{"id":178751,"date":"2022-11-01T11:02:18","date_gmt":"2022-11-01T10:02:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-i-detenuti-tornano-a-recitare-sul-palco-del-rendano-con-due-progetti\/"},"modified":"2023-01-16T17:16:14","modified_gmt":"2023-01-16T16:16:14","slug":"482412-cosenza-i-detenuti-tornano-a-recitare-sul-palco-del-rendano-con-due-progetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/482412-cosenza-i-detenuti-tornano-a-recitare-sul-palco-del-rendano-con-due-progetti\/","title":{"rendered":"Cosenza, i detenuti tornano a recitare sul palco del Rendano con due progetti"},"content":{"rendered":"<p class=\"v1MsoNormal\">COSENZA &#8211; Arriva al suo quarto capitolo il progetto &#8220;Amore sbarrato&#8221;, promosso, sin dal 2014, dall&#8217;<strong>attore e regista cosentino Adolfo Adamo<\/strong> e che anche quest&#8217;anno potr\u00e0 concretizzarsi grazie alla sinergia che si \u00e8 instaurata tra l&#8217;Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Franz Caruso e la Casa circondariale &#8220;Sergio Cosmai&#8221; diretta da Maria Luisa Mendicino. L&#8217;obiettivo \u00e8 inalterato ed \u00e8 quello di abbattere, attraverso la funzione sociale e catartica del teatro, lo stato di invisibilit\u00e0 dei detenuti, accorciando le distanze tra il mondo esterno e l&#8217;universo carcerario e favorendo quei percorsi rieducativi e riabilitativi previsti dai trattamenti penitenziari dei quali la cultura ed il teatro in particolare rappresentano elementi fondamentali.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">COSEZA &#8211; Anche per questo nuovo capitolo, il quarto, di<strong> &#8220;Amore sbarrato&#8221;,<\/strong> dal titolo<strong> &#8220;Hic et nunc&#8221;<\/strong>, saranno in scena al Teatro <strong>&#8220;Rendano&#8221;, gioved\u00ec 3 novembre, alle ore 18,00<\/strong>,<strong> 8 ospiti della casa circondariale &#8220;Cosmai&#8221;, pi\u00f9 un ex detenuto<\/strong> che ha finito di scontare la sua pena. Sono gli allievi del laboratorio teatrale cui ha dato vita <strong>Adolfo Adamo<\/strong> nella casa circondariale.\u00a0 Il testo riplasmato da Adamo \u00e8 liberamente ispirato a &#8220;Il deserto dei tartari&#8221; di Dino Buzzati. Il regista e attore cosentino non \u00e8 nuovo a rivisitazioni del genere. Per il suo terzo capitolo aveva riletto alla sua maniera il &#8220;Moby Dick&#8221; di Herman Melville e, ancor prima, per il suo secondo capitolo, aveva &#8220;saccheggiato&#8221; i drammi shakespeariani.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Ora l&#8217;autore<strong> ambienta l&#8217;azione in un luogo non luogo, in un tempo non tempo<\/strong>, dove gli attori-detenuti si ritrovano, in perenne attesa, come i protagonisti del &#8220;Deserto dei tartari&#8221;, di chiss\u00e0 che cosa. L&#8217;attesa, per queste anime in pena, diventer\u00e0 speranza che si tramuter\u00e0 in vita, provando a vincere una battaglia epica: quella con se stessi.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">E&#8217;, come lo stesso Adolfo Adamo lo ha definito, <strong>&#8220;un viaggio immersivo nella parola e nella sofferenza&#8221;,<\/strong> facendo leva sul potere catartico del teatro. Per Adamo non \u00e8 importante solo e soltanto la resa finale dello spettacolo, ma tutto quello che c&#8217;\u00e8 dietro e che prende forma durante l&#8217;anno di lavoro che si svolge durante il laboratorio all&#8217;interno della casa circondariale. Il regista cosentino ha fatto vivere agli allievi l&#8217;esperienza della scrittura scenica, della drammaturgia, facendoli quasi diventare autori a loro volta. E Adamo si sente una sorta di sarto al loro servizio, in quanto, assorbendone luci ed ombre, ansie ed angosce, si sforza di motivarli infondendo negli stessi l&#8217;autostima e la speranza.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Il successo del precedente capitolo, &#8220;Amore sbarrato 3 \u2013 Redemption Day&#8221; richiam\u00f2 l&#8217;interesse di una commissione di teatro carcerario nazionale che lo invit\u00f2 alla rassegna &#8220;Destini incrociati&#8221; di Saluzzo, bellissimo borgo in provincia di Cuneo. Grazie a questo invito, i detenuti della casa circondariale di Cosenza riuscirono anche a vivere l&#8217;emozione di una tourn\u00e8e fuori dalla citt\u00e0. La pandemia per due anni ha fermato il progetto &#8220;Amore sbarrato&#8221; che ora riprende vigore.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">In questa nuova occasione, Adolfo Adamo ha creato una drammaturgia originale che ha chiamato Hic et nunc (Qui ed ora) richiamando la necessit\u00e0, dopo le incertezze nel futuro, di <strong>dover vivere alla giornata<\/strong>. In &#8220;Hic et nunc&#8221;, <strong>l&#8217;autore si \u00a0sforza di non esprimere la realt\u00e0 carceraria<\/strong>, perch\u00e9 in realt\u00e0 i detenuti rappresentano tutta un&#8217;umanit\u00e0 che, grazie alla speranza, pu\u00f2 rinnovarsi. Anche la presenza nello spettacolo di un ex detenuto che ha finito di scontare la sua pena a trent&#8217;anni di reclusione e che Adamo aveva gi\u00e0 coinvolto nel terzo capitolo di &#8220;Amore sbarrato&#8221; \u00a0vuole evidenziare la saldatura tra la realt\u00e0 carceraria e il mondo esterno, in quanto entrambe sono intimamente connesse e legate a doppio filo.<\/p>\n<p class=\"v1MsoNormal\">Il Teatro per Adolfo Adamo \u00e8 un pretesto per andare a vedere cosa accade dentro e fuori l&#8217;uomo. Ora, a 60 anni, il suo obiettivo \u00e8 portare a compimento quella che ormai considera<strong> una missione: fondare una compagnia stabile all&#8217;interno della casa circondariale<\/strong> cos\u00ec come ha fatto Armando Punzo a Volterra con la Compagnia della Fortezza. Un obiettivo non lontano dalla sua realizzazione, anche e soprattutto grazie all&#8217;apporto e alla collaborazione della direttrice del carcere Maria Luisa Mendicino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono gli allievi del laboratorio teatrale cui ha dato vita l&#8217;attore e regista cosentino Adolfo Adamo nella casa circondariale Sergio Cosmai<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":178752,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19],"class_list":["post-178751","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178751","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=178751"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178751\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/178752"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=178751"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=178751"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=178751"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}