{"id":171090,"date":"2022-06-16T12:00:18","date_gmt":"2022-06-16T10:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/albegratrice-di-scalea-critiche-sui-social-spesso-ingiuste-lavoriamo-per-i-turisti\/"},"modified":"2023-01-16T17:07:38","modified_gmt":"2023-01-16T16:07:38","slug":"460565-albegratrice-di-scalea-critiche-sui-social-spesso-ingiuste-lavoriamo-per-i-turisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/460565-albegratrice-di-scalea-critiche-sui-social-spesso-ingiuste-lavoriamo-per-i-turisti\/","title":{"rendered":"Albergatrice di Scalea: &#8220;critiche sui social spesso ingiuste, lavoriamo per i turisti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>SCALEA (CS) &#8211; Sono molti gli imprenditori titolari di strutture ricettive spesso vittime dell&#8217;insoddisfazione dei clienti e per questo purtroppo &#8220;marchiati a vita per un post o un tweet critico, non sempre rispondente al vero, che resta impresso nella memoria del web&#8221;. Talvolta infatti, il cliente ritiene di dover segnalare al popolo della rete ogni minimo disservizio, magari manipolando la verit\u00e0 con immagini estrapolate dal loro contesto e con argomentazioni spesso pretestuose. Basta poco per\u00f2, per far s\u00ec che quel giudizio non benevolo rimane accostato, senza alcun riscontro, come un marchio d&#8217;infamia al nome di un albergo sui motori di ricerca. A denunciare il fenomeno \u00e8 <strong>Lucilla De Rose<\/strong>, <strong>imprenditrice che gestisce l&#8217;hotel di famiglia a Scalea, sul tirreno cosentino<\/strong>\u00a0il cui <strong>sfogo \u00e8 stato raccolto dall&#8217;AGI.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La <strong>stagione \u00e8 partita bene<\/strong>, e a dire la verit\u00e0 abbiamo lavoricchiato anche nel periodo del Covid. Abbiamo un bel programma e delle buone prenotazioni e speriamo anche nelle condizioni del mare, che ci dia una mano. In questi giorni \u00e8 molto bello. E <strong>speriamo di poter allungare la stagione anche fino ad ottobre&#8221;.\u00a0<\/strong><\/p>\n<h4>Un&#8217;impresa di famiglia: &#8220;lavoriamo per i turisti&#8221;<\/h4>\n<p>&#8220;Mio padre &#8211; racconta &#8211; compr\u00f2 questa collinetta quando intorno non c&#8217;era nulla, e costru\u00ec qui il suo sogno&#8221;. Una struttura che apre le sue finestre sul mare. Lucilla per\u00f2 \u00e8 amareggiata per aver ricevuto critiche, sui siti dedicati al turismo, che non ritiene giuste: &#8220;Diciamo &#8211; spiega &#8211; che la cosa che ci rende inermi, e questo coinvolge anche tanti altri ristoratori e albergatori, \u00e8 quella della <strong>critica gratuita<\/strong>. Si parte da un mobile che non ti piace nell&#8217;hotel fino alla critica del minimo comportamento che non sembra soddisfacente per il cliente. Spesso sono davvero delle critiche ingiuste\u00a0 &#8211; racconta &#8211; e questo ci rende vulnerabili, ci lascia amareggiati. A volte \u00e8 la grande passione che ci mettiamo a farci andare avanti, senn\u00f2 diremmo &#8216;ma chi me la fa fare&#8230;&#8217;. Ammettiamo che tutti possiamo sbagliare &#8211; dice Lucilla &#8211; e sappiamo bene che chi viene in vacanza debba essere sempre ben accolto e con il sorriso. Ce la mettiamo tutta, con grandi sacrifici &#8211; racconta l&#8217;albergatrice &#8211; ma i motori di ricerca non ci aiutano, se ci criticano anche duramente: dicono che se non sono offese dirette, non possono fare nulla&#8221;.<\/p>\n<h4>Le critiche sul web che restano l\u00ec in eterno<\/h4>\n<p>&#8220;La situazione \u00e8 peggiorata da quando c&#8217;\u00e8 la grande diffusione dei social. Mi ricordo di una signora &#8211; dice Lucilla &#8211; che \u00e8 andata al quarto piano del nostro hotel, dove non ci sono stanze: \u00e8 una sorta di deposito, e non era proprio in ordine. Ha fatto un video e ha fatto credere che quello fosse il corridoio dove c&#8217;era la sua stanza. E sono tanti i colleghi che mi raccontano le stesse avventure, ci sentiamo e commentiamo questi episodi per stemperare l&#8217;amarezza che ci resta, ma non cambia mai niente&#8221;.<\/p>\n<p>Lucilla ha 34 dipendenti nel suo hotel ed ha creato un buon indotto e sinergie con altre strutture del territorio:\u00a0 &#8220;Non ho competenze per parlare del reddito di cittadinanza e sono favorevolissima a dare un aiuto a chi ha bisogno, ma se ti offro un lavoro &#8211; aggiunge &#8211; tu devi bloccare il reddito di cittadinanza, e delle signore che l&#8217;anno scorso lavoravano con noi lo hanno fatto. Voglio precisare che tutte le paghe che diamo &#8211; aggiunge Lucilla &#8211; sono quelle <strong>da contratto nazionale del lavoro<\/strong>. E se poi hai davvero delle competenze e lavori bene, non discuto certo dei 12 euro all&#8217;ora, te ne diamo anche 20 perch\u00e9 la gente \u00e8 contenta. <strong>Per me \u00e8 un falso problema quello della paga<\/strong>, ma <strong>\u00e8 vero che il reddito di cittadinanza, in qualche caso, ci penalizza<\/strong>: se qualcuno arriva anche a 1300 euro tra reddito di cittadinanza, assegni familiari e altro, perch\u00e9 dovrebbe lavorare per me a 1100? E questo succede&#8221;.<\/p>\n<p>Lucilla De Rose lancia un appello: &#8220;Lo sfogo della titolare di un noto hotel sulla costa tirrenica: &#8220;Marchiati a vita per un post o un tweet critico, non sempre rispondente al vero, rimasto impresso nella memoria del web&#8221;, lo voglio ricordare. Io ho vissuto per molti anni a Firenze, &#8211; dice &#8211; e sono tornata in Calabria perch\u00e9 ne sono innamoratissima. Per noi il turista \u00e8 una persona a cui presentare la nostra regione, che penso sia eccezionale.<strong> A volte sbagliamo? Basta dirlo, <\/strong>tranquillamente. Non metteteci per\u00f2 alla berlina. Noi viviamo per far conoscere la nostra terra e quando leggo una critica ingiusta, anche fatta ad un collega, \u00e8 come se attaccassero direttamente me. Noi viviamo per la nostra struttura&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sfogo della titolare di un noto hotel sulla costa tirrenica: &#8220;Marchiati a vita per un post o un tweet critico, non sempre rispondente al vero, rimasto impresso nella memoria del web&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":171091,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28,576],"tags":[19],"class_list":["post-171090","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia","category-tirreno","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171090","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=171090"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171090\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/171091"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=171090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=171090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=171090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}