{"id":177561,"date":"2022-10-12T06:30:27","date_gmt":"2022-10-12T04:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/amaco-storia-di-uneterna-cenerentola-che-prova-a-riassettare-i-conti-e-intanto-sogna-il-riscatto-possibile\/"},"modified":"2023-01-16T17:14:54","modified_gmt":"2023-01-16T16:14:54","slug":"478783-amaco-storia-di-uneterna-cenerentola-che-prova-a-riassettare-i-conti-e-intanto-sogna-il-riscatto-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/478783-amaco-storia-di-uneterna-cenerentola-che-prova-a-riassettare-i-conti-e-intanto-sogna-il-riscatto-possibile\/","title":{"rendered":"Amaco, storia di un&#8217;eterna cenerentola che prova a riassettare i conti e sogna il riscatto"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 <strong>Al capolinea. Il <em>24 <\/em>Sant\u2019Ippolito-Borgo Partenope ha le porte spalancate. Testa poggiata al vetro e sguardo assorto, l\u2019anziano passeggero aspetta l\u2019inizio della corsa che lo accompagner\u00e0 a casa.<\/strong> Viaggia senza biglietto, tanto l\u2019obliteratrice \u00e8 rotta da un pezzo. Il giallo sbiadito della fiancata \u00e8 un tuffo al cuore nella Cosenza degli anni sessanta quando, per le vie della citt\u00e0 e fino alle contrade, comparivano i primi mezzi dell\u2019<em>Atac. <\/em>La scritta <em>Atam <\/em>visibile in controluce racconta per\u00f2 una storia diversa e la suggestione lascia spazio alla realt\u00e0. Il costo del metano, che alimenta l\u201985% del parco autobus di <em>Amaco,<\/em> \u00e8 passato dai 37 centesimi al chilo di un anno fa agli attuali cinque euro. Chiuso l\u2019impianto interno (il fornitore \u00e8 fallito e le tre gare successive sono andate deserte) tocca andare alla colonnina. La regola \u00e8: prima il bonifico, poi il rifornimento. I trentatr\u00e9 pullman che dalle quattro del mattino alle undici di sera percorrono in media 5.500 chilometri costano alle casse dell\u2019azienda 3mila euro di metano al giorno.<\/p>\n<div id=\"attachment_478795\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-478795\" class=\"wp-image-478795\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FOTO-BUS-ATAM-REGGIO-CALABRIA-1-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-478795\" class=\"wp-caption-text\">Il bus a gasolio omaggio di Atam Reggio Calabria<\/p><\/div>\n<p><strong>Dalla sede di via Torrevecchia parte una richiesta d\u2019aiuto indirizzata alle societ\u00e0 di trasporto pubblico delle altre province calabresi: \u201cAvete in deposito pullman dismessi che vadano a gasolio?<\/strong> Se ce li consegnate a titolo gratuito pensiamo noi a rimetterli a posto\u201d. Nel 2003 il metano salv\u00f2 l\u2019azienda dalla bancarotta. Dopo vent\u2019anni, il vituperato gasolio si prende l\u2019agognata rivincita. Cosenza ringrazia e saluta Reggio Calabria: il <em>24 <\/em>chiude le porte sgangherate e raggiunge la sua solita destinazione.<\/p>\n<p><strong>Intanto, pi\u00f9 o meno alla stessa ora, in un altro angolo della citt\u00e0, la <em>Circolare verde <\/em>appare in lontananza come un miraggio<\/strong> <strong>e la signora seduta sotto alla pensilina di plexiglass fa pace col mondo.<\/strong> L\u2019autista improvvisa una smorfia e alza le spalle: \u201cNon \u00e8 colpa mia. Il tragitto Campagnano-Centro storico, nelle ore di punta, richiede fino a un\u2019ora e mezza di tempo\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_478789\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-478789\" class=\"wp-image-478789\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FOTO-ATTESA-BUS-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-478789\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;attesa della Circolare verde su viale Alimena<\/p><\/div>\n<p><strong>Le corsie preferenziali sono in crisi d\u2019identit\u00e0. Via Panebianco, via Montesanto, corso Umberto, viale Trieste: vecchi cordoli rasentano l\u2019inesistenza e reclamano l\u2019intervento del Comune<\/strong>, mentre frenetici automobilisti si autoassolvono: Cosenza in fondo non \u00e8 mica Roma! A causa della chiusura di viale Parco, i pullman sono costretti a imboccare via 24 Maggio. Gli autisti si fanno il segno della croce e pregano il cielo di non trovare macchine parcheggiate in seconda fila che pure oggi ostruiscano il passaggio. Blocchi di cemento allineati tagliano in due la strada di Portapiana, interdetta al traffico dopo la frana del 16 dicembre 2019. Non esiste alternativa: gli autobus arrivano nello slargo delle <em>Cappuccinelle, <\/em>fanno manovra e tornano indietro.<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dal centro alla periferia, passando per la citt\u00e0 vecchia, i passeggeri imprecano: \u201cServizio da terzo mondo, vergogna!