{"id":175714,"date":"2022-09-08T10:00:10","date_gmt":"2022-09-08T08:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-sandra-e-carmine-non-abbiamo-i-soldi-per-pagare-il-mutuo-la-nostra-casa-andra-allasta\/"},"modified":"2023-01-16T17:12:49","modified_gmt":"2023-01-16T16:12:49","slug":"473173-cosenza-sandra-e-carmine-non-abbiamo-i-soldi-per-pagare-il-mutuo-la-nostra-casa-andra-allasta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/473173-cosenza-sandra-e-carmine-non-abbiamo-i-soldi-per-pagare-il-mutuo-la-nostra-casa-andra-allasta\/","title":{"rendered":"Cosenza, Sandra e Carmine: &#8220;Non abbiamo i soldi per il mutuo, la nostra casa andr\u00e0 all&#8217;asta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Se la vita delle persone si legge sul palmo della mano destra, quella di <strong>Sandra e di suo marito Carmine<\/strong> \u00e8 scritta sull\u2019anulare sinistro, che entrambi mostrano tristemente nudo. \u201cLo scorso inverno c\u2019era la bolletta della luce da pagare e non avevamo i soldi. A malincuore abbiamo fatto l\u2019unica cosa che, in quel momento, potevamo fare.<strong> Ci siamo sfilati le fedi dal dito e le abbiamo vendute<\/strong>. In cambio c\u2019hanno dato duecento euro, che sono serviti per la bolletta e per qualche altra piccola spesa\u201d.<\/p>\n<p><strong> Sandra e Carmine<\/strong> (\u201cNon abbiamo fatto figli, siamo stati vagabondi\u201d) <strong>56 anni lei, 58 lui<\/strong>, abitano al secondo piano di un bel palazzo bianco e grigio costruito di recente su via Popilia. \u201cAbbiamo comprato casa sul progetto. Poi, quando i lavori sono finiti, nel 2007 siamo stati i primi ad arrivare\u201d. Fino ad allora, abitavano (in affitto) in un palazzo su corso d\u2019Italia dove entrambi lavoravano come portieri. Il sogno per\u00f2 era sempre stato quello di avere una casa tutta loro. Alla fine, sacrificio dopo sacrificio, ci sono riusciti. Sandra ha da pochi minuti aperto il portone di legno massiccio. \u201cAvevamo scelto le porte migliori\u201d, dice con orgoglio suo marito Carmine che poi per\u00f2 preferisce farsi da parte.<\/p>\n<p>Il soggiorno (come tutte le altre stanze) \u00e8 arredato con gusto e semplicit\u00e0.<strong> \u201cSiediti qui vicino a me\u201d<\/strong>. Questa donna esile e provata, \u00e8 garbata e gentile nei confronti della cronista venuta a raccontare la sua storia di disperazione. \u201cNella mia vita ho sempre lavorato. Dopo l\u2019esperienza di portineria, decisi di creare un\u2019impresa di pulizia tutta mia. Si chiamava \u2018Ecofull\u2019. Riuscii ad aggiudicarmi appalti importanti: il provveditorato agli studi, la caserma della Guardia di finanza, la Biblioteca civica di Cosenza, oltre a numerosi studi professionali e condomini. Certo, mi toccava alzarmi alle due di notte ma non era un problema. E poi non ero sola: c\u2019era mio marito a darmi una mano e, per alcuni anni, anche una decina di dipendenti. Guadagnavamo bene e quel <strong>mutuo di 160mila euro<\/strong> aperto per acquistare quest\u2019appartamento ci sembrava davvero a portata di mano\u201d. Dal 2007 e fino a tre anni fa, quella rata mensile da quattrocento euro e rotti da versare alla banca, Sandra e Carmine l\u2019hanno sempre onorata. Anche se, un poco alla volta, diventava sempre pi\u00f9 difficile. \u201cAbbiamo iniziato a perdere un appalto dietro l\u2019altro. Senza contare che, a causa della crisi finanziaria della Biblioteca civica, abbiamo visto polverizzarsi circa diecimila euro\u201d. Alle difficolt\u00e0 lavorative si sono aggiunte le vicissitudini della vita.<\/p>\n<p>\u201cEntrambi i miei genitori sono morti. Erano la mia colonna portante. <strong>Mi sono sentita persa.<\/strong> Non mangiavo pi\u00f9 e sono dimagrita di sessanta chili. Ero profondamente depressa. Lavorare mi sembrava impossibile. Mio marito mi ha sostituita, ma poi anche lui si \u00e8 ammalato gravemente di cuore e non \u00e8 pi\u00f9 stato in grado di lavorare\u201d. Sandra asciuga le lacrime che le scendono dagli occhi col fazzoletto che stringe tra le mani. \u201cRicordo ancora il giorno in cui ho detto a Carmine \u2018Speriamo di riuscire a pagare il mutuo anche il prossimo mese\u2019, ma come temevo non ci siamo riusciti\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-473188 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/sandra-cosenza-casa-via-popilia.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"358\" title=\"\"><\/p>\n<p>Con la banca le hanno provate tutte. Inutilmente. E, dopo un po\u2019, <strong>\u00e8 arrivato il primo dei tanti decreti ingiuntivi<\/strong>. \u201cAbbiamo chiesto la rinegoziazione del mutuo con una rata pi\u00f9 bassa, ma non c\u2019\u00e8 stato niente da fare\u201d. Soldi in casa, ormai, non ne entravano pi\u00f9. Da quando Sandra e suo marito hanno smesso di lavorare, la loro sopravvivenza dipende in larga parte dal sostegno della <strong>Caritas della parrocchia <em>San Francesco<\/em> di via Popilia<\/strong>. \u201cUna volta al mese, vado a ritirare il pacco del Banco alimentare. Farina, pasta, olio, scatole di pelati, formaggio, carne di pollo, zucchero, caff\u00e8. Il pane qualche volta lo faccio io in casa. Sono brava, sai!