{"id":174263,"date":"2022-08-12T07:00:48","date_gmt":"2022-08-12T05:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/liceo-telesio-laltra-storia-lettera-aperta-di-100-fra-docenti-e-personale-ata\/"},"modified":"2023-01-16T17:11:12","modified_gmt":"2023-01-16T16:11:12","slug":"469222-liceo-telesio-laltra-storia-lettera-aperta-di-100-fra-docenti-e-personale-ata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/469222-liceo-telesio-laltra-storia-lettera-aperta-di-100-fra-docenti-e-personale-ata\/","title":{"rendered":"Liceo Telesio &#8220;l\u2019altra storia&#8221;. Lettera aperta di 100 fra docenti e personale ATA"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata da 100 fra docenti e personale ATA del liceo Classico &#8220;Bernardino Telesio&#8221; sulla questione relativa al t<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15815\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rasferimento di 18 classi<\/a> nell\u2019istituto delle \u201cex Canossiane&#8221; che vede contrari studenti e famiglie. A loro replicano con una lunga lettera docenti e personale scolastico.<\/p>\n<p>La LETTERA &#8211; &#8220;Esistono sempre ragioni perch\u00e9 le cose accadono. Ragioni che maturano da orientamenti, prospettive, direzioni, storie. <strong>La storia del Telesio \u00e8 antica e complessa<\/strong>, complessa perch\u00e9 antica e perch\u00e9 le ragioni della tradizione abbisognano di attenzione, cura, lungimiranza, forse persino visionariet\u00e0, nel tentativo di coniugare il passato con le dinamiche del presente. Tradizioni e storie si vivificano proficuamente, nelle loro ragioni fondanti, attraverso una tensione costante che ricerchi e rinnovi criticamente e sapientemente il rapporto tra quelle origini e le originalit\u00e0 di nuovi tempi. La storia, la cultura non si definiscono mai come staticit\u00e0, come ripetizione di un identico, le idee sono sempre in movimento e non dovrebbero ammettere compiacimenti nella provincia del presente. Le poche note di premessa intendono gi\u00e0 definire un orientamento che ci anima al riguardo di un dibattito che coinvolge in modo problematico la nostra comunit\u00e0 scolastica. <strong>Da diversi mesi si chiede al Liceo Classico Bernardino Telesio quali siano le ragioni di alcune scelte e cambiamenti in atto<\/strong>, come esso intenda innervare le trasformazioni, di cui Dirigente e Amministrazione, docenti e personale ATA sono stati interpreti e promotori, con l\u2019eredit\u00e0 cos\u00ec preziosa di un\u2019istituzione avvertita evidentemente dalla citt\u00e0 e dal suo territorio quale patrimonio di identit\u00e0 culturale comune. Tante generazioni e memorie e storie, forse anche interessi, sembrano insistere su questo spazio culturale, reale e in certo senso anche figurato, da renderlo cos\u00ec attenzionato. Vorremmo intanto avvertire circa la pericolosit\u00e0, da sempre, nella storia, di declinare il sostantivo identit\u00e0 al singolare&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Il Telesio non \u00e8, e non vorremmo che lo fosse, un\u2019identit\u00e0 singola<\/strong>, non \u00e8 la sola figura del Dirigente Scolastico Antonio Iaconianni, n\u00e9 solo quella dei 97 docenti non firmatari della recente lettera aperta di 26 colleghi, n\u00e9 naturalmente solo quella di questi ultimi, contrari alla dislocazione di alcune classi nella sede delle Canossiane. Docenti e amici mossi certamente da spirito leale e fattivo ai quali va, e andrebbe se anche si trattasse di uno soltanto di contro ai cento, l\u2019attenzione e il rispetto per la scelta di indirizzi diversi e per una volont\u00e0 di dire che evidentemente ha creduto di non trovare le giuste sedi e modalit\u00e0 nel dibattito interno dell\u2019Istituto. I<strong>l Telesio ha piuttosto storie, identit\u00e0 ed eredit\u00e0 plurime<\/strong>, intanto quella di figure che dal passato rappresentano ancora interlocutori vivi e presenti nel nostro immaginario intellettuale come nel nostro quotidiano agire. Il Telesio ha poi una sua vivace coscienza in tutta quella pluralit\u00e0 di voci costantemente a confronto oggi, senza piaggeria o timori reverenziali, convinte o meno della