\u201d<\/strong>. Rinnovare l\u2019intero parco mezzi significherebbe spendere dieci milioni di euro. A esclusione degli otto pullman acquistati poco tempo fa, gli altri venticinque sono vecchi di almeno vent\u2019anni. Quando la mattina capita che quelli pi\u00f9 acciaccati non riescano neppure a partire, non rimane altro che prendere i cavi della batteria e sperare che la buona sorte non si metta di traverso. I bus elettrici, a lungo acclamati, dovrebbero arrivare presto a dare man forte. I 900mila euro di crediti arretrati che la Commissione per il dissesto \u00e8 in procinto di liquidare rasserenano gli animi. In vista del nuovo anno, <em>Amaco<\/em> prepara la svolta e ingrana la prima. \u201cSiamo acciaccati, ma non siamo morti\u201d. Se si guarda dietro l\u2019angolo, \u00e8 gi\u00e0 tanto.<\/p>\n<p><strong>Quando nel 2017 l\u2019amministratore unico Paolo Posteraro e il direttore generale Ernesto Ferraro s\u2019insediarono, <em>Amaco<\/em><em>\u00a0<\/em>viaggiava con due milioni di perdite l\u2019anno:<\/strong> \u201cGestione allegra, assunzioni in libert\u00e0, prezzi di manutenzione alle stelle avevano portato l\u2019azienda sull&#8217;orlo del precipizio\u201d. La nuova governance raddrizza la rotta e per tre anni di fila chiude i bilanci in positivo. L\u2019ombra di quella prima crisi si \u00e8 allontanata da poco e il covid assesta il suo fendente (quasi) mortale ai conti dell\u2019azienda. Crolla la vendita dei biglietti e i parcheggi a pagamento restano vuoti. In soli dodici mesi le perdite si attestano intorno a ottocentomila euro. Il sindaco \u00e8 scettico: \u201cNon pu\u00f2 essere tutta colpa della pandemia, anche le altre societ\u00e0 di trasporto hanno subito lo stesso attacco\u201d. La replica suona pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cLe ditte che coprono le tratte interregionali e alle quali forse Caruso si riferisce non si fanno scrupoli a licenziare trenta autisti in un colpo solo. Al contrario, i nostri 134 dipendenti, compresi i 16 lavoratori che <em>Amaco <\/em>aveva assorbito\u00a0in cambio della gestione di 3.600 strisce blu, sono rimasti tutti al loro posto.<\/p>\n<div id=\"attachment_478796\" style=\"width: 511px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-478796\" class=\"wp-image-478796\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FOTO-OBLITERATRICE-ROTTA-209x280.jpg\" alt=\"\" width=\"501\" height=\"672\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-478796\" class=\"wp-caption-text\">Obliteratrice fuori servizio<\/p><\/div>\n<p><strong>Cosenza \u00e8 piccola e le persone non hanno mai avuto l\u2019abitudine di utilizzare il mezzo pubblico per spostarsi da una parte all\u2019altra della citt\u00e0.<\/strong> \u00a0Quando lo fanno, spesso e volentieri, non comprano il biglietto\u201d. Lo scorso mese di febbraio, <em>Amaco <\/em>ha affidato a una societ\u00e0 di vigilanza esterna il compito di controllare i titoli di viaggio. L\u2019operazione \u00e8 costata novemila euro, mentre gli incassi sono cresciuti di quattromila: l\u2019esperimento si pu\u00f2 considerare fallito.<\/p>\n<p><strong>Se gli autobus rossi potessero allungare la loro corsa fino a Rende, il discorso cambierebbe.<\/strong> Il 21 gennaio 2015 i sindaci di Cosenza e Rende, Mario Occhiuto e Marcello Manna, giocarono d\u2019azzardo. Gli archivi digitali conservano tracce dei loro volti sorridenti immortalati dentro a un pullman appena tirato a lucido che procedeva spedito verso le pensiline dell\u2019Unical. Il consorzio autolinee <em>Carlomagno<\/em> (che quella tratta invece era autorizzato a percorrerla) si rivolse al <em>Tar <\/em>ed ebbe ragione. <em>Amaco <\/em>fu condannata a pagare decine di migliaia di euro di spese legali. Fortuna volle che non si fossero verificati incidenti: l\u2019assicurazione, in quel caso, non avrebbe sborsato neanche un euro.<\/p>\n<div id=\"attachment_478798\" style=\"width: 511px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-478798\" class=\"wp-image-478798\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FOTO-BUS-MANNA-OCCHIUTO-419x280.jpg\" alt=\"\" width=\"501\" height=\"334\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-478798\" class=\"wp-caption-text\">La Circolare veloce Cosenza -Unical sfonda il confine del Campagnano<\/p><\/div>\n<p><strong>Se danneggiare gli interessi altrui \u00e8 vietato dalla legge, la tutela dei propri (di interessi) rappresenta al contrario un mero esercizio di sopravvivenza.