{"id":171983,"date":"2022-07-01T11:30:51","date_gmt":"2022-07-01T09:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/curato-per-uninfiammazione-ma-era-un-tumore-da-cosenza-a-genova-per-salvare-raffaele\/"},"modified":"2023-01-16T17:08:38","modified_gmt":"2023-01-16T16:08:38","slug":"462925-curato-per-uninfiammazione-ma-era-un-tumore-da-cosenza-a-genova-per-salvare-raffaele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/462925-curato-per-uninfiammazione-ma-era-un-tumore-da-cosenza-a-genova-per-salvare-raffaele\/","title":{"rendered":"Curato per un&#8217;infiammazione ma era un tumore. Da Cosenza a Genova per salvare Raffaele"},"content":{"rendered":"<p>FIRMO (CS) &#8211; <strong>&#8220;Mamma tocco una pallina&#8221;<\/strong>. Sono queste le parole che scandiscono l&#8217;inizio dell&#8217;incubo per la famiglia Vaccaro. A pronunciarle \u00e8 <strong>Raffaele, un ragazzino di 12 anni<\/strong> che, con <strong>mamma Vittoria e pap\u00e0 Nicolino<\/strong>, vive nel cuore montano della Calabria a pochi chilometri da Cosenza, nel piccolo comune di <strong>Firmo<\/strong>, che si riveler\u00e0, in questa storia, popolato da gente dal<strong> cuore grande e solidale.\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3>La tempesta all&#8217;orizzonte<\/h3>\n<p>La tempesta ha inizio <strong>il 24 maggio del 2021,<\/strong> quando Raffaele si accorge di <strong>una pallina tra il collo e clavicola.<\/strong> Ed \u00e8 quello il primo <strong>campanello d&#8217;allarme<\/strong> per mamma Vittoria che, senza perdere tempo, porta &#8220;il piccolo&#8221; in visita dalla pediatra. La dottoressa non ha dubbi: <strong>&#8220;Raffaele ha dei linfonodi ingrossati. Serve un ecografia&#8221;.<\/strong> E&#8217; stato quello, per la famiglia Vaccaro, il primo viaggio della speranza verso Cosenza. Loro, che pensavano di lasciare Firmo quell&#8217;anno, solo per recarsi ad un resort che Raffaele mesi addietro, aveva vinto durante una tombolata. Ma da l\u00ec a poco, la tempesta che era ancora all&#8217;orizzonte,<strong> si sarebbe abbattuta con forza e ferocia su quella famiglia piena d&#8217;amore<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;ecografia non and\u00f2 bene. Mamma Vittoria dovette comunicare a pap\u00e0 Nicolino che <strong>c&#8217;era qualcosa di sospetto.<\/strong> &#8220;Ero preoccupato perch\u00e9, quando si tratta di tuo figlio, vorresti che tutto andasse bene &#8211; dice il padre a quicosenza &#8211; ma mai avrei pensato <strong>a qualcosa di cos\u00ec brutto.<\/strong> Raffaele stava bene non presentava cambiamenti nel suo stato di salute e questo ci rassicurava. <strong>Almeno fino a quel momento<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<h3>&#8220;E&#8217; una semplice infiammazione&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;Il tempo \u00e8 denaro&#8221; come dice un antico detto e <strong>mai proverbio fu pi\u00f9 azzeccato<\/strong> come in quel caso e la famiglia Vaccaro questo lo sapeva bene. Infatti, a pochi giorni da quella prima ecografia, Raffaele era gi\u00e0 catapultato tra le corsie <strong>dell&#8217;Annunziata di Cosenza<\/strong> per approfondire quei linfonodi ingrossati.\u00a0 Dopo ore e ore di attesa il responso: &#8220;\u00e8 una <strong>semplice infiammazione. Iniziamo l&#8217;antibiotico<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Passa una settimana <strong>ma quella &#8220;pallina&#8221; non accenna a ridursi, anzi sembra ancora pi\u00f9 grande.<\/strong> E quindi di corsa nuovamente in ospedale. &#8220;Cambiamo antibiotico&#8221; &#8211; dice la dottoressa a Vittoria e Nicolino. Questa scena si ripeter\u00e0<strong> come un boomerang per tre lunghe settimane<\/strong> senza alcun miglioramento o altro esame prescritto.<\/p>\n<p>Dopo un mese Raffaele ripete l&#8217;ecografia e sono proprio le parole dell&#8217;ecografista <strong>&#8220;vedo qualcosa che non va&#8221; ad allarmare mamma e pap\u00e0<\/strong>. Nicolino, Vittoria e Raffaele a quel punto vogliono vederci chiaro. Salgono in pediatria ma non trovano pi\u00f9 la stessa dottoressa che<strong> per 3 settimane aveva seguito il figlio<\/strong>. <strong>Era in ferie.<\/strong> Al suo posto c&#8217;era una collega, ignara per\u00f2, della storia clinica del 12enne.<\/p>\n<p>&#8220;Vostro figlio sta bene. Guardatelo non ha nulla&#8221;; ma quelle parole non bastano a convincere la famiglia Vaccaro che da &#8220;profani&#8221; in materia medica suggeriscono alla dottoressa, in un mix di ansia e paura, di eseguire una Tac, per scongiurare qualsiasi cosa brutta. La risposta? <strong>&#8220;Ci possiamo organizzare&#8221;.