{"id":170571,"date":"2022-06-07T07:14:13","date_gmt":"2022-06-07T05:14:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/crocieri-da-proteggere-uno-studio-anche-su-esemplari-che-vivono-in-sila\/"},"modified":"2023-01-16T17:07:03","modified_gmt":"2023-01-16T16:07:03","slug":"459087-crocieri-da-proteggere-uno-studio-anche-su-esemplari-che-vivono-in-sila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/459087-crocieri-da-proteggere-uno-studio-anche-su-esemplari-che-vivono-in-sila\/","title":{"rendered":"Crocieri da proteggere, uno studio anche su esemplari che vivono in Sila"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Il complesso e articolato lavoro scientifico \u00e8 titolato: \u201c<strong>Mediterranean Crossbills Loxia curvirostra<\/strong><br \/>\n<strong>sensu lato (Aves, Passeriformes): new data and directions for future research<\/strong>\u201d \u00e8 stato da poco pubblicato sulla Rivista Italiana di Ornitologia da un team composto da Bruno Massa, Emanuela Domenica Canale, Gabriella Lo Verde, Gianluca Congi, Tommaso La Mantia, Renzo Ientile. <strong>Le popolazioni di Crocieri<\/strong> della <strong>Sila<\/strong>, dell\u2019Etna, del Monte Troodos (Cipro) meriterebbero una protezione particolare, in quanto singoli tasselli che compongono una <strong>biodiversit\u00e0<\/strong> del tutto unica e non riproducibile.<\/p>\n<p><strong>Il Crociere<\/strong><\/p>\n<p><em>Loxia curvirostra<\/em>, ovvero il Crociere, \u00e8 un <strong>uccello assai particolare<\/strong>. Appartenente alla famiglia dei <strong>Fringillidi<\/strong>, si presenta con un <strong>becco inconfondibile, dalle punte incrociate<\/strong>. L\u2019habitat frequentato da questa specie di uccello sono soprattutto i boschi di pino. Alcuni ornitologi e ricercatori, coordinati dal prof. Bruno Massa del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo, si sono cimentati in un\u2019intensa <strong>attivit\u00e0 di studio<\/strong>, basata sull\u2019attivit\u00e0 da campo e sulla multidisciplinare raccolta di dati condotta a pi\u00f9 livelli e riguardanti pi\u00f9 aree del Mediterraneo. Lo studio \u00e8 stato portato avanti oltre che dal prof. Bruno Massa anche da Emanuela Domenica Canale della Stazione Ornitologica Aegithalos di Palermo, da Gabriella Lo Verde del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo, da Gianluca Congi &#8211; coordinatore del Gruppo Locale di Conservazione 121 \u201cSila\u201d della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), da Tommaso La Mantia del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo e da Renzo Ientile del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali &#8211; Sezione Biologia Animale \u2013 Universit\u00e0 degli Studi di Catania.<\/p>\n<p>Gli autori hanno studiato la <strong>biometria, la fenologia riproduttiva e le risorse alimentari<\/strong> delle popolazioni italiane che vivono sulla <strong>Sila (Calabria<\/strong>) e sull\u2019Etna (Sicilia) e le hanno confrontate con le altre popolazioni del Mediterraneo. Tra le varie attivit\u00e0 di studio, ad esempio, sono stati esaminati esemplari maschi e femmine con origine geografica diversa:<strong> Sicilia e Calabria (Sud Italia<\/strong>), Alpi (Nord Italia), Tunisia e Algeria (Nord Africa), Cipro e Isole Baleari (Spagna). <strong>\u00c8 stata condotta anche un\u2019accurata analisi sulla dimensione degli strobili di varie popolazioni di pini<\/strong> (Pinus nigra e Pinus halepensis) presenti in pi\u00f9 contesti dell\u2019area mediterranea (Spagna, Turchia, Grecia, Corsica, Cipro, Marocco, Tunisia e Abruzzo, <strong>Calabria<\/strong> e Sicilia per l\u2019Italia).<\/p>\n<p><strong>I semi dei pini sono il principale nutrimento dei crocieri mediterranei<\/strong>, questi vengono estratti con perizia dal becco incrociato che si fa strada fra le scaglie delle pigne, aperte alla giusta misura per estrarre il pinolo. Le popolazioni nidificanti sull&#8217;Etna e in Calabria in genere, nidificano in inverno, in alcuni anni da novembre a dicembre. <strong>La muta negli adulti si verifica dopo l&#8217;involo e l&#8217;indipendenza dei giovani, tra aprile-maggio e settembre.<\/strong><\/p>\n<h3>La popolazione della Sila<\/h3>\n<p>Ha mostrato una <strong>notevole sedentariet\u00e0<\/strong>, e negli ultimi anni \u00e8 numericamente aumentata, nutrendosi anche di semi di abeti esotici impiantati artificialmente. Questo accurato studio sui crocieri che vivono nelle pinete del Mediterraneo, evidenzia che questi uccelli sono caratterizzati dal fatto che a differenza di quelli centro-nord europei, sono sedentari; questo dipende dal fatto che la disponibilit\u00e0 di semi di pino \u00e8 garantita tutto l\u2019anno. Inoltre, dovendo aprire le scaglie delle pigne di pino d\u2019Aleppo o pino nero (come ad esempio sulla Sila o sull\u2019Etna), si sono differenziati nel corso dei millenni ed hanno un becco pi\u00f9 massiccio di quelli centro europei che vivono a spese di semi di larice o abete. Infine i <strong>crocieri mediterranei sono piuttosto decolorati<\/strong> (maschi perlopi\u00f9 giallo-arancione invece che rossi, femmine grigiastre invece che verdi). Tra le diverse popolazioni di crocieri mediterranei che vivono attualmente nelle tre principali penisole, nelle isole adiacenti e nell&#8217;Africa settentrionale \u00e8 avvenuta separatamente una radiazione evolutiva e questo pu\u00f2 essere dimostrato dalla loro morfometria, dalla sedentariet\u00e0, dalla bioacustica e da alcuni risultati genetici. In pratica le popolazioni mediterranee di crocieri possono essere considerate degli \u201cisolati\u201d, che probabilmente non hanno rapporti fra loro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato un importante studio sui crocieri che vivono nelle pinete del Mediterraneo: in Sila, sull\u2019Etna e a Cipro, popolazioni che meriterebbero una protezione speciale per varie ragioni<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":170572,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[],"class_list":["post-170571","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/170571","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=170571"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/170571\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/170572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=170571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=170571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=170571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}