{"id":169014,"date":"2022-05-10T10:09:50","date_gmt":"2022-05-10T08:09:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-propaggine-morra-ndrangheta-tra-le-realta-criminali-piu-pericolose-del-pianeta\/"},"modified":"2023-01-16T17:05:19","modified_gmt":"2023-01-16T16:05:19","slug":"455507-operazione-propaggine-morra-ndrangheta-tra-le-realta-criminali-piu-pericolose-del-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/455507-operazione-propaggine-morra-ndrangheta-tra-le-realta-criminali-piu-pericolose-del-pianeta\/","title":{"rendered":"Operazione Propaggine, Morra: &#8220;&#8216;ndrangheta tra le realt\u00e0 criminali pi\u00f9 pericolose del pianeta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Ci sono tutti i presunti esponenti di vertice della cosca <strong>Alvaro di Sinopoli tra gli arrestati del filone reggino del<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15144\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l&#8217;inchiesta condotta dalla Dia<\/a><\/strong> che stamani ha portato all&#8217;esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare emesse dai gip di Roma e di Reggio Calabria. In carcere sono finiti <strong>Carmelo Alvaro, detto &#8220;Bin Laden&#8221;, Carmine Alvaro, detto &#8220;u cuvertuni&#8221;,<\/strong> ritenuto il capo locale di Sinopoli, e i capi locale di Cosoleto Francesco Alvaro detto &#8220;ciccio testazza&#8221;, Antonio Alvaro detto &#8220;u massaru&#8221;, <strong>Nicola Alvaro detto &#8220;u beccausu&#8221; e Domenico Carzo detto &#8220;scarpacotta&#8221;.<\/strong> Dalle indagini condotte dalla Dia reggina, infatti, \u00e8 emerso che la cosca, oltre ad essere operativa nel territorio di Sinopoli, dominava anche il centro urbano di Cosoleto, paese aspromontano, ove insiste u<strong>n locale di &#8216;ndrangheta autonomo<\/strong> ma funzionalmente dipendente da quello di Sinopoli.<\/p>\n<p>Al termine dell&#8217;indagine &#8220;Propaggine&#8221; condotta dalla Dia con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria guidata dal procuratore <strong>Giovanni Bombardieri, sono state arrestate 34 persone, 29 in carcere e 5 ai domiciliari.<\/strong> Tra questi il sindaco di Cosoleto Antonino Gioffr\u00e9. Gli interessi della cosca Alvaro-Penna, infatti, secondo la Dia, si sarebbero estesi all&#8217;amministrazione locale. Dalle indagini \u00e8 emerso un forte interesse dei sodali per la competizione elettorale del Comune di Cosoleto del 2018. <strong>In particolare Antonio Carzo, ritenuto capo del locale romano, \u00e8 accusato con il sindaco Gioffr\u00e9 di scambio politico-elettorale.<\/strong> Oltre a questo reato, gli indagati rispondono a vario titolo di associazione mafiosa, favoreggiamento commesso al fine di agevolare l&#8217;attivit\u00e0 del sodalizio mafioso e detenzione e vendita di armi comuni da sparo ed armi da guerra aggravate.<\/p>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 investigativa \u00e8 stata avviata nel 2016 dal <strong>Centro operativo della Dia con il coordinamento della Procura di Roma<\/strong>. Successivamente, a seguito dell&#8217;emersione di numerosi e significativi punti di contatto con soggetti calabresi operanti a Sinopoli, Cosoleto e territori limitrofi, parte degli atti sono stati trasmessi per competenza e le indagini, per tale parte, sono proseguite con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria. <strong>Le indagini hanno consentito di appurare come la cosca abbia dato vita, nella capitale, ad un&#8217;articolazione (denominata locale di Roma)<\/strong>, che rappresenta un &#8220;distaccamento&#8221; autonomo, del sodalizio radicato in Calabria. Roma \u00e8 stata esportata anche l&#8217;osservanza dei riti e dei linguaggi tradizionali. I due capi del locale romano limitavano al minimo gli incontri di persona con i vertici calabresi, <strong>facendoli coincidere con eventi particolari, quali matrimoni o funerali.<\/strong><\/p>\n<h3>Nicola Morra: &#8220;sono bravissime nel presentarsi come realt\u00e0 insospettabili&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;Non ci si deve stupire, come fanno tanti. Le mafie, ed in particolare la &#8216;ndrangheta, sono bravissime nel <strong>presentarsi come realt\u00e0 insospettabili. E poi ti fregano&#8221;<\/strong>. &#8211; Lo scrive su Facebook il Presidente della Commissione <strong>parlamentare antimafia Nicola Morra commentando le 43 misure cautelari<\/strong> odierne emesse grazie ad una operazione della Direzione Distrettuale antimafia di Roma.<\/p>\n<p>&#8220;La DIA, avendo<strong> competenze particolari e consolidate in ambito economico,<\/strong> ha intuito quanto stava avvenendo ed \u00e8 intervenuta, con un&#8217;operazione svoltasi sia a Roma sia in Calabria, ove fra l&#8217;altro \u00e8 stato tratto in arresto un sindaco del reggino. Tutti per\u00f2 \u2013 prosegue il Presidente Morra &#8211; possiamo leggere certi segnali, <strong>possiamo intuire certe trasformazioni.<\/strong> La &#8216;ndrangheta \u00e8, oggi, fra le realt\u00e0 criminali pi\u00f9 pericolose del pianeta.<strong> Ed ancora noi in Italia la tolleriamo, combattendola blandamente.<\/strong> Chi l&#8217;ha apertamente sfidata (vedi Gratteri ad esempio) \u00e8 costretto a vivere in condizioni di <strong>privazione della libert\u00e0 personale perch\u00e9 lo Stato non reagisce con la dovuta fermezza e con la necessaria prevenzione,<\/strong> dissuadendo la popolazione calabrese a dare fiducia ad una struttura organizzativa capace incredibilmente di riempire i vuoti lasciati dallo Stato, che in quella terra, scusate il gioco di parole, spesso \u00e8 latitante.<\/p>\n<p>Per questo non stupisce \u2013 conclude Morra &#8211; c<strong>he si scoprano &#8216;ndrine e locali di &#8216;ndrangheta un po&#8217; dappertutto, e non solo in Italia<\/strong>. Ma se a Roma non si capisce la gravit\u00e0 della situazione, la colpa non pu\u00f2 essere addossata alla sola Calabria&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;In Italia la combattiamo blandamente. Ma se a Roma non si capisce la gravit\u00e0 della situazione, la colpa non pu\u00f2 essere addossata alla sola Calabria&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":169015,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-169014","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=169014"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169014\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/169015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=169014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=169014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=169014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}