{"id":179568,"date":"2022-11-16T06:00:18","date_gmt":"2022-11-16T05:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/piccoli-alcolisti-crescono-nel-culto-dello-sballo\/"},"modified":"2023-01-16T17:17:09","modified_gmt":"2023-01-16T16:17:09","slug":"484708-piccoli-alcolisti-crescono-nel-culto-dello-sballo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/484708-piccoli-alcolisti-crescono-nel-culto-dello-sballo\/","title":{"rendered":"A Cosenza piccoli alcolisti crescono, nel culto dello sballo"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Quando il venerd\u00ec sera al termine di una pesante giornata di lavoro Maria Francesca Amendola, responsabile del servizio alcologia dell\u2019Asp di Cosenza, si chiude dietro le spalle la porta dell\u2019ambulatorio al civico sei di via delle Medaglie d\u2019Oro e s\u2019incammina verso casa, in altri angoli della citt\u00e0, finito l\u2019ultimo giro di lavastoviglie, minuscoli bicchieri di vetro risplendono sulle mensole dei bar.<\/p>\n<p><strong>Li chiamano shottini, come se il nomignolo servisse a renderli meno offensivi.<\/strong> Traboccano di superalcolici: svuotarseli in gola \u00e8 pi\u00f9 veloce di un battito di ciglia. In genere, non ci si ferma al primo. Neppure al secondo. E neanche al terzo. <strong>Il fenomeno \u00e8 conosciuto come binge drinking<\/strong>: riuscire a bere tanto e in poco tempo. Serve qualche minuto prima che l\u2019alcol faccia effetto. Sembra tutto normale, nel frattempo si chiacchiera amabilmente. Si ride. Ma la botta prima o poi arriva. E quando arriva, il pentimento risulta vano. Il coma etilico non cos\u00ec improbabile.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Non si tratta di sorseggiare un bicchiere di vino in buona compagnia. I giovani cercano lo sballo finalizzato a se stesso, a tredici anni l\u2019alcol smette di essere un tab\u00f9\u201d.<\/strong> La distanza che passa tra l\u2019esame di terza media e il vomito che sale su per lo stomaco rasenta lo zero e la legge che vieta la vendita di bevande alcoliche ai minorenni diventa una di quelle barzellette che non fanno ridere pi\u00f9 nessuno. La dottoressa Maria Francesca Amendola ha contezza di quello che dice. \u201c<strong>A Cosenza ci sono locali, e lo stesso discorso vale per Rende,<\/strong> dove la carta d\u2019identit\u00e0 ha lo stesso valore di una tessera punti. E se va male, c\u2019\u00e8 sempre l\u2019amico maggiorenne di turno pronto a immolarsi davanti al bancone. Alla cassa di un supermercato il gioco \u00e8 ancora pi\u00f9 facile\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_484710\" style=\"width: 529px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/16438\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-484710\" class=\"wp-image-484710\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/maria-francesca-amendola-419x400.jpg\" alt=\"\" width=\"519\" height=\"495\" title=\"\"><\/a><p id=\"caption-attachment-484710\" class=\"wp-caption-text\"><em>Maria Francesca Amendola, responsabile servizio alcologia Asp di Cosenza<\/em><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo una notte trascorsa a farsi male con i superalcolici, i leoni diventano cani bastonati che faticano persino a riconoscere la via di casa. Varcato l\u2019uscio, c\u2019\u00e8 qualcuno disposto a guardarli dritto negli occhi e a riconoscere il problema? <strong>\u201cSe ho 16 anni e un genitore che beve normalmente davanti a me perch\u00e9 fa parte della convivialit\u00e0 \u2013 si chiede la dottoressa Amendola \u2013 perch\u00e9 non dovrei farlo io?\u201d.<\/strong> Sembra assurdo: quegli stessi giovani che inseguono la perfezione del corpo, che scolpiscono i muscoli in palestra, che finiscono sul tavolo operatorio di un chirurgo plastico prima del fatidico soffio delle diciotto candeline, si condannano poi inconsapevolmente a una sicura vecchiaia anticipata.