano le regole nonostante le molte difficolt\u00e0 che il mercato e la concorrenza sleale impone loro. Abbiamo bisogno di cambiare prospettiva, mettendo al centro i bisogni delle lavoratrici agricole come cittadine e come persone che ad oggi sono escluse dai pi\u00f9 basilari servizi di welfare e pi\u00f9 in generale dai processi democratici delle comunit\u00e0 di appartenenza. Servono spazi pubblici di confronto dedicati alle donne, costruiti da loro e supportati da tutte le parti in causa, dalle imprese alle associazioni. Solo con il contributo di tutti &#8211; come sta accadendo nell&#8217;Arco ionico &#8211; possiamo coltivare relazioni positive dentro e fuori i luoghi di lavoro. Le operaie agricole non possono pi\u00f9 essere escluse o lasciate ai margini degli interventi delle istituzioni, ad oggi attuati senza una chiara prospettiva di genere. Continuare a farlo significa non mettere fine deliberatamente alle violazioni dei diritti e alle violenze che subiscono\u201d spiega <strong>Grazia Moschetti, responsabile dei progetti ActionAid nell\u2019Arco Ionico.<\/strong><\/p>\n<p>ActionAid ha formato 12 leader di comunit\u00e0 identificate tra le donne partecipanti ai percorsi di empowerment. Nei laboratori di comunit\u00e0 sono state messe a confronto le lavoratrici con gli attori territoriali (istituzioni locali, associazioni, aziende, etc.) per la co-progettazione di servizi di welfare. Risultato di ciascun laboratorio \u00e8 stata l\u2019adozione di un Patto di collaborazione, strumento che regola la gestione di servizi co-progettati e i ruoli specifici degli attori che lo sottoscrivono, incluse le leader di comunit\u00e0 in rappresentanza delle braccianti coinvolte nel programma.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-454116 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Magazzino_4-@ActionAid.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"417\" title=\"\"><\/p>\n<p>A <strong>Schiavonea, nella piana di Sibari in Calabria<\/strong>, \u00e8 stata attivata la <strong>Cittadella della condivisione<\/strong>, spazio aperto alle donne dove le leader di ActionAid forniscono servizi di orientamento al lavoro, supporto all\u2019accesso ai servizi sociali e tutela legale, mediazione linguistica. Ad Adelfia, in provincia di Bari, come esito del Patto di collaborazione \u201cLa buona terra\u201d promosso dal programma Cambia Terra di ActionAid, il nido comunale ha attivato il servizio di pre-accoglienza per le bambine e i bambini dalle quattro di mattina. Si tratta di un servizio a domanda individuale del Comune di Adelfia, che prevede orari flessibili in entrata e uscita.<\/p>\n<p>Nell\u2019indagine ActionAid ha dedicato specifiche raccomandazioni al Governo, alle Istituzione nazionali locali e europee per chiedere che finalmente le politiche siano regolarmente e trasversalmente disegnate, implementate, monitorate e valutate con strumenti dotati di un approccio intersezionale, che tenga conto della dimensione di genere, per assicurare che le donne, italiane e straniere, impiegate nel comparto agricolo siano debitamente viste, ascoltate e considerate.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><a style=\"color: #3366ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15097\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;CAMBIA TERRA&#8221; &#8211; RAPPORTO COMPLETO<\/a><\/span><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vita di chi raccoglie la frutta che arriva sulle nostre tavole, tra violenze e diritti negati. Actionaid: &#8220;necessario cambiare le politiche&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":168341,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[572,28],"tags":[19,135],"class_list":["post-168340","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ionio","category-provincia","tag-copertina","tag-video"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168340","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=168340"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168340\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/168341"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=168340"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=168340"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=168340"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}