bont\u00e0 e proficuit\u00e0 di alcuni indirizzi promossi dal Dirigente e dal liceo. Forse \u00e8 anche per questa articolata diversificazione del dibattito, per una costitutiva e intrinseca variet\u00e0 e complessit\u00e0 di dinamiche e personalit\u00e0, che pure hanno fatto la fortuna ed una certa \u2018grandezza\u2019, consentite, del <strong>Telesio, oggi si pongono cos\u00ec in evidenza una serie di pubbliche polemiche<\/strong>. Polemiche che certo preoccupano anche se potrebbero paradossalmente persino lusingare, dal momento che nessuna delle scelte di altri istituti, o decisioni interne, o allestimento di necessarie nuove sedi in cui sono attualmente coinvolte tutte le scuole della citt\u00e0 hanno suscitato tanto clamore e volont\u00e0 di indagine, fomentato pareri e sentenze di soggetti temiamo non autenticamente consapevoli della realt\u00e0 di questioni e motivazioni che sostengono alcune decisioni. <strong>Con grande salute del confronto sempre fondante di una istituzione culturale, desideriamo<\/strong> offrire ora la prospettiva di tanti altri docenti, del personale del Telesio e delle numerosissime famiglie, la maggior parte, che ci hanno contattato e che continuano, anche in questi giorni come in quelli della famigerata occupazione, ad offrire plauso e sostegno al nostro lavoro. L\u2019intenzione non \u00e8 quella di una mera difesa \u2013 n\u00e9 ci saranno altre repliche da parte nostra a qualsiasi ulteriore polemica &#8211; ma <strong>la condivisione di un\u2019altra storia dell\u2019attuale liceo Telesio di contro a quella che sembra emergere da alcune pagine di giornali e da parziali analisi di blog e passaparola di piazza<\/strong>. Il ritardo di tale scelta non si motiva n\u00e9 da prolungato disorientamento n\u00e9 da sprezzatura, ma da una volont\u00e0 di maturazioni di tempi e dalla ricerca di un garbo di analisi e confronto che non appaia animato dalle logiche frettolose, negli ultimi mesi, di un botta e risposta a caldo e risentito. L\u2019<strong>altra storia del Telesio, mai superflua forse da ricordare, riguarda intanto la crescita esponenziale, negli ultimi anni, della comunit\u00e0 scolastica e dell\u2019offerta formativ<\/strong>a insieme alle numerose e significative iniziative promosse dal liceo ai fini di una diversificazione delle occasioni culturali per studenti coinvolti in progetti, conferenze, stage, concorsi, attivit\u00e0 seminariali e laboratoriali. Un percorso che ha mostrato con evidenza le capacit\u00e0 dirigenziali come l\u2019impegno vocazionale e intellettuale di tutti i docenti e del personale scolastico del liceo&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>L\u2019altra storia riguarda l\u2019idea della creazione di un polo culturale nel centro storico costituito dal Liceo Telesio insieme al Convitto Nazionale, all\u2019Istituto delle Canossiane e alla Biblioteca Stefano Rodot\u00e0<\/strong>. Un centro di istruzione che coinvolgesse nel suo curricolo, come era gi\u00e0 nel mondo classico, la formazione del discente dall\u2019infanzia fino alla maturit\u00e0. Un luogo di studi che dal cuore antico della citt\u00e0 dialogasse, attraverso un ideale ponte culturale, con la citt\u00e0 moderna e l\u2019Universit\u00e0. <strong>L\u2019altra storia \u00e8 certo una narrazione diversa rispetto alla vulgata degli ultimi mesi sulla nascita di quella che invece appare con suggestiva evidenza una bella e funzionale succursale<\/strong>, ubicata nel pregevole edificio delle Canossiane, a due passi dalla vecchia sede, approntata in tutte le necessit\u00e0 e specificit\u00e0 richieste ad un istituto scolastico. Un ambiente dotato di impianti forse unici rispetto ad altre scuole del Paese e non meno di una plurivisionata documentazione di idoneit\u00e0 alle funzioni a cui \u00e8 stata destinato. Un recupero attraverso il quale il liceo Telesio vuole contribuire, tra l\u2019altro, alla valorizzazione di aree significative del centro storico, consegnando alle nuove generazione il senso della custodia e del necessario salvataggio del patrimonio artistico e monumentale della propria citt\u00e0. Da questo punto di vista l<strong>e Canossiane non rappresentano