{"id":175385,"date":"2022-09-02T04:30:23","date_gmt":"2022-09-02T02:30:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-maxi-inchiesta-di-gratteri-nel-cosentino-gli-intrecci-di-politica-e-imprenditori-con-i-clan\/"},"modified":"2023-01-16T17:12:27","modified_gmt":"2023-01-16T16:12:27","slug":"472263-la-maxi-inchiesta-di-gratteri-nel-cosentino-gli-intrecci-di-politica-e-imprenditori-con-i-clan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/472263-la-maxi-inchiesta-di-gratteri-nel-cosentino-gli-intrecci-di-politica-e-imprenditori-con-i-clan\/","title":{"rendered":"La maxi inchiesta di Gratteri nel cosentino. Gli intrecci di politica e imprenditori con i clan"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La pi\u00f9 estesa indagine mai compiuta sulla &#8216;ndrangheta del Cosentino che ha evidenziato come le cosche, dopo anni di rivalit\u00e0 e di scontri, si fossero confederate dandosi una struttura di vertice unitaria, riconducibile ai due principali gruppi, il cosiddetto clan degli italiani, nelle sue varie componenti, e quello degli zingari, anch&#8217;esso con varie articolazioni. A portare alla luce la nuova struttura criminale \u00e8 stata <strong>l&#8217;inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri<\/strong>, con l&#8217;azione condotta all&#8217;alba da Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza. <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15928\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Un blitz<\/a><\/strong> che ha portato all&#8217;arresto di 189 persone &#8211; 139 in carcere e 50 ai domiciliari &#8211; a 12 obblighi di dimora e ad una misura interdittiva dello svolgimento di attivit\u00e0 professionale. Provvedimenti che hanno colpito amministratori locali, professionisti, imprenditori ed esponenti della criminalit\u00e0 organizzata cosentina. L&#8217;indagine ha permesso di fare luce su <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15929\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">oltre 20 anni di attivit\u00e0 illegali<\/a><\/strong>, perpetrate nel capoluogo bruzio da diverse organizzazioni criminali, frutto di un lavoro certosino durato anni da parte dei <strong>carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, delle Squadre mobili di Cosenza e Catanzaro,<\/strong> del Servizio centrale operativo di Roma, dei finanzieri del Comando provinciale di Cosenza, del <strong>Nucleo di polizia valutaria di Reggio Calabria, del Gico del Comando provinciale di Catanzaro e dello Scico di Roma<\/strong>. Le cosche si erano confederate perch\u00e9 per loro era pi\u00f9 remunerativo. Infatti, appianato ogni contrasto, le &#8216;ndrine si spartivano i guadagni delle attivit\u00e0 illecite, frutto del traffico e dello spaccio di droga, delle estorsioni, dell&#8217;usura e del gaming, settore, questo, che fa sempre pi\u00f9 gola alla criminalit\u00e0 in quanto ritenuto estremamente redditizio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, la criminalit\u00e0 organizzata riusciva a tenere <strong>sotto scacco ogni attivit\u00e0 economica cittadina e dell&#8217;hinterland<\/strong>, grazie anche a imprenditori che da vittime diventavano carnefici, come quello che in cinque anni ha visto moltiplicare il proprio guadagno fino ad arrivare a 27 milioni grazie all&#8217;accordo con le cosche. Ed una conferma di quanto fossero redditizie le attivit\u00e0 illecite portate avanti \u00e8 venuta dal sequestro preventivo d&#8217;urgenza disposto dal pm, che ha riguardato<strong> beni per un valore stimato in oltre 72 milioni di eur<\/strong>o, tra i quali anche uno yacht e un aeromobile ultraleggero. Ma non solo droga e reati predatori. Secondo i magistrati della Dda di Catanzaro e gli investigatori di Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza, i vertici delle cosche avrebbero intessuto anche rapporti con amministratori locali. E&#8217; il caso del<strong> sindaco di Rende, Marcello Manna<\/strong>, noto avvocato penalista e presidente dell&#8217;Anci della Calabria (anche il suo predecessore, Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo, era stato arrestato nel 2019 nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Rinascita Scott), finito ai domiciliari con l&#8217;accusa di scambio elettorale politico-mafioso.