{"id":183038,"date":"2023-01-14T14:30:07","date_gmt":"2023-01-14T13:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/493334-staminali-del-cervello-rallentano-la-sclerosi-multipla-positivo-il-primo-test-in-italia"},"modified":"2023-01-14T14:30:07","modified_gmt":"2023-01-14T13:30:07","slug":"493334-staminali-del-cervello-rallentano-la-sclerosi-multipla-positivo-il-primo-test-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/493334-staminali-del-cervello-rallentano-la-sclerosi-multipla-positivo-il-primo-test-in-italia\/","title":{"rendered":"Staminali del cervello rallentano la sclerosi multipla, positivo il primo test in Italia"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Sono promettenti i primi dati che arrivano da una sperimentazione condotta da ricercatori dell&#8217;Irccs ospedale San Raffaele di Milano e illustrata su <strong>Nature Medicine<\/strong>. Il tentativo di utilizzare le cellule staminali nel trattamento della sclerosi multipla e le sperimentazioni con cellule staminali del sangue (ematopoietiche) e mesenchimali non hanno portato a risultati ottimali. I <strong>ricercatori del San Raffaele<\/strong> hanno utilizzato invece <strong>staminali del sistema nervoso<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Questo tipo di cellule \u00e8 gi\u00e0 stato testato in diverse altre patologie &#8211; spiega all&#8217;ANSA il coordinatore della ricerca Gianvito Martino, direttore scientifico del San Raffaele &#8211; come la <strong>Sla<\/strong> o la malattia di <strong>Huntington<\/strong> con la finalit\u00e0 di <strong>sostituire le cellule danneggiate<\/strong>. Nel nostro caso, invece, le <strong>cellule vengono<\/strong> infuse attraverso una <strong>puntura lombare<\/strong> direttamente nel <strong>liquido cerebrospinale<\/strong>. Da qui <strong>migrano<\/strong> nell&#8217;area dove c&#8217;\u00e8 il danno causato dalla malattia e agiscono secernendo molecole neuroprotettive. Funzionano, dunque, come una sorta di farmacia viaggiante&#8221;, precisa Martino.<\/p>\n<p>La sperimentazione di fase I, denominata STEMS, ha coinvolto, a partire dal 2017, <strong>dodici pazienti<\/strong> con sclerosi multipla progressiva ed elevata disabilit\u00e0, sui quali i trattamenti disponibili si erano dimostrati poco o per niente efficaci. I <strong>pazienti hanno ricevuto differenti dosaggi di staminali<\/strong> e i <strong>test<\/strong> eseguiti a due anni dal trattamento hanno mostrato &#8220;<strong>una riduzione della perdita di tessuto cerebrale nei pazienti che hanno ricevuto il maggior numero di cellule staminali neurali&#8221;,<\/strong> illustra la prima firmataria dello studio Angela Genchi.<\/p>\n<p>Inoltre, i pazienti presentavano fattori di crescita e di sostanze neuroprotettive nel liquido cerebrospinale. Tutto ci\u00f2 potrebbe confermare la capacit\u00e0 del trattamento di favorire processi di riparazione. I ricercatori sono cauti: lo scopo di questa fase della ricerca era in primo luogo valutare l&#8217;efficacia del trattamento. Inoltre il numero di pazienti \u00e8 esiguo. <strong>&#8220;Tutti i dati, per\u00f2, vanno nella direzione auspicata&#8221;<\/strong>, precisa Martino. Il prossimo passo sar\u00e0 verificare l&#8217;efficacia del trattamento in una <strong>sperimentazione pi\u00f9 ampia<\/strong>. Si punta a coinvolgere circa cento pazienti in pi\u00f9 centri clinici; le caratteristiche dei malati da includere nella nuova sperimentazione dovranno essere definite con le autorit\u00e0 regolatorie.<strong> &#8220;Ci vorranno almeno 4-5 anni <\/strong>&#8211; dice Martino &#8211;<strong> per avere i nuovi dati&#8221;<\/strong>. &#8220;I tempi della ricerca scientifica sono apparentemente lunghi&#8221;, dichiara Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism), che ha sostenuto la sperimentazione. &#8220;Ma \u00e8 cos\u00ec che possiamo arrivare a risultati che siano concretamente in grado di cambiare la vita delle persone&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La terapia con cellule staminali del cervello nelle persone con forme progressive di sclerosi multipla \u00e8 sicura e sembra mettere un freno all&#8217;avanzata della malattia<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":183039,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-183038","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183038","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=183038"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183038\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/183039"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=183038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=183038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=183038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}