{"id":181067,"date":"2022-12-13T11:22:59","date_gmt":"2022-12-13T10:22:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/accusata-di-inquinamento-ambientale-assolta-imprenditrice-di-celico\/"},"modified":"2023-01-25T11:42:08","modified_gmt":"2023-01-25T10:42:08","slug":"489323-accusata-di-inquinamento-ambientale-assolta-imprenditrice-di-celico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/489323-accusata-di-inquinamento-ambientale-assolta-imprenditrice-di-celico\/","title":{"rendered":"Accusata di inquinamento ambientale, assolta imprenditrice di Celico"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Si \u00e8 conclusa con un\u2019assoluzione la vicenda giudiziaria che ha visto protagonista, in qualit\u00e0 di imputata, <strong>C.M.<\/strong>, titolare dell\u2019omonima <strong>azienda agricola nel comune di Celico<\/strong> accusata di inquinamento ambientale dalla Procura della Repubblica di Cosenza. I <strong>fatti risalgono al 2018<\/strong> quando, durante un accertamento fiscale compiuto dalla Guardia di Finanza di San Giovanni in Fiore, che concentrarono l&#8217;attenzione sulla presenza, nella tenuta dove ha sede l\u2019azienda, di un invaso artificiale sul cui argine era presente una strana fanghiglia di colore rosso.<\/p>\n<p>Interpellati quindi su questo fenomeno i <strong>titolari dell\u2019azienda<\/strong> non seppero l\u00ec per l\u00ec giustificare quella presenza affidandosi, in tutto e per tutto, all\u2019operato degli agenti i quali, mossi dal dubbio sulla natura di quel fango, pensarono di interrogare in proprosito l\u2019Arpacal , l\u2019agenzia regionale che si occupa della protezione dell\u2019ambiente. <strong>L\u2019Arpacal<\/strong>, a distanza di pochissimo tempo, tramite i propri tecnici, <strong>prelev\u00f2 i campioni di quel fango<\/strong> e delle acque dell\u2019invaso al fine di analizzarli e sciogliere cos\u00ec ogni dubbio sulla loro natura ma soprattutto sulla loro rilevanza penale. Dubbio che, in sede di analisi, veniva chiarito apparentemente nel peggiore dei modi ovvero riscontrando, secondo i tecnici Arpacal, nelle acque la presenza di un <strong>quantitativo di ferro<\/strong> assolutamente <strong>incompatibile con i parametri di legge. <\/strong><\/p>\n<p>Da qui la celebrazione presso il GUP di Cosenza dell\u2019udienza preliminare e il successivo rinvio a giudizio per il grave reato di inquinamento ambientale a carico della titolare dell\u2019azienda, difesa dall\u2019avv. Saverio F. De Bartolo.<\/p>\n<p>In dibattimento, tuttavia, dopo l\u2019audizione dei tecnici dell&#8217;Arpacal autori dei prelievi e delle analisi sui campioni di suolo e di acque, i fatti e gli elementi di indagine di natura tecnica e normativa, ricostruiti dalla Procura di Cosenza in termini di responsabilit\u00e0, hanno visto un chiarimento e un loro totale sovvertimento. In particolare, l\u2019audizione del <strong>prof. Ernesto Infusino<\/strong>, docente presso il Dipartimento di Ingegneria dell\u2019Ambiente dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, in veste di<strong> consulente della Difesa<\/strong>, ha <strong>fugato ogni dubbio<\/strong> sulla presenza di quel ferro all\u2019interno delle acque dell\u2019invaso ricostruendo e <strong>spiegando<\/strong>, in virt\u00f9 di approfonditi studi sulla <strong>morfologia idrogeologica dell\u2019intero massiccio silano<\/strong> pubblicati su prestigiose riviste scentifiche di settore, la ragione di quel fenomeno ma soprattutto l\u2019impossibilit\u00e0 di ascrivere lo stesso in termini di inquinamento ambientale a carico dell\u2019imputata. Da qui dunque, l\u2019assoluzione da parte del Tribunale di Cosenza- Dott.ssa Antico &#8211; perch\u00e9 <strong>il fatto non sussiste.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sede dell\u2019azienda venne scoperta la presenza di un invaso artificiale sul cui argine era presente una strana fanghiglia di colore rosso<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":181068,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[19],"class_list":["post-181067","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181067","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181067"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181067\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/181068"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181067"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}