<\/p>\n<p>\u201cQualche tempo fa \u2013 confessa la dottoressa Amendola \u2013 mi sono trovata di fronte a un alcolista, appena arrivato nel nostro centro. <strong>Ero sicura si trattasse di un ultra settantenne<\/strong>. Mi sbagliavo, di anni ne aveva appena 56. L\u2019alcol \u00e8 davvero una brutta bestia\u201d. Shottino dopo shottino, la pelle del viso cambia colore e ha sete d\u2019acqua. Le guance diventano sempre pi\u00f9 scavate. \u201cOrmai \u2013 spiega la responsabile del servizio di alcologia dell\u2019Asp \u2013 la correlazione tra alcol e tumore del seno \u00e8 scientificamente dimostrata\u201d. Ed \u00e8 soltanto un singolo esempio. \u00a0Anche il cervello finisce con il perdere colpi: la concentrazione si fa altalenante, la memoria inaffidabile. I danni, fisici e cerebrali, rischiano di diventare irreversibili.<\/p>\n<p>Medici, psicologi, educatori e assistenti sociali lottano ogni giorno, sperando di essere pi\u00f9 veloci di quegli shottini che bruciano le gole di spavaldi adolescenti, convinti di saperla pi\u00f9 lunga degli altri. \u201cBere \u00e8 diventato un modo normale di vivere la quotidianit\u00e0 e di affrontare le relazioni umane. <strong>I ragazzi escono e bevono. Senza avere consapevolezza delle conseguenze.<\/strong> L\u2019alcol non \u00e8 un amico, come non lo \u00e8 lo smartphone. Se ci relazioniamo soltanto con un cocktail e un telefono in mano, allora vuol dire che c\u2019\u00e8 qualcosa che non funziona\u201d. E questo vale anche per gli adulti. Parlano i numeri. I pazienti attualmente in cura presso l\u2019ambulatorio di via delle Medaglie d\u2019Oro sono all\u2019incirca 250.<\/p>\n<div id=\"attachment_484711\" style=\"width: 552px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-484711\" class=\"wp-image-484711\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/servizio-alcologia-asp-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"542\" height=\"407\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-484711\" class=\"wp-caption-text\"><em>La sede di via delle Medaglie d&#8217;Oro a Cosenza<\/em><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vent\u2019anni fa, quando Maria Francesca Amendola inizi\u00f2 la propria attivit\u00e0 professionale, l\u2019alcolista era per lo pi\u00f9 una persona di sesso maschile avanti con l\u2019et\u00e0 e di estrazione sociale bassa che si stordiva con gli alcolici per dimenticare magari la perdita del posto di lavoro. \u201cOggi i bevitori incalliti hanno meno di cinquant\u2019anni e non vivono necessariamente ai margini della societ\u00e0. Vantano un\u2019occupazione stabile che la dipendenza finisce col compromettere. Il numero delle donne alcolizzate \u00e8 aumentato\u201d. La pandemia ha peggiorato la situazione. <strong>\u201cSi \u00e8 registrata una crescita esponenziale nella vendita di bevande alcoliche su internet, dove i controlli si sa sono inesistenti\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Bevi responsabilmente \u00e8 la frase studiata per rabbonire le coscienze e salvaguardare i profitti. <strong>\u201cL\u2019alcol non \u00e8 un alimento e fa male a prescindere\u201d<\/strong>. E allora, scusi, la bella storiella del bicchiere di vino rosso consumato a pranzo e a cena che sarebbe un toccasana per la salute? \u201cEccolo il resveratrolo in questione (la dottoressa Amendola mostra un flacone di integratori poggiato sulla scrivania) peccato che per assumere la stessa quantit\u00e0 del principio presente in una singola compressa bisognerebbe bere una cinquantina di bottiglie di vino!\u201d. E mentre lo ripone, bussano alla porta. \u201cCiao, finisco l&#8217;intervista e ti raggiungo&#8221;. Poi riprende. &#8220;E\u2019 una collega andata in pensione da un po\u2019. Nei prossimi anni, altri la seguiranno. Siamo partiti in tredici, adesso siamo in nove e presto potrebbe non rimanere nessuno. Serve assolutamente nuovo personale, altrimenti non saremo in grado di far fronte a tutte le richieste. Questo centro di regola dovrebbe servire soltanto i comuni di Cosenza e Rende, ma nella realt\u00e0 accogliamo pazienti provenienti dall\u2019intera provincia\u201d.<\/p>\n<p>La sede non \u00e8 stata sempre qui. \u201cNel 2000 \u2013 ricorda la dottoressa Maria Francesca Amendola \u2013 quando l\u2019Asp attiv\u00f2 il servizio, condividevamo i locali del Ser.T, ma <strong>gli alcolisti non accettavano di trovarsi fianco a fianco con i tossicodipendenti.