{"id":180231,"date":"2022-11-28T18:17:51","date_gmt":"2022-11-28T17:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/detenuto-picchiato-da-sei-agenti-anche-il-comandante-in-arresto-per-tortura\/"},"modified":"2023-01-16T17:17:53","modified_gmt":"2023-01-16T16:17:53","slug":"486696-detenuto-picchiato-da-sei-agenti-anche-il-comandante-in-arresto-per-tortura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/486696-detenuto-picchiato-da-sei-agenti-anche-il-comandante-in-arresto-per-tortura\/","title":{"rendered":"Detenuto picchiato da sei agenti: anche il comandante in arresto per tortura"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA- Un detenuto di origine campana, <strong>Alessio Peluso, di 30 anni, considerato un esponente di spicco della camorra,<\/strong> avrebbe subito nel gennaio scorso un <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/16486\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pestaggio nel<strong> carcere &#8220;Panzera&#8221; di Reggio Calabria<\/strong> <\/a>in relazione al quale, adesso, la polizia di Stato ha arrestato e posto ai domiciliari <strong>sei agenti di polizia penitenziaria<\/strong> in servizio nella casa di reclusione, <strong>tra cui il comandante, Stefano La Cava, di 48 anni<\/strong>. Oltre a La Cava,<strong> gli agenti coinvolti<\/strong> nell&#8217;inchiesta sono gli assistenti capo Fabio Morale, di 55 anni, Domenico Cuzzola (45) e Placido Giordano (51); il vice sovrintendente Pietro Luciano Giordano (55) e l&#8217;assistente Alessandro Sgr\u00f2 (39). A loro carico \u00e8 stata eseguita un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip, Valerio Trovato, su richiesta del Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, dell&#8217;aggiunto, Giuseppe Lombardo, e del sostituto procuratore Sara Perazzan. titolare del fascicolo d&#8217;inchiesta. I reati contestati nel provvedimento restrittivo sono<strong> tortura e lesioni personali aggravat<\/strong>e.<\/p>\n<p><strong>Altri due agenti, nell&#8217;ambito della stessa inchiesta, sono stati sospesi dal servizio ed altri quattro risultano, al momento, indagati<\/strong>. Per questi ultimi il gip decider\u00e0 soltanto dopo l&#8217;interrogatorio se disporre anche nei loro confronti la sospensione dal servizio, come richiesto dalla Procura. <strong>Nell&#8217;inchiesta \u00e8 coinvolto anche uno dei medici in servizio nel carcere<\/strong>, indagato per depistaggio in quanto avrebbe reso false dichiarazioni al pubblico ministero nel corso delle indagini. Anche per lui il gip decider\u00e0 dopo l&#8217;interrogatorio se sospenderlo dal servizio. L&#8217;indagine che ha portato agli arresti \u00e8 stata condotta dalla Squadra mobile reggina, diretta da Alfonso Iadevaia.<\/p>\n<p>La posizione che appare obiettivamente pi\u00f9 grave \u00e8 quella del comandante La Cava, al quale, oltre alla tortura e alle lesioni, sono contestati i <strong>reati di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale<\/strong> in atto pubblico, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico per induzione, omissione di atti d&#8217;ufficio, calunnia e tentata concussione. Secondo quanto \u00e8 emerso dall&#8217;inchiesta, La Cava avrebbe tentato illegittimamente di visionare, costringendo un suo sottoposto a mostrargliele, alcune relazioni di servizio relative alla sorveglianza cui veniva sottoposto Peluso.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca dei fatti, tra l&#8217;altro,<strong> il detenuto vittima del pestaggio aveva messo in atto una protesta<\/strong>, rifiutandosi di rientrare in cella dopo avere beneficiato dell&#8217;ora d&#8217;aria. Il pestaggio di cui \u00e8 rimasto vittima Peluso \u00e8 stato ripreso dalle telecamere interne dell&#8217;istituto di pena. L&#8217;uomo \u00e8 stato colpito ripetutamente dagli agenti con i <strong>manganelli<\/strong> in loro dotazione, ma anche con pugni. Lo stesso personale di polizia penitenziaria, inoltre, lo avrebbe fatto spogliare e<strong> lo avrebbe lasciato seminudo per oltre due ore in cella<\/strong>. A denunciare le violenze subite, a distanza di alcuni giorni, \u00e8 stato lo stesso Peluso togliendosi la maglietta nel corso di un collegamento in videoconferenza col Tribunale di Napoli durante un processo e mostrando i segni delle percosse ai giudici, che hanno poi segnalato i fatti alla Procura di Reggio Calabria.<\/p>\n<h3>Pestaggio in carcere: al vaglio denunce di altri detenuti<\/h3>\n<p>Nei giorni successivi alla denuncia del detenuto campano pestato dagli agenti della penitenziaria, inoltre, si sarebbero aggiunti gli<strong> esposti dei familiari di altri detenuti, tutti di origine campana<\/strong>. Nel corso di colloqui telefonici con i parenti, in sostanza, le persone recluse avevano riferito di essere stati malmenati all&#8217;interno del carcere. I successivi approfondimenti investigativi, anche attraverso l&#8217;escussione dei reclusi da parte del pubblico ministero titolare delle indagini, avevano permesso gi\u00e0 in una prima fase di circoscrivere ad un solo detenuto le condotte violente, cos\u00ec come poi confermato dalla<strong> visione e analisi delle telecamere interne dell&#8217;istituto di pena<\/strong>. &#8220;Va segnalato &#8211; \u00e8 scritto in una nota della Questura reggina &#8211; che le gravi condotte contestate sono ascrivibili alla responsabilit\u00e0 personale solo di alcuni appartenenti alla Polizia Penitenziaria, che presta servizio all&#8217;interno della struttura penitenziaria in questione con abnegazione, sacrificio e senso del dovere, e con pieno rispetto dei diritti e della dignit\u00e0 dei detenuti&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano La Cava \u00e8 stato posto ai domiciliari insieme agli altri poliziotti coinvolti nell&#8217;episodio nel carcere di Reggio Calabria da cui sarebbero partite altre denunce per maltramenti da parte di altri detenuti<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":180232,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-180231","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=180231"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180231\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/180232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=180231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=180231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=180231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}