{"id":169139,"date":"2022-05-14T17:30:57","date_gmt":"2022-05-14T15:30:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/covid-scoperte-in-italia-le-cause-genetiche-dei-casi-asintomatici\/"},"modified":"2023-01-16T17:05:28","modified_gmt":"2023-01-16T16:05:28","slug":"455755-covid-scoperte-in-italia-le-cause-genetiche-dei-casi-asintomatici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/455755-covid-scoperte-in-italia-le-cause-genetiche-dei-casi-asintomatici\/","title":{"rendered":"Covid, scoperte in Italia le cause genetiche dei casi asintomatici"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Almeno <strong>tre mutazioni genetiche rare sono all&#8217;origine dei casi asintomatici di Covid-19<\/strong>. Agiscono indebolendo i geni coinvolti nei processi di attivazione del sistema immunitario e la loro scoperta, avvenuta in Italia,<strong> potrebbe aprire la strada a nuove tecniche di diagnosi e a nuove terapie.<\/strong> Pubblicato sulla rivista <strong>Genetics in Medicine<\/strong>, il risultato e si deve al gruppo del Ceinge-Biotecnologie di Napoli diretto da Mario Capasso e Achille Iolascon, entrambi docenti di Genetica medica dell&#8217;Universit\u00e0 Federico II di Napoli. <strong>I dati sono ora disponibili online a tutti i ricercatori del mondo.<\/strong><\/p>\n<p>La ricerca, cui hanno collaborato Pellegrino Cerino, dell\u2019Istituto Zooprofilattico di Portici, e Massimo Zollo, coordinatore della task-force Covid del Ceinge e docente di Genetica della Federico II, si \u00e8 basata <strong>sull\u2019analisi dei campioni di Dna di circa 800 individui rimasti asintomatici dopo l\u2019infezione da SarsCoV2,<\/strong> pur avendo fattori di rischio come l\u2019et\u00e0 avanzata. \u201cSono stati analizzati tutti i geni finora conosciuti utilizzando sequenziatori di ultima generazione e ottenendo cos\u00ec un enorme mole di dati genetici\u201d, rileva Capasso. \u201cStrategie di analisi bioinformatiche avanzate, messe a punto grazie al <strong>contributo del giovane ricercatore Giuseppe D\u2019Alterio e del team di esperti bioinformatici<\/strong> del Ceinge \u2013 prosegue &#8211; hanno poi permesso di identificare mutazioni patogenetiche rare che erano significativamente pi\u00f9 frequenti nei soggetti infetti e asintomatici e<strong> non in una grande casistica di circa 57.000 soggetti sani\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>I geni coinvolti nelle <strong>infezioni asintomatiche sono tre, si chiamano Masp1, Colec10 e Colec11<\/strong> e appartengono alla famiglia delle proteine della lectina, la proteina coinvolta nel processo di riconoscimento cellulare. &#8220;Oggi \u00e8 ampiamente dimostrato che l\u2019eccessiva risposta immunitaria <strong>all\u2019infezione da SarsCoV2 e la successiva iper-attivazione dei processi pro-infiammatori e pro-coagulati<\/strong>vi sono la causa principale del danno agli organi come polmoni, cuore, rene\u201d, osserva Capasso, e \u201cla nostra ricerca dimostra che <strong>le mutazioni del genoma umano che attenuano questa eccessiva reazione immunitaria<\/strong> possono predisporre a un\u2019infezione senza sintomi gravi\u201d.<\/p>\n<p>Considerando le possibili applicazioni della scoperta, gli autori della ricerca hanno deciso di rendere i dati liberamente accessibili: <strong>\u201cabbiamo reso disponibili, in un database online tutti i dati genetici ottenuti, che altri studiosi potranno liberamente consultare<\/strong> per sviluppare nuove ricerche\u00a3, dice Iolascon. \u201cPossiamo utilizzare queste mutazioni \u2013 prosegue &#8211; per individuare soggetti che sono predisposti a sviluppare forme meno gravi o asintomatiche della malattia Covid-19. <strong>Inoltre i livelli sierici dei tre geni individuati potrebbero essere utilizzati come marcatori prognostici della malattia grave.<\/strong> Infine, oggi sappiamo qualcosa in pi\u00f9 sulle basi biologiche di questa malattia e dunque &#8211; conclude &#8211; abbiamo qualcosa su cui lavorare per sviluppare nuovi trattamenti farmacologici\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inoltre i livelli sierici dei tre geni individuati potrebbero essere utilizzati come marcatori prognostici della malattia grave<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":169140,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-169139","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=169139"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169139\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/169140"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=169139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=169139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=169139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}