{"id":172540,"date":"2022-07-12T04:50:08","date_gmt":"2022-07-12T02:50:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/frank-morris-lazienda-ospedaliera-di-cosenza-condannata-a-pagare-per-la-sua-morte\/"},"modified":"2023-01-16T17:09:16","modified_gmt":"2023-01-16T16:09:16","slug":"464493-frank-morris-lazienda-ospedaliera-di-cosenza-condannata-a-pagare-per-la-sua-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/464493-frank-morris-lazienda-ospedaliera-di-cosenza-condannata-a-pagare-per-la-sua-morte\/","title":{"rendered":"Morte di Frank Morris, Azienda Ospedaliera di Cosenza condannata a pagare"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il Tribunale di Cosenza ha condannato l<strong>\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza<\/strong> ad un risarcimento dei danni per svariate centinaia di migliaia di euro per la morte di <strong>Francesco Morrone<\/strong>, meglio conosciuto come <strong>Frank Morris<\/strong>, avvenuta nel 2017 all\u2019interno del nosocomio bruzio. La sentenza ha dato ampio conto dei<strong> lamenti dei familiari del chitarrista<\/strong>, gi\u00e0 rappresentati ed accolti dalla Procura di Cosenza.<\/p>\n<h4>La vicenda<\/h4>\n<p>In particolare il Tribunale ha tracciato un quadro allarmante della vicenda, specificando che \u201c&#8230;\u00e8 pacifico, sulla base della documentazione in atti, che <strong>Morrone Francesco sia deceduto in data 10.6.2017 presso l\u2019Ospedale civile di Cosenza,<\/strong> dove veniva trasportato dal 118, a seguito di tentato suicidio presso la struttura dove si trovava agli arresti domiciliari (come confermato anche dai testi escussi). Il paziente era, quindi, sottoposto a colloquio psicologico, <strong>il quale evidenziava l\u2019assenza di disturbi psicopatologici, salvo disturbi \u201cd\u2019anima\u201d e della personalit\u00e0,<\/strong> con necessit\u00e0 tuttavia di rivalutazione. Il paziente restava, quindi, in osservazione presso il <strong>Pronto Soccorso dell\u2019Ospedale di Cosenza,<\/strong> fino al decesso avvenuto alle ore 5:55 del 10 giugno 2017.<\/p>\n<div id=\"attachment_464602\" style=\"width: 435px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-464602\" class=\"wp-image-464602\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/frank-morris.jpg\" alt=\"\" width=\"425\" height=\"263\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-464602\" class=\"wp-caption-text\"><em>Frank Morris<\/em><\/p><\/div>\n<p>\u00c8 altrettanto pacifica, quindi, \u201c&#8230;la sussistenza di una colpa \u2013 peraltro grave &#8211; <strong>in capo ai sanitari che lo ebbero in cura nei giorni 9\/10 giugno 2017,<\/strong> posto che il medesimo Morrone era certamente ed intuitivamente soggetto a rischio suicidio (tanto da essere stato portato in Pronto Soccorso proprio per aver tentato di togliersi la vita presso la struttura ove si trovava agli arresti domiciliari) e <strong>alcuna adeguata vigilanza era garantita nei suoi confronti nel tempo in cui restava presso la struttura sanitaria<\/strong>: il Morrone, infatti, era lasciato in osservazione in Pronto Soccorso e sottoposto a visita solo alle 21:15, <strong>per poi gettarsi da un parapetto<\/strong> (privo, peraltro, di delimitazioni di sicurezza) circa 8 ore dopo&#8230;. appare evidente la violazione del protocollo per la prevenzione del suicidio del paziente in ospedale (prodotto da parte attrice), non essendo stato predisposto nei suoi confronti alcun sistema di monitoraggio o di cautela, anche minima, <strong>finalizzati ad evitare il ripetersi del proposito suicidiario,<\/strong> manifestatosi solo qualche ora prima presso la struttura<strong> dove il Morrone si trovava ricoverato.