\u00a0<\/strong>Vittoria e Nicolino, dopo un mese di cambi di antibiotici, viaggi da Firmo a Cosenza, risposte vaghe e atteggiamenti superficiali non hanno pi\u00f9 dubbi:<strong> &#8220;andiamo via da questa terra&#8221;.\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3>&#8220;Non siete soli, non siete numeri&#8221;<\/h3>\n<p>Grazie ad un caro amico di famiglia, Raffaele nel giro di quattro giorni \u00e8 a Genova <strong>all\u2019ospedale pediatrico Gaslini<\/strong> con una sola grande missione nel cuore: <strong>combattere e sapere.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Nostro figlio, al Gaslini, <strong>\u00e8 stato rivoltato come un calzino<\/strong> &#8211; dice pap\u00e0 Nicolino &#8211;\u00a0 \u00a0TC, risonanza magnetica, ecografie, PET e intervento&#8221;. Alla fine di estenuanti esami arriva, <strong>in pochi giorni,<\/strong> l&#8217;istologico. <strong>Non \u00e8 un&#8217;infiammazione<\/strong> come dicevano a Cosenza: \u00e8<strong>\u00a0il linfoma di Hodgkin. <\/strong>Un tumore rarissimo che in Italia colpisce circa 4 persone su 100.000 abitanti. <strong>Raffaele \u00e8 al quarto stadio con metastasi al polmone. Un fulmine che dilania il cuore di una mamma e di un pap\u00e0.\u00a0<\/strong>Lacrime e paure.<\/p>\n<p>&#8220;In un secondo mi \u00e8 caduto il mondo addosso &#8211; dice mamma Vittoria -. Ho avuto una crisi di pianto disperato davanti ai medici. L&#8217;unica cosa che riuscivo a dire era: siamo soli. Come facciamo?&#8221;. Ma sola, questa famiglia, non era perch\u00e8 al Gaslini Raffaele, Vittoria e Nicolino sono stati accolti, abbracciati, supportati, salvati. <strong>&#8220;Non siete soli, &#8211; hanno detto i medici &#8211; non siete numeri: ora siamo noi la vostra famiglia&#8221;.\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3>In piena traversata<\/h3>\n<p>Alla diagnosi sono seguiti <strong>6 durissimi cicli di chemioterapia.<\/strong> Sei mesi interminabili nei corridoi di quel luogo intriso di speranza, in cui le lacrime si mescolavano quotidianamente <strong>all\u2019amore e ai sorrisi dei medici e di tutto lo staff sanitario.<\/strong>\u00a0 Mesi in cui, questa adorabile famiglia del Sud, ha dovuto combattere tra farmaci, caduta di capelli, pianti, forza e tanto coraggio per affrontare tutte le difficolt\u00e0 connesse al ricovero di un figlio, che con tutto se stesso, si \u00e8 aggrappato alla vita lontano dagli affetti cari e in una terra che non era casa, ma che poi lo \u00e8 diventata.<\/p>\n<p><strong>Oggi Raffaele \u00e8 tornato a Firmo.<\/strong> Ma cosa sarebbe successo se non fosse andato a Genova? se avesse dato fiducia a quella dottoressa? <strong>\u00e8 accettabile la leggerezza quando \u00e8 tuo figlio ad ammalarsi di cancro?\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3>A Raffaele e a chi, come lui, \u00e8 un &#8216;eroe senza mantello&#8217;<\/h3>\n<p>Raffaele con i suoi bellissimi occhi grandi e profondi, nonostante il calvario della malattia, <strong>\u00e8 riuscito a finire la scuola con ottimi risultati<\/strong>. I prossimi mesi per lui, saranno scanditi da esami e controlli serrati, perch\u00e9 come dicono mamma e pap\u00e0:<strong> &#8220;mai abbassare la guardia&#8221;.<\/strong> Il sogno di Raffaele \u00e8 quello di diventare <strong>un designer di auto<\/strong>. Pap\u00e0 Nicolino invece vorrebbe diventasse un medico; bravo come uno di quelli che l&#8217;ha salvato.<\/p>\n<p>Di una cosa noi siamo certi, qualsiasi cosa far\u00e0 Raffaele, sentiremo ancora parlare di <strong>questo ragazzino prodigio.\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa sarebbe successo se Raffaele non fosse andato a Genova? \u00c8 accettabile la leggerezza quando \u00e8 tuo figlio ad ammalarsi di cancro?\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":60,"featured_media":171984,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[19,135],"class_list":["post-171983","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia","tag-copertina","tag-video"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171983","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/60"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=171983"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171983\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/171984"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=171983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=171983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=171983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}