{"id":175347,"date":"2022-09-01T12:30:54","date_gmt":"2022-09-01T10:30:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-nel-calderone-del-sistema-politici-imprenditori-e-professionisti\/"},"modified":"2023-01-16T17:12:25","modified_gmt":"2023-01-16T16:12:25","slug":"472129-cosenza-nel-calderone-del-sistema-politici-imprenditori-e-professionisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/472129-cosenza-nel-calderone-del-sistema-politici-imprenditori-e-professionisti\/","title":{"rendered":"Cosenza: nel calderone del &#8216;Sistema&#8217; finiscono politici, imprenditori e professionisti"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Un <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15920\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">terremoto politico-mafioso<\/a> vero e proprio quello che stamattina ha interessato le citt\u00e0 di Cosenza e Rende. In manette sono finiti uomini dei clan cosentini, ma anche imprenditori, professionisti e amministratori locali. Spicca il nome del sindaco di Rende, <strong>Marcello Manna, 64 anni,<\/strong> posto ai domiciliari nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta della Dda di Catanzaro contro le cosche cosentine della &#8216;ndrangheta, ed eletto primo cittadino nel maggio del 2019.<\/p>\n<h4>Manna accusato di &#8220;Scambio elettorale politico-mafioso&#8221;<\/h4>\n<p>Questa l&#8217;accusa mossa dalla Dda di Catanzaro nei confronti di Marcello Manna, sindaco di Rende e presidente dell&#8217;Anci Calabria. Il gip distrettuale ha disposto gli arresti domiciliari per il primo cittadino. Esigenze cautelari, scrive nell&#8217;ordinanza, &#8220;desumibili dalle modalit\u00e0 del fatto (<strong>aver stretto un patto di scambio elettorale politico-mafioso con membri apicali della criminalit\u00e0 organizzata)<\/strong> e dalla personalit\u00e0 dell&#8217;indagato che, seppur incensurato, ha dimostrato predisposizione a delinquere scendendo a patti con membri di <strong>un&#8217;associazione mafiosa, in particolare col gruppo D&#8217;Ambrosio<\/strong>&#8220;. La Dda cita, a supporto della tesi, le dichiarazioni del pentito Adolfo Foggetti, che &#8220;costituiscono un ulteriore elemento a fondamento della sussistenza delle esigenze cautelari, evocando contatti duraturi nel tempo con la criminalit\u00e0 organizzata cosentina&#8221;<strong>. Le parole di Foggetti si riferiscono alla campagna elettorale per le Comunali di Rende del 2014<\/strong>. &#8220;Tutti gli appartenenti al clan federato Rango-Zingari e Lanzino-Ru\u00e0 &#8211; afferma il collaboratore di giustizia &#8211; si sono mobilitati per fare la campagna elettorale all&#8217;avvocato Manna, ad eccezione di Maurizio Rango, il quale da me interpellato e richiesto sul punto ebbe a riferirmi che i suoi familiari e\/o parenti residenti in Rende erano particolarmente legati a Principe&#8221;. <strong>Foggetti rievoca il sostegno, a suo dire, offerto al penalista e dice che sarebbe stato &#8220;ringraziato da Marcello Manna in persona per l&#8217;impegno elettorale profuso<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<h4>L&#8217;accusa della Dda &#8220;De Cicco collegato con cosche&#8221;<\/h4>\n<p>\u00c8 accusato di associazione per delinquere semplice aggravata dal metodo mafioso e intestazione fittizia, <strong>l&#8217;assessore alla manutenzione e decoro urbano di Cosenza Francesco De Cicco<\/strong>. Nel corso dell&#8217;operazione antimafia operata questa mattina dalla Dda di Catanzaro, al politico \u00e8 stata applicata la misura degli arresti domiciliari. &#8220;De Cicco &#8211; scrive il gip -, seppure sostanzialmente incensurato, ha dimostrato una significativa proclivit\u00e0 a delinquere, nonch\u00e9 <strong>collegamenti con la criminalit\u00e0 organizzata<\/strong> (di lui ne parlano financo alcuni collaboratori di giustizia) <strong>mettendosi a disposizione anche di membri apicali (quali Piromallo)<\/strong>. Emerge, quindi, una personalit\u00e0 incline alla commissione di delitti gravi tutelabile esclusivamente con una misura custodiale, in particolare quella degli arresti domiciliari, idonea a interrompere i predetti collegamenti&#8221;.