<\/strong> Una questione di approccio, quasi come se il loro di problema in fondo fosse meno grave. La decisione di trasferirci \u00e8 stata vincente perch\u00e9 gli accessi sono subito aumentati\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_484712\" style=\"width: 533px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-484712\" class=\"wp-image-484712\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/sala-dattesa-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"393\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-484712\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il manifesto di una vecchia campagna di prevenzione affisso all&#8217;interno della sala d&#8217;attesa del centro<\/em><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il percorso di cura inizia con la segnalazione fatta dal familiare dell\u2019alcolista. \u201cPurtroppo arrivano da noi quando la dipendenza \u00e8 gi\u00e0 conclamata. L\u2019astinenza da droga si manifesta appena si smette. Con l\u2019alcol \u00e8 diverso. Si inizia bevendo un aperitivo e prima che si prenda atto dell\u2019esistenza di un problema trascorre moltissimo tempo. <strong>La percezione ce l\u2019hai soltanto quando sono gli altri a dirti che sei sempre mezzo ubriaco.<\/strong> La negazione accomuna quasi tutti gli alcolisti\u201d. E dopo cosa succede? \u201cLa prima fase \u00e8 quella dell\u2019accoglienza, seguita dagli esami di laboratorio che servono a verificare il livello di salute complessivo del paziente. Se \u00e8 necessario, viene prescritto un trattamento farmacologico. Il percorso \u00e8 faticoso e dura in media un anno. La rinascita \u00e8 sempre un bel momento, ma il processo non \u00e8 indolore. Si tratta di pazienti molto provati sia da un punto di vista fisico che psicologico. Guarire significa non bere pi\u00f9. <strong>Ci sono relazioni interpersonali da ricostruire ed \u00e8 per questo che, oltre all\u2019alcolista, prendiamo in carico il suo intero nucleo familiare.<\/strong> L\u2019abuso di bevande alcoliche si porta dietro la violenza sulle donne e sui bambini. L\u2019alcol genera aggressivit\u00e0. Non bisogna essere del tutto ubriachi per sperimentare uno stato di alterazione psichica\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/16439\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-484750\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Cocktail-649x400.jpg\" alt=\"\" width=\"547\" height=\"337\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00c8 davvero un peccato che questo grido d&#8217;allarme non riesca ad arrivare nei luoghi dove si pratica il culto dello sballo.<\/strong> Sembra quasi di sentirle le voci di questi ex bambini consacrati al dio alcol: a noi non succeder\u00e0 mai una roba del genere. Noi beviamo per divertimento. Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che si fa davanti ai locali. Perch\u00e9 siamo giovani, fighi e imbattibili. Perch\u00e9 domani \u00e8 un altro giorno, basta dormirci sopra e passa tutto&#8221;. Si spalleggiano a vicenda, brindano con un altro shottino e si preparano alla botta finale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maria Francesca Amendola, responsabile del servizio alcologia dell&#8217;Asp di Cosenza, denuncia: \u201cNei locali della movida superalcolici venduti regolarmente ai minorenni\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":179569,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[19],"class_list":["post-179568","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179568","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=179568"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179568\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/179569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=179568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=179568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=179568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}