<\/p>\n<p>Insieme a Manna &#8211; espressione di una lista civica e vincitore alle comunali nel 2019 al ballottaggio, sostenuto da una coalizione eterogenea composta da forze di vario orientamento politico &#8211; ai domiciliari sono stati posti anche<strong> l&#8217;assessore ai Lavori pubblici di Rende, Pino Munno,<\/strong> <strong>e quello alla manutenzione ed al decoro urbano di Cosenza, Francesco De Cicc<\/strong>o. Nei confronti del primo viene ipotizzato il reato di scambio elettorale politico-mafioso, mentre per il secondo l&#8217;ipotesi dell&#8217;accusa \u00e8 associazione per delinquere semplice, aggravata dal metodo mafioso, e intestazione fittizia.<\/p>\n<p><strong>Munno e Manna<\/strong>, scrive il gip nell&#8217;ordinanza, &#8220;in cambio di un cospicuo pacchetto di voti, recuperato dal gruppo &#8216;ndranghetista, relativamente ai rispettivi ruoli pubblici, avrebbero favorito la sotto-articolazione &#8216;Gruppo D&#8217;Ambrosio&#8217;, mediante l&#8217;aggiudicazione di gare (l&#8217;affare del &#8216;palazzetto&#8217;) e assicurando un perpetuo trattamento di favore comprensivo di lavori di urbanistica e di favoritismi lavorativi, nonch\u00e9 una serie di utilit\u00e0 (date\/promesse) che determinavano i D&#8217;Ambrosio a rinunciare ai classici 100 euro per voto&#8221;.<\/p>\n<p><strong>De Cicco<\/strong> \u00e8 accusato di associazione per delinquere semplice aggravata dal metodo mafioso e intestazione fittizia. &#8220;De Cicco &#8211; scrive il gip -, seppure sostanzialmente incensurato, ha dimostrato una <strong>significativa proclivit\u00e0 a delinquere,<\/strong> nonch\u00e9 <strong>collegamenti<\/strong> con la <strong>criminalit\u00e0 organizzata<\/strong> (di lui ne parlano alcuni collaboratori di giustizia) mettendosi a disposizione anche di membri apicali (quali Piromallo). Emerge, quindi, una personalit\u00e0 incline alla commissione di delitti gravi tutelabile esclusivamente con una misura custodiale, in particolare quella degli arresti domiciliari, idonea a interrompere i predetti collegamenti&#8221;.<\/p>\n<p>Il collaboratore di giustizia <strong>Silvio Gioia<\/strong> afferma che <strong>Daniele Chiaradia<\/strong> (elemento di spicco del gruppo Chiaradia-Orlando, ndr) e <strong>Mario Piromallo<\/strong> (appartenete al clan Patitucci-Porcaro, ndr) avevano un rapporto diretto e che &#8220;Chiaradia e Mario Gervasi gestivano una <strong>societ\u00e0 di Gaming<\/strong> (Gechi Games) anche a <strong>Malta<\/strong>, e che l&#8217;avvio era stato possibile grazie ai finanziamenti elargiti da Piromallo, il quale li affiancava nella gestione servendosi dello schermo societario per riciclare il denaro di provenienza illecita&#8221;.<\/p>\n<p>In questo contesto si inserisce l&#8217;assessore alla manutenzione e decoro urbano di Cosenza il quale &#8211; sostiene il collaboratore &#8211; &#8220;era legato sia al Chiaradia che al Gervasi, i quali gli riconoscevano il 45% degli utili, e che avendo il vizio del gioco aveva contratto debiti pari a euro 200mila euro con entrambi e indirettamente col Piromallo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pi\u00f9 estesa indagine mai compiuta sulla &#8216;ndrangheta del Cosentino che ha fatto luce su una nuova struttura criminale e oltre 20 anni di attivit\u00e0 illegale<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":175386,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19],"class_list":["post-175385","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175385"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175385\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175386"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}