\u201d. E sono sempre i volontari della Caritas a chiamare al telefono Sandra per dirle che in parrocchia sono appena arrivati dei vestiti o delle scarpe e se vuole pu\u00f2 andare in chiesa, perch\u00e9 magari c\u2019\u00e8 qualcosa che le piace, che le sta bene addosso. \u201cCerto che vado. Non \u00e8 vergogna. Quando me lo potevo permettere, ero io ad aiutare gli altri\u201d. Il resto lo fa il sacerdote. \u201cQuando pu\u00f2, mi d\u00e0 qualche soldo di tasca propria, piccole somme di denaro che servono per le bollette e per le altre spese quotidiane\u201d. Per quattro volte Sandra e Carmine hanno provato a presentare domanda per ottenere il<strong> reddito di cittadinanza<\/strong>. La risposta \u00e8 stata sempre la stessa: siete proprietari di una casa, il valore dell\u2019immobile \u00e8 alto, non rispettate i requisiti di legge. Un paradosso, uno scherzo beffardo del destino o forse, semplicemente, una legge che andrebbe rivista. Come se con quelle quattro mura di cemento ci si potesse fare la spesa al supermercato!<\/p>\n<h3><strong>&#8220;La nostra casa andr\u00e0 presto all\u2019asta&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>Le giornate di Sandra e Carmine trascorrono lente. Sullo spazioso balcone adorno di piante, s&#8217;ode il cinguettio di un uccellino in gabbia al quale Sandra ogni tanto regala una coccola. Alle pareti, le foto degli affetti scomparsi. Su un piedistallo, <strong>la statua di gesso di Padre Pio.<\/strong> A lui s\u2019\u00e8 affidata Sandra quando, tre giorni fa, hanno suonato alla porta di casa. Difficile che fosse un inquilino del palazzo, venuto a portare un piatto caldo o magari una parola di conforto. \u201cMacch\u00e9 \u2013 sospira Sandra \u2013 \u00e8 peggio che al nord. L\u2019amministratore c\u2019ha addirittura presentato un atto ingiuntivo, perch\u00e9 non siamo stati in grado di pagare le spese di condominio\u201d. Infatti, a bussare, era <strong>un ufficiale giudiziari<\/strong>o. In mano aveva una busta verde. \u201cSapevo che, prima o poi, sarebbe arrivata ma non ce l\u2019ho fatta ad aprirla e l\u2019ho passata a mio marito\u201d. Fogli su fogli, tenuti insieme da un punto metallico. Termini giuridici, parole complicate. Forse addirittura inutili da leggere, tanto il senso di tutto era l\u00ec buttato in prima pagina, chiaro, nero su bianco. \u201cC\u2019\u00e8 scritto che <strong>la nostra casa andr\u00e0 presto all\u2019asta<\/strong>. Prezzo base 43mila euro. Ma si potrebbe scendere fino a 32mila euro. Questo valgono i sacrifici di una vita intera!\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il pianto di Sandra diventa inconsolabile<\/strong>. Le lacrime tornano a bagnarle il volto. Sono notti che lei e suo marito Carmine non chiudono occhio. In tribunale non potranno andarci. Toccher\u00e0 al loro avvocato comunicare per telefono l\u2019esito dell\u2019asta. \u201cA questo punto, l\u2019unica speranza \u00e8 che nessuno decida di acquistare la nostra casa. Significherebbe avere ancora qualche altro mese di tempo per cercare una soluzione alternativa. Con un po&#8217; di fortuna, potrei trovare un lavoro nuovo. Adesso sto meglio, ho la forza di ricominciare. Fammi un favore,<strong> scrivilo che ho bisogno di lavorare.<\/strong> Posso occuparmi di assistenza alla persona, non di notte per\u00f2, perch\u00e9 mio marito \u00e8 malato e ho paura a lasciarlo da solo. Potrei pulire appartamenti, studi, negozi, stirare. Dillo che mi chiamo Sandra Maccarone e se qualcuno \u00e8 interessato pu\u00f2 contattare il vostro giornale. Aiutami, ti prego\u201d. Ma certo, per cos\u00ec poco! Mi congedo con questo impegno.<\/p>\n<p>Intanto, quelle che seguiranno, <strong>saranno ore di trepidante attesa per Sandra e suo marito Carmine<\/strong> che ricompare per i saluti. Depone sul tavolo un piccolo vassoio colmo di caramelle colorate:<strong> \u201cPrendine una, sono fresche\u201d<\/strong>: Scelgo quella alla fragola. Sa di dolce, come la vita che Sandra e Carmine avevano un tempo. L\u2019involucro di carta rimane nella tasca del pantalone, quasi che liberarsene subito equivalga, in qualche modo, a scrollarsi di dosso frettolosamente l\u2019infelice storia di Sandra e di suo marito. E alla fine mi dico che s\u00ec, la butter\u00f2 pi\u00f9 tardi!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I coniugi vivono in un appartamento a via Popilia, acquistato nel 2007 dopo molti sacrifici. Entrambi hanno perso il lavoro. Il loro appello disperato a QuiCosenza<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":175715,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19,135],"class_list":["post-175714","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina","tag-video"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175714","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175714"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175714\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175715"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}