{"id":16972,"date":"2013-02-01T14:34:06","date_gmt":"2013-02-01T13:34:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=16972"},"modified":"2023-01-17T13:15:00","modified_gmt":"2023-01-17T12:15:00","slug":"5931-giovane-bruciato-vivo-sconto-pena-in-appello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5931-giovane-bruciato-vivo-sconto-pena-in-appello\/","title":{"rendered":"Giovane bruciato vivo, sconto pena in appello"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CATANZARO<\/strong> &#8211; Si e&#8217; concluso con una condanna a 30 anni di reclusione confermata e una a 16 anni scontata a 12 il secondo processo d&#8217;appello a carico di<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emanuele Caruso e Pietro Mazzotta, imputati per l&#8217;omicidio aggravato di Cristian Galati, 24enne di Filadelfia (Vibo Valentia). La Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Catanzaro ha riconosciuto a Mazzotta le attenuanti generiche, negate in primo grado, che gli sono valse la riduzione della condanna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giudici hanno cosi&#8217; accolto parzialmente la richiesta del sostituto procuratore generale, Raffaela Sforza, il quale li aveva sollecitati a lasciare immutata la sentenza con la quale, il 16 febbraio del 2010, al termine dei giudizi abbreviati, il giudice dell&#8217;udienza preliminare di Lamezia, Terme Barbara Borelli, riconobbe Mazzotta e Caruso colpevoli della morte del giovane Galati, prima picchiato brutalmente, preso a martellate, legato ad un albero e poi bruciato vivo a Curinga (Catanzaro), la notte del Capodanno 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mazzotta venne condannato quindi a 16 anni, accusato di aver &#8220;collaborato&#8221; all&#8217;uccisione, e a 30 anni Caruso, che in fase di indagini confesso&#8217; di essere l&#8217;autore dell&#8217;atroce delitto, condannandoli anche a risarcire i danni alle parti civili, cui sono state riconosciute provvisionali per un totale di 280.000 euro (70.000 euro ciascuno ai genitori della vittima, e 35.000 euro a ciascuno dei fratelli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella prima sentenza era stata radicalmente modificata una prima volta dalla Corte d&#8217;assise d&#8217;appello (presidente Fortunato Rosario Barone, consigliere Marco Petrini) che, il 5 aprile 2011, in parziale accoglimento delle richieste dei difensori dei due imputati &#8211; Franco Giampa&#8217; e Arturo Bova per Mazzotta, e Francesco Gambardella per Caruso &#8211; aveva assolto Mazzotta &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221;, ed ha escluso per Caruso l&#8217;aggravante della premeditazione, riconoscendo per lui le attenuanti generiche equivalenti alla seconda aggravante e dunque riducendo la pena a 15 anni di reclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Procura ha poi proposto ricorso in Cassazione, e il Giudice supremo ha annullato la pronuncia di secondo grado rinviando gli atti a Catanzaro per un nuovo giudizio d&#8217;appello, conclusosi oggi. Per lo stesso omicidio, in sede dibattimentale, e&#8217; stato ritenuto colpevole anche un terzo giovane, Santino Accetta, 32 anni, condannato a 22 anni di reclusione con sentenza del 9 giugno 2011 poi confermata in appello il 7 novembre scorso. Secondo la pubblica accusa Galati sarebbe stato ucciso per i suoi contrasti proprio con Accetta, il quale lo avrebbe tra l&#8217;altro accusato di avergli bruciato l&#8217;auto e minacciato di fargliela pagare.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Si e&#8217; concluso con una condanna a 30 anni di reclusione confermata e una a 16 anni scontata a 12 il secondo processo d&#8217;appello a carico di<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":16973,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,18],"tags":[],"class_list":["post-16972","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-dai-comuni"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16972","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16972"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16972\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16973"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}