{"id":170349,"date":"2022-06-01T17:30:41","date_gmt":"2022-06-01T15:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-permesso-negato-al-detenuto-per-la-mamma-morente-lho-vista-nella-bara-in-videochiamata\/"},"modified":"2023-01-16T17:06:49","modified_gmt":"2023-01-16T16:06:49","slug":"458550-cosenza-permesso-negato-al-detenuto-per-la-mamma-morente-lho-vista-nella-bara-in-videochiamata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/458550-cosenza-permesso-negato-al-detenuto-per-la-mamma-morente-lho-vista-nella-bara-in-videochiamata\/","title":{"rendered":"Cosenza, permesso negato al detenuto per la mamma morente \u00abl&#8217;ho vista nella bara in videochiamata\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La madre \u00e8 in fin di vita ma non gli permettono di poterla vegliare in punto di morte n\u00e8 di partecipare al suo funerale dopo la sua morte Anzi, al giovane \u00e8 stato <strong>concessa sono una videochiamata fatta ad un parentr per i funerali<\/strong>. Il caso di<strong> un detenuto del carcere di Cosenza<\/strong> portato all&#8217;attenzione mediatica dall<strong>&#8216;associazione per i diritti umani Yairaiha<\/strong> che riceve due lettere da Francesco, denunciando il tragico episodio. Il giovane detenuto nel carcere di Cosenza, e che t<strong>ra sei mesi tra l&#8217;altro finir\u00e0 di scontare la pena<\/strong>, non ha ricevuto alcuna risposta da parte del giudice di sorveglianza alla sua richiesta di permesso per partecipare al funerale della madre. Allo stesso giovane, inoltre, era stata negata in precedenza la possibilit\u00e0 di fare visita alla donna, affetta da un tumore.<\/p>\n<h4>\u00abMia madre \u00e8 morta e non mi hanno permesso di vederla\u00bb<\/h4>\n<p>\u00abSono recluso nel carcere di Cosenza e il mio fine pena \u00e8 ottobre 2022. Purtroppo, giorno 8 maggio, <strong>mia madre \u00e8 morta<\/strong>; era affetta da un tumore maligno al fegato e malgrado avessi mandato la richiesta per un permesso premio per starle vicino nell\u2019ultimo periodo della sua vita, mi \u00e8 stato rigettato e giorno 8 maggio, intorno alle 19.00, mi viene data la notizia da un ispettore di sorveglianza che mia madre \u00e8 morta. L\u2019unica cosa che mi \u00e8 stata data \u00e8 stata il giorno dopo poterla vedere dentro una cassa da morto con una videochiamata! Ho presentato la richiesta di permesso di necessit\u00e0, allegando il certificato di morte di mia madre per poterle dare l\u2019ultimo saluto al suo funerale ma neanche questo mi \u00e8 stato concesso dal magistrato di sorveglianza che non si \u00e8 degnato nemmeno di rispondere. <strong>Non esiste tortura peggiore che vedere tua madre morta in videochiamata mentre sei chiuso tra quattro mura e non puoi darle l\u2019ultimo saluto<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Il sindaco di Rende Manna &#8221; la storia di Francesco non \u00e8 un caso isolato\u201d<\/h4>\n<p>\u201cA<strong>pprendiamo con sgomento quanto perpetrato ai danni di un detenuto<\/strong> nel carcere di Cosenza, al quale \u00e8 stato impedito di poter partecipare al funerale della madre e darle l\u2019ultimo saluto\u201d, cos\u00ec il sindaco di Rende Marcello Manna, intervenuto alcuni giorni fa proprio sui quesiti referendari che verranno votati il prossimo 12 giugno e che annuncia una azione di invito al voto da parte dei sindaci Anci Calabria. Il primo cittadino ha infatti dichiarato: \u201c\u00c9 doveroso riaprire una serie di considerazioni in merito alla funzione del carcere e al ruolo del personale penitenziario, degli organi di tutela dell\u2019esecuzione penale e dei diritti dei detenuti, le cui valutazioni in merito alla professionalit\u00e0 e alla competenza non possono continuare ad essere operate dal CSM. Difatti la sovrapposizione di ruoli tra chi controlla e chi \u00e8 controllato vanifica ogni attendibilit\u00e0 di giudizio favorendo logiche corporative. Con il referendum del 12 giugno si vuole estendere anche ai rappresentanti dell\u2019Universit\u00e0 e dell\u2019Avvocatura nei Consigli giudiziari la possibilit\u00e0 di esprimersi in merito a vicende che come quella del detenuto nel carcere di Via Popilia meritano la massima oggettivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Crediamo fortemente nella salvaguardia e alla tutela dei diritti fondamentali:<\/strong> come pensiamo o trattiamo i condannati delinea il nostro essere civili, il nostro essere persone all\u2019interno di una comunit\u00e0. I fatti denunciati dall\u2019Associazione Yairaiha O.N.L.U.s che ringraziamo per il costante impegno a favore degli ultimi, sono estremamente gravi purtroppo per\u00f2 la storia di Francesco non \u00e8 un caso isolato\u201d. \u201c<strong>Lo scopo del carcere dovrebbe essere la rieducazione cos\u00ec come sancito dalla nostra Costituzione<\/strong>. Troppe volte tuttavia \u00e8 necessario battersi per far valere gli strumenti che l\u2019ordinamento giuridico, nonch\u00e9 quello penitenziario, mettono a disposizione al fine di permettere ai detenuti e alle detunute di rientrare in societ\u00e0 e di ricostruirsi un\u2019identit\u00e0, una vita dignitosa<strong>. \u00c9 anche a causa dei troppi diritti negati che \u00e8 difficilissimo per chi ha commesso degli errori tornare dalla parte del bene.<\/strong> Da un lato la grave carenza e l\u2019inadeguatezza dei servizi assistenziali e dall\u2019altro il fallimento delle politiche di risocializzazione non pu\u00f2 che riprodurre il classico schema di carcere come luogo dalle porte girevoli dal quale si esce per poi inevitabilmente rientrare\u201d, ha infine aggiunto Lisa Sorrentino, assessora ai diritti civili del comune di Rende.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15273\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-458553\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15273\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"323\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>PD Cosenza &#8220;Chiederemo un&#8217;indagine interna&#8221;<\/h4>\n<p>Sul caso \u00e8 intervenuto anche il Pd di Cosenza che parla di fato grave e di impatto severo sulla vicenda umana di un detenuto &#8220;<strong>Non abbiamo sufficienti elementi per entrare nel merito delle valutazioni del magistrato<\/strong>, &#8211; scrive il Pd &#8211; ma dobbiamo rilevare che s<strong>iamo davanti ad un fatto eccezionale e particolarmente grave<\/strong>, con un impatto severo sulla vicenda umana del detenuto e sul grado di umanit\u00e0 della detenzione. L\u2019eventuale richiamo alle esigenze di sicurezza pubblica non pu\u00f2 impedire la possibilit\u00e0 di fruire di un permesso in circostanze drammatiche della vita familiare, potendo, peraltro ai sensi di legge essere fruito con ogni cautela. La Federazione provinciale del Partito Democratico di Cosenza \u00e8 in campo a 360\u00b0 nella tutela dei diritti umani e riconosce nella difesa dei detenuti anche un\u2019importante azione di promozione della legalit\u00e0, intesa anche come percorso di recupero sociale e di rieducazione per chi sbagliando ha commesso degli errori e sta scontando una pena. Per queste ragioni, <strong>ci rivolgeremo al Magistrato Dirigente dell\u2019Ufficio di Sorveglianza di Cosenza<\/strong>, la Dott.ssa Marrazzo, per chiedere l\u2019apertura di un\u2019indagine interna in merito ai fatti denunciati dall\u2019Associazione Yairaiha. Ci riserviamo inoltre di valutare insieme ai rappresentanti istituzionali del Partito democratico eventuali atti di sindacato ispettivo&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caso di un detenuto del carcere di Cosenza portato all&#8217;attenzione mediatica dall&#8217;associazione per i diritti umani Yairaiha che riceve due lettere da Francesco<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":170350,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19],"class_list":["post-170349","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/170349","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=170349"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/170349\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/170350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=170349"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=170349"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=170349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}