<\/p>\n<p>Il collaboratore di giustizia Silvio Gioia afferma che Daniele Chiaradia (elemento di spicco del gruppo Chiaradia-Orlando, ndr) e Mario Piromallo (appartenete al clan Patitucci-Porcaro, ndr) avevano un rapporto diretto e che &#8220;Chiaradia e Mario Gervasi gestivano una<strong> societ\u00e0 di Gaming<\/strong> (Gechi Games) anche a Malta, e che l&#8217;avvio era stato possibile grazie ai finanziamenti elargiti da Piromallo, il quale li affiancava nella gestione servendosi dello schermo societario per<strong> riciclare il denaro di provenienza illecita<\/strong>&#8220;. In questo contesto si inserisce Francesco De Cicco, assessore del Comune di Cosenza, il quale &#8211; sostiene il collaboratore &#8211; &#8220;era legato sia al Chiaradia che al Gervasi, i quali gli riconoscevano il 45% degli utili, e che avendo il<strong> vizio del gioco aveva contratto debiti pari a euro 200mila<\/strong> euro con entrambi e indirettamente col Piromallo&#8221;.<\/p>\n<h4>Assessore Munno e sindaco Manna &#8220;favori a cosche per pacchetto di voti&#8221;<\/h4>\n<p>Ai domiciliari<strong> anche l&#8217;Assessore ai lavori pubblici, manutenzioni, e rapporti con la Rende Servizi srl del Comune di Rende Pino Munno<\/strong> (anche per lui l&#8217;accusa della DDA sarebbe quella di aver ottenuto voti in cambio della gestione di alcuni beni) mentre tra <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15921\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gli arrestati<\/a> figura anche l&#8217;imprenditore <strong>Ariosto Artese fratello dell&#8217;assessore di Rende<\/strong>.\u00a0Un contributo importante alle attivit\u00e0 investigative sarebbe arrivato anche da alcuni <strong>collaboratori di giustizia<\/strong> tra cui Daniele Lamanna, Adolfo Foggetti e Franco Pino. Infine nell&#8217;inchiesta \u00e8 finito anche l&#8217;imprenditore dell&#8217;Alto Tirreno cosentino <strong>Agostino Briguori<\/strong>, soprannominato &#8220;Berlusconi&#8221;, ritenuto il braccio economico del gruppo riconducibile a Roberto Porcaro.<\/p>\n<p>&#8220;In cambio di un <strong>cospicuo pacchetto di voti, recuperato dal gruppo &#8216;ndranghetista<\/strong>, Munno e Manna, relativamente ai rispettivi ruoli pubblici, avrebbero favorito la sotto-articolazione &#8216;Gruppo D&#8217;Ambrosio&#8217;, mediante l&#8217;aggiudicazione di gare (in primis l&#8217;affare del &#8216;palazzetto&#8217;) e assicurando un perpetuo trattamento di favore comprensivo di lavori di urbanistica e di favoritismi lavorativi, nonch\u00e9 una serie di utilit\u00e0 (date\/promesse) che, come detto, determinavano i D&#8217;Ambrosio a rinunciare ai classici 100 euro per voto&#8221;. Cos\u00ec scrive il <strong>gip distrettuale di Catanzaro Alfredo Ferraro nell&#8217;ordinanza<\/strong> che ha portato gli arresti domiciliari per entrambi i politici. Secondo il giudice, il sindaco di Rende Marcello Manna e l&#8217;assessore ai lavori pubblici Pino Munno &#8211; anche lui come il sindaco accusato di scambio elettorale politico-mafioso nell&#8217;inchiesta che stamani ha portato a 202 misure cautelari da parte della Dda di Catanzaro &#8211; avrebbero stretto accordi con il gruppo criminale D&#8217;Ambrosio.<\/p>\n<p>La Dda di Catanzaro evidenzia come Adolfo D&#8217;Ambrosio, componente apicale del gruppo, &#8220;subito dopo la sua uscita dal carcere, a discapito di qualsivoglia resipiscenza, prendeva subito in mano le redini degli affari dell&#8217;omonimo gruppo pretendendo un incontro con il sindaco Manna&#8221;.<strong> Il trait d&#8217;union tra i D&#8217;Ambrosio e il primo cittadino sarebbe stato Munno<\/strong>. Il gruppo D&#8217;Ambrosio \u00e8 ragionevolmente certo di &#8220;aggiudicarsi&#8221; la <strong>gestione del palazzetto<\/strong> (&#8220;ti ho fatto la campagna elettorale, le promesse sono promesse&#8221;) e, sempre secondo l&#8217;ipotesi accusatoria, &#8220;la conferma degli incontri tra i D&#8217;Ambrosio e Manna&#8221; verrebbe &#8220;ulteriormente offerta dalla telefonata di Massimo D&#8217;Ambrosio allo studio Manna per fissare un appuntamento, precisando che si erano gi\u00e0 visti e che con Manna erano rimasti d&#8217;accordo che si sarebbero rivisti dopo 7-8 giorni. Peraltro, va evidenziato che alla domanda della segretaria sulle ragioni della richiesta di appuntamento il D&#8217;Ambrosio precisava che si trattava di una &#8216;pratica&#8217; di cui Manna era gi\u00e0 al corrente&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;accusa, Munno avrebbe &#8220;stretto un patto di scambio elettorale politico mafioso con membri apicali della criminalit\u00e0 organizzata&#8221;. Scrive il gip che il politico, sottoposto agli arresti domiciliari, &#8220;ha mostrato predisposizione a delinquere scendendo a patti con membri di un&#8217;associazione mafiosa, in particolare col gruppo D&#8217;Ambrosio&#8221;. Dalle intercettazioni emergerebbe &#8220;la sussistenza di un rapporto tra Massimo D&#8217;Ambrosio e Pino Munno, assessore del Comune di Rende gi\u00e0 nel 2014&#8221;. Secondo la Dda, <strong>D&#8217;Ambrosio si sarebbe