<\/strong> \u201cNelle citt\u00e0 normali \u2013 ragionano i vertici della Municipalizzata \u2013 il perimetro urbano \u00e8 interdetto ai pullman che arrivano dai paesi limitrofi. A Cosenza, invece, non solo entrano in centro ma fanno pure le nostre stesse fermate. Avevamo preparato un progetto che prevedeva la realizzazione di quattro <em>hub <\/em>esterni riservati alla sosta. Palazzo dei Bruzi non s\u2019\u00e8 mai degnato di darci una risposta. Se non lo considerano valido, lo dicano e provvedano quantomeno a spostare il <em>terminal <\/em>dei bus da piazza autolinee che appartiene a <em>Ferrovie della Calabria<\/em> a Vaglio Lise dove il Comune possiede un terreno\u201d. La sensazione \u00e8 che, senza il piano industriale pi\u00f9 volto sollecitato, il sindaco Caruso al tavolo delle trattative non sia neanche disposto a sedersi. \u201cQuel documento \u00e8 gi\u00e0 pronto. Manca soltanto la parte relativa ai servizi in proroga ormai scaduti che <em>Amaco <\/em>aveva ricevuto dal Comune e che, dall\u2019oggi al domani, potrebbero essere trasferiti a soggetti diversi. Programmare investimenti in questa fase sarebbe da pazzi\u201d.<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I parcometri, per fare un esempio, sono obsoleti e avrebbero bisogno di essere sostituiti.<\/strong> Il direttore generale Ernesto Ferraro aveva individuato un vantaggioso credito d\u2019imposta al 70%. <em>Amaco <\/em>per\u00f2 non risulta pi\u00f9 gestore del servizio e produrre la documentazione necessaria risulta impossibile. In piazza Luigi Cribari (ex Spirito Santo), il cartello recita \u201cE\u2019 obbligatorio reggersi al corrimano, portare in braccio i bambini o tenerli per mano\u201d. Peccato per\u00f2 che le scale mobili con cui il 31 dicembre 1999 la Cosenza di Giacomo Mancini salut\u00f2 l\u2019arrivo del terzo millennio, abbiano smesso di funzionare. E dire che alla Municipalizzata bruzia per continuare a tenere accesi quei motori sarebbe bastato semplicemente riuscire \u201ca ribaltare i costi\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_478854\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-478854\" class=\"wp-image-478854\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/FOTO-SCALA-MOBILE-1-1-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"502\" height=\"377\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-478854\" class=\"wp-caption-text\">In ricordo di Giacomo Mancini<\/p><\/div>\n<p><strong>Il parcheggio di via Aldo Moro, con i suoi 54 posti auto, andrebbe ristrutturato<\/strong>. Se <em>Amaco <\/em>avesse garanzie sul rinnovo del contratto di gestione da parte del Comune, inizierebbe subito i lavori. Il carroattrezzi, immatricolato a-occhio-e-croce quarant\u2019anni fa, comporta un esborso di 160mila euro per un guadagno annuo pari a diecimila. Le entrate sarebbero pi\u00f9 alte se a bordo salisse un vigile urbano. Gli stalli di viale Parco e piazza Bilotti (ex piazza Fera) che erano di competenza della Municipalizzata sono stati smantellati<strong>,<\/strong> mentre il Comune ha ceduto quelli di viale Trieste e di via Vittorio Veneto alle ditte che hanno costruito o riammodernato i parcheggi (coperti) dell\u2019ospedale e del tribunale. <em>Amaco<\/em>\u00a0ha perso 1.300 strisce blu e ne ha conservato 2.300. Inutile dire che quelle situate su via Popilia non contribuiscono a fare cassa.<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tutto il resto \u00e8 cronaca di questi giorni:<\/strong> i tre commercialisti che compongono il collegio sindacale (nominato dal Comune allo scopo di coadiuvare i vertici dell\u2019azienda nel difficile compito di riordino dei conti) si sono dimessi uno dopo l\u2019altro e sono scappati a gambe levate; i dipendenti della societ\u00e0 hanno fatto irruzione a Palazzo dei Bruzi, scongiurando all\u2019ultimo momento un secondo periodo di cassaintegrazione; Franz Caruso (in quella stessa occasione e quasi fosse in un\u2019aula di tribunale) ha urlato in faccia all\u2019amministratore unico Paolo Posteraro \u201cpretendo rispetto per la mia persona\u201d; i sindacati hanno sfidato il letargo autunnale e si sono fatti vivi in ordine sparso. Comunque sia, le chiacchiere ormai stanno a zero e dev\u2019essere per questo motivo che <em>Amaco <\/em>ha deciso di tagliare le linee dei telefoni aziendali: ventimila euro suonati di bolletta erano diventati davvero insostenibili!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Municipalizzata \u00e8 alla ricerca di una nuova dimensione: gli sprechi del passato e le conseguenze della pandemia. Fino allo scontro con Palazzo dei Bruzi<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":177562,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19],"class_list":["post-177561","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177561","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=177561"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177561\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/177562"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=177561"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=177561"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=177561"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}