<\/strong><\/p>\n<p>N\u00e9 sussistono elementi per dire che il paziente non fosse a rischio suicidio, dato il motivo del ricovero e la diagnosi per nulla tranquillizzante fatta in sede di consulenza psicologica,<strong> in quanto il medico incaricato, pur escludendo patologie, indicava il paziente come \u201cda rivalutare\u201d<\/strong> &#8230;. n\u00e9 pu\u00f2 rilevare il fatto che non vi fossero posti letto disponibili nel reparto di psichiatria nell\u2019A.O. di Cosenza o in altri centri psichiatrici nelle vicinanze, in quanto anche la scelta di mantenere il paziente \u201cin osservazione\u201d<strong> implicava un obbligo di vigilanza in capo alla struttura sanitaria,<\/strong> in presenza, come detto, di un soggetto a fortissimo rischio suicidio&#8230;\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_323447\" style=\"width: 352px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-323447\" class=\"wp-image-323447\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Avvocato-Coppa.jpg\" alt=\"L&#039;avv. Massimiliano Coppa\" width=\"342\" height=\"234\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-323447\" class=\"wp-caption-text\"><em>L&#8217;avv. Massimiliano Coppa<\/em><\/p><\/div>\n<h3>La tesi del suicidio<\/h3>\n<p>Le tesi tracciate dal Tribunale ripercorrono quanto gi\u00e0 evidenziato dalla Procura di<strong> Cosenza che ha chiesto ed ottenuto<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15575\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> il rinvio a giudizio di tutti i medici<\/a><\/strong> che a vario titolo si occuparono incautamente del paziente, essendo gi\u00e0 fissata l\u2019udienza dibattimentale dinanzi al Tribunale Penale di Cosenza. I familiari sono assistiti sia in sede civile che <strong>penale dall\u2019avvocato Massimiliano Coppa<\/strong> coadiuvato <strong>dall\u2019ingegnere Fabrizio Coscarelli,<\/strong> i quali hanno sottoposto sia al Tribunale Civile che a quello Penale un corposo dossier su tutte le probabili cause <strong>che hanno determinato il decesso per morte violenta di Francesco Morrone.<\/strong> Gli argomenti, quindi, sono risultati fondati sia in sede civile che penale determinando l\u2019affermazione di responsabilit\u00e0 della<strong> Struttura Ospedaliera e dei medici suoi dipendenti<\/strong> (come affermato nella sentenza civile) le cui condotte \u2013 per la responsabilit\u00e0 penale \u2013 sono ancora<strong> al vaglio del Tribunale in sede penale.<\/strong> Suicidio o non suicidio, \u00e8 stato accertato che il paziente non fu vigilato dai medici che lo presero in cura e mor\u00ec per loro colpa.<\/p>\n<p>In definitiva le condotte difettuali ipotizzate e documentate dall\u2019avvocato Coppa <strong>sono risultate accertate ed involgono comportamenti omissivi posti in essere non solo da chi aveva l\u2019obbligo di vigilare sul paziente,<\/strong> per altro detenuto, e preso in carico dall\u2019Ospedale di Cosenza con un preciso obbligo giuridico di garanzia di tutela sulla sua salute ed incolumit\u00e0 come medici e primario di reparto, ma anche da parte di figure apicali a capo dell<strong>\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza<\/strong> e dei suoi servizi tecnici, individuate per documentato e conclamato deficit organizzativo. Detta circostanza \u00e8 ancor di pi\u00f9 aggravata dal fatto che le ragioni del trasporto d\u2019urgenza mediante 118 dalla Comunit\u00e0 Terapeutica Regina Pacis di Torano Castello all\u2019Ospedale<strong> di Cosenza risiedevano nella impossibilit\u00e0 di gestione del paziente successivamente preso in carico dal P.S. dell\u2019Ospedale di Cosenza<\/strong> che non ottemperava a quegli obblighi di vigilanza, terapia e contenzione, oltre al collocamento immediato del paziente all\u2019interno di locali idonei ed adatti alla propria condizione clinica al momento del ricovero, anche <strong>alla luce dell\u2019obbligo di sorveglianza incombente sulla struttura sanitaria ospitante.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Suicidio o non suicidio? 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