{"id":174379,"date":"2022-08-14T16:47:38","date_gmt":"2022-08-14T14:47:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cinquanta-anni-fa-il-ritrovamento-dei-bronzi-di-riace\/"},"modified":"2023-01-16T17:11:19","modified_gmt":"2023-01-16T16:11:19","slug":"469519-cinquanta-anni-fa-il-ritrovamento-dei-bronzi-di-riace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/469519-cinquanta-anni-fa-il-ritrovamento-dei-bronzi-di-riace\/","title":{"rendered":"Cinquanta anni fa il ritrovamento dei Bronzi di Riace"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Ha rappresentato una delle figure centrali, anche se quasi dimenticata, nella vicenda che ha segnato un punto di svolta nella storia e<strong> nel patrimonio dell&#8217;archeologia ellenistica in Calabria e non solo: il ritrovamento e il recupero dei Bronzi di Riace.<\/strong><\/p>\n<p>Avrebbe compiuto cento anni, nell&#8217;anno<strong> in cui si celebra il cinquantesimo di quell&#8217;evento straordinario avvenuto il 16 agosto del 1972 nella spiaggia di Riace Marina,<\/strong> sullo Ionio reggino, Giuseppe Foti all&#8217;epoca soprintendente archeologico regionale.Ad aggiungere un ulteriore tassello al mosaico dei racconti di quelle giornate straordinarie \u00e8 la testimonianza del figlio del soprintendente Foti, Alessandro, a<strong>ll&#8217;epoca poco pi\u00f9 che ventenne, e che ha vissuto assieme al genitore quelle fasi concitate ed esaltanti.<\/strong><\/p>\n<h3>Calabria, i 50 anni dal ritrovamento dei bronzi di Riace<\/h3>\n<p>&#8220;Mio padre era un calabrese al cento per cento &#8211; dice Alessandro Foti &#8211; e in<strong> quell&#8217;agosto del &#8217;72 di ritorno da un viaggio in nave lungo le coste del Mar Nero fatto in famiglia<\/strong>, ricordo ancora gli occhi di mio padre accesi di contentezza mista a stupore e meraviglia davanti alle foto delle due statue che avrebbero dato nuova vita al museo di Reggio Calabria. Durante quel viaggio tra Odessa e la Crimea, quando possibile, pap\u00e0 era stato in contatto telefonico con gli operatori del recupero ma vedendo quelle immagini non era riuscito a trattenere la forte emozione&#8221;. <strong>Giuseppe Foti era tornato in Calabria, prima lavorava a Villa Giulia a Roma, nel dicembre del &#8217;60 come direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio<\/strong> e poi era stato nominato Soprintendente archeologico per la Calabria. Rimase in carica fino al 30 giugno dell&#8217;81, giorno della sua morte a soli 59 anni&#8221;.<\/p>\n<p>Ricordi che riaffiorano a mezzo secolo di distanza. Un fatto non da poco, la scoperta fatta a 200 metri dalla spiaggia e ad una profondit\u00e0 di 8 metri, dal sub romano Stefano Mariottini che, durante un&#8217;immersione, aveva scorto le due statue parzialmente coperte dalla sabbia.<strong> Le opere, risalenti con tutta probabilit\u00e0 alla met\u00e0 del V sec. a.C. e alte rispettivamente 1,98 e 1,97 metri, certamente realizzate ad Argo nel Peloponneso come venne poi accertato dall&#8217;analisi<\/strong> delle terre di fusione, una volta recuperate, si presentarono in un eccellente stato di conservazione. &#8220;Riconobbe le due statue come creazioni della bronzistica greca da ascriversi alla grande tradizione artistica del V sec. a.C. &#8211; aggiunge ancora Alessandro Foti &#8211; <strong>e dopo il primo intervento per la desalinizzazione nella Soprintendenza calabrese,<\/strong> per il restauro scelse il laboratorio della Soprintendenza archeologica della Toscana. Cos\u00ec nel 1975 i guerrieri furono trasportati a Firenze dove c&#8217;erano attrezzature e personale con esperienza nel campo della conservazione dei reperti metallici di provenienza archeologica&#8221;.<\/p>\n<h3>I 50 anni dei bronzi di Riace, &#8216;l&#8217;emozione di mio padre&#8217;<\/h3>\n<p>Le attivit\u00e0 di restauro furono complesse, durarono otto lunghi anni, e si conclusero con una prima esposizione a Firenze (dicembre 1980-gennaio 1981) e poi a Roma al Quirinale (giugno-luglio 1981). <strong>A quel punto scoppi\u00f2 il fenomeno &#8220;Bronzi&#8221;<\/strong>. &#8220;Quello che ho molto vivo nel ricordo &#8211; prosegue Foti &#8211; \u00e8 l&#8217;impegno e la determinazione che mio padre profuse per il ritorno delle due statue in Calabria dove finalmente arrivarono per non pi\u00f9 ripartire&#8221;. Nelle parole di Foti traspare un velo di rammarico. &#8220;Prima della ristrutturazione del Museo di Reggio &#8211; dice &#8211; c&#8217;era una sala di archeologia subacquea dedicata a mio padre, dopo i lavori \u00e8 stata cancellata.<strong> Adesso non c&#8217;\u00e8 nemmeno una targhetta.<\/strong> Posso solo sperare che la Calabria, la sua Calabria non dimentichi una figura di cui pu\u00f2 e deve andare fiera&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I ricordi del figlio del Soprintendente archeologico dell&#8217;epoca:&#8221;L&#8217;emozione di mio padre. 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