adoperato &#8220;per il sostegno elettorale a Munno e Manna: &#8216;Io sto portando a Manna e a Munno'&#8221;<\/strong>. Lo stesso D&#8217;Ambrosio avrebbe contattato &#8220;diverse volte&#8221; Munno &#8220;per chiedergli di risolvere problemi di manutenzione delle strade e\/o dei palazzi, rivolgendo tali richieste con tono estremamente confidenziale, e avendo sempre risposte affermative da parte del politico&#8221;. L&#8217;assessore, secondo quanto riferito in una conversazione del 22 maggio 2019, viene definito come uno che &#8220;non chiude mai la porta&#8221; e <strong>il clan, anzich\u00e9 i &#8220;classici 100 euro a voto&#8221; (&#8220;ho rifiutato cento euro a voto&#8221;) avrebbe individuato &#8220;il tornaconto in altre &#8216;utilit\u00e0'&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15922\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-472151\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15922\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"355\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Cosche cosentine confederate con vertice unico<\/h4>\n<p>Le cosche di &#8216;ndrangheta operanti a Cosenza e nel suo hinterland, dopo anni di divisioni e anche di scontri, <strong>si sono confederate dandosi una struttura di vertice riconducibile ai due principali gruppi<\/strong>, il cosiddetto clan degli italiani, nelle sue varie componenti, e quello degli zingari, anch&#8217;esso con varie articolazioni. \u00c8 questo quanto emerge dall&#8217;inchiesta &#8220;Sistema&#8221; condotta da <strong>Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza<\/strong>, con il coordinamento della Dda di Catanzaro. Le investigazioni si sono sviluppate attraverso un&#8217;attivit\u00e0 di tipo tradizionale, con attivit\u00e0 tecniche, servizi sul territorio<strong>, riscontri &#8220;sul campo&#8221;<\/strong>, con una parallela attivit\u00e0 di acquisizione e analisi di dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, corroborati dai relativi riscontri, oltre alla acquisizione di plurime emergenze di altri procedimenti penali. L&#8217;indagine ha ricostruito la struttura e il modus operandi di una delle articolazioni, dedite al traffico e allo spaccio diffuso di sostanze stupefacenti di vario genere, nel quadro di quello che viene ipotizzato com<strong>e il cosiddetto &#8220;Sistema&#8221; che governa tutti i rapporti tra i vari sottogruppi criminali della citt\u00e0 di Cosenza e del suo hinterland<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15923\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-472154\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15923\" alt=\"\" width=\"508\" height=\"328\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Le commistioni tra imprenditori e criminalit\u00e0 organizzata<\/h4>\n<p>Le cosche cosentine, si dedicavano poi alle tradizionali attivit\u00e0 predatorie quali estorsioni ed usura con condotte che, nel tempo, davano vita a una i<strong>nterferenza costante nello svolgimento delle attivit\u00e0 economiche della citt\u00e0<\/strong>. La &#8216;ndrangheta cosentina si era dedicata anche all&#8217;organizzazione illecita dell&#8217;attivit\u00e0 di giochi &#8211; anche d&#8217;azzardo &#8211; e di scommesse, <strong>oltre a reati di riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di beni e valori<\/strong>. dall&#8217;inchiesta sarebbero emerse commistioni tra gli interessi di imprenditori del settore e quelli della criminalit\u00e0 organizzata per la quale <strong>il settore del &#8220;gaming&#8221; rappresenta una forte attrattiva, in quanto attivit\u00e0 estremamente redditizia<\/strong>. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, dalle Squadre mobili di Cosenza e Catanzaro, dal Servizio centrale operativo di Roma, dai finanzieri del Comando provinciale di Cosenza, del Nucleo di polizia valutaria di Reggio Calabria, dal Gico del Comando provinciale di Catanzaro e dallo Scico di Roma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Professionisti, imprenditori e uomini dei clan. Tutti finiti nel calderone della Procura di Catanzaro che stamattina ha eseguito oltre 200 misure cautelari<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":175348,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19,135],"class_list":["post-175347","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina","tag-video"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175347"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175347\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175348"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}