solo una nuova sede<\/strong>, ma racchiudono e rinnovano tra le sale, il suggestivo cortile, la mirabile cappella che costituir\u00e0 una diramazione della Biblioteca Stefano Rodot\u00e0, le decisive significazioni di una scuola che estende le sue operazioni culturali, senza timori o miopie, su diversi poli di un\u2019area territoriale, quella del centro storico della citt\u00e0, dove agiscono gi\u00e0, spesso in sinergia con il liceo, il Museo dei Brettii e degli Enotri, l\u2019Accademia Cosentina, la Biblioteca Civica e quella Nazionale, il Centro di Studi Telesiani, il Museo Diocesano, la Pinacoteca e la sede operativa del Premio Sila. Liceo Telesio e Canossiane costituiscono dunque il simbolo di percorsi culturali che si diversificano, si potenziano, si articolano sul territorio. Consideriamo perci\u00f2 <strong>sterili le interrogazioni che riguardano la nuova collocazione di una parte del liceo Telesio nei locali dell\u2019ex convento, soprattutto in ragione delle ultime scelte, maturate da ponderate decisioni condivise da un Consiglio d\u2019Istituto<\/strong> che comprende tutte le parti coinvolte: Dirigenza, docenti, famiglie, amministrazione. Il Telesio d\u2019altra parte non \u00e8 solo uno o pi\u00f9 edifici, ma cultura. E la cultura, in ogni tempo, \u00e8 \u2018trasportabile\u2019, attraversa epoche e luoghi, configura di certo ponti e non mura che possano limitarne la portata. Il valore che riconosciamo alla nostra docenza e ad ogni altro sapere non pu\u00f2 certo disperdersi nei 500 metri di distanza da un edificio all\u2019altro. Se la storia ha un senso, se promuove un insegnamento \u00e8 quello di indurci a non trascurare l\u2019evidenza che solo le culture, cos\u00ec come i popoli, strenuamente arroccati nei loro confini subiscono processi di involuzione e isterilimento. E certo <strong>il Telesio ha lunga storia anche per la sua antica vocazione alla mobilit\u00e0<\/strong>, per quei movimenti transitori dovuti a contingenze temporanee, alle uscite e ai rientri, dalla Casa delle Culture al Liceo vecchio ai magazzini di via Acri alla nuova sede, che ha gi\u00e0 ospitato l\u2019Istituto Alberghiero e ora il Convitto Nazionale in una logica essenziale di inclusione e diversificazione delle operazioni culturali. <strong>La storia di cui il Telesio si fregia non \u00e8 ascrivibile ai suoi mattoni<\/strong> ma ad un sapere antico come a personalit\u00e0 che operano in direzione della trasmissione di saperi e valori capaci di migrare ben oltre il perimetro di un\u2019aula. L\u2019altra storia, in definitiva, riguarda un Telesio di certo pi\u00f9 coeso di quello che si vorrebbe fare apparire, un luogo non di malcontento generale o lotte intestine, ma una comunit\u00e0 che ha voglia di affrontare con slancio operativo, e anche senso di sacrificio, le difficolt\u00e0 logistiche, di non semplice gestione, legate alle necessarie operazioni di ristrutturazione del vecchio edificio e di quello del Convitto Nazionale<strong>. Noi crediamo che la storia e le ragioni del Telesio<\/strong> siano quelle di uno spazio etico che non sentiamo confinato e neanche violato dall\u2019inclusione del Convitto o dalla dislocazione della nostra funzione docente in altri luoghi, ma valorizzato da uno spirito comunitario e da una volont\u00e0 di trasmissione che ci animano al di l\u00e0 di divisioni o diatribe di cui sono gi\u00e0 pieni i social e il mondo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si torna sulla questione relativa al trasferimento di 18 classi. &#8220;La storia di cui il Telesio si fregia non \u00e8 ascrivibile ai suoi mattoni&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":174264,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19],"class_list":["post-174263","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=174263"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174263\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/174264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=174263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=174263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=174263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}