{"id":18036,"date":"2013-02-19T12:25:33","date_gmt":"2013-02-19T11:25:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=18036"},"modified":"2023-01-17T13:16:00","modified_gmt":"2023-01-17T12:16:00","slug":"6496-ndrangheta-sestito-arrestato-grazie-a-movimenti-della-moglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6496-ndrangheta-sestito-arrestato-grazie-a-movimenti-della-moglie\/","title":{"rendered":"&#8216;Ndrangheta: Sestito, arrestato grazie a movimenti della moglie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CATANZARO<\/strong> &#8211; Davide Sestito, il latitante catturato in Germania dai carabinieri del Reparto operativo provinciale di Catanzaro, era riuscito a fuggire<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">dall&#8217;ordinanza di fermo emess a suo carico a dicembre del 2011 nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;showdown&#8221;. Da li&#8217; riusc\u00ec raggiungere prima la Spagna e poi la Germania. Dietro, con tutta probabilita&#8217;, una buona rete di copertura, ma anche l&#8217;abilita&#8217; dell&#8217;uomo, accusato di associazione aperdelinquere di stampo mafioso e indiziato anche del delitto del cognato Giuseppe Todaro, il cui corpo non e&#8217; stato mai ritrovato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sestito comunicava con la famiglia, rimasta in provincia di Catanzaro, attraverso un codice numerico, da qui il nome all&#8217;operazione: &#8220;Number&#8221;. I carabinieri del Reparto operativo provinciale, guidati dal colonnello Giorgio Naselli, sono riusciti a codificare i messaggi inviati alla moglie e a scoprire che era stato fissato un appuntamento per il ricongiungimento. A quel punto sono scattati una serie di servizi tra la Spagna, la Francia e la Germania. La donna e&#8217; stata seguita per diversi giorni, fin quando e&#8217; partita prima alla volta di Milano, poi per Torino, quindi di nuovo a Milano, dove si e&#8217; fermata in un albergo. Improvvisamente la partenza per la Germania via Austria, in treno. Destinazione la citta&#8217; di Saarbruken, vicino Stoccarda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; qui che gli uomini dell&#8217;Arma hanno atteso movimenti, fin quando e&#8217; arrivata un&#8217;autovettura con a bordo il latitante, accompagnato da un uomo di nazionalita&#8217; italiana sulla cui posizione sono in corso indagini. Sestito non ha opposto resistenza, ma ha avuto un lieve malore. I particolari dell&#8217;operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si e&#8217; svolta nella sede del Comando provinciale di Catanzaro, alla presenza del colonnello Salvatore Sgroi, comandante provinciale; del colonnello Naselli; del procuratore Vincenzo Antonio Lombardo e dell&#8217;aggiunto Giovanni Bombardieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sgroi ha sottolineato le difficolta&#8217; superate per arrivare sulle tracce dell&#8217;uomo, mentre Naselli ha evidenziato &#8220;l&#8217;alta professionalita&#8217; della polizia tedesca e la collaborazione di tutte le polizie europee interessate&#8221;. Il procuratore Lombardo ha sottolineato come Sestito sia stato inseguito in molti stati europei. &#8220;Si tratta &#8211; ha aggiunto &#8211; di un personaggio che ha avuto anche ruoli dirigenziali nella cosca Sia-Tripodi-Procopio, considerato vicino al gruppo e in autonomia rispetto alla cosca Gallace di Guardavalle. Lui e&#8217; sospettato di essere il killer del cognato, Giuseppe Todaro. Analoga parentela c&#8217;era con Ferdinando Rombola&#8217;, anch&#8217;egli rimasto ucciso. I tre, infatti, avevano sposato tre sorelle&#8221;. L&#8217;aggiunto Bombardieri si e&#8217; soffermato sul lavoro di intelligence compiuto dai carabinieri, mentre Naselli ha poi ricostruito le indagini portate avanti prima dell&#8217;arresto. Sestito e&#8217; stato rinchiuso in carcere in Germania, in attesa dell&#8217;estradizione che dovrebbe avvenire presto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Davide Sestito, il latitante catturato in Germania dai carabinieri del Reparto operativo provinciale di Catanzaro, era riuscito a fuggire<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":18037,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-18036","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18036"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18036\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}