{"id":18304,"date":"2013-02-22T15:44:56","date_gmt":"2013-02-22T14:44:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=18304"},"modified":"2023-01-17T13:16:17","modified_gmt":"2023-01-17T12:16:17","slug":"6635-uno-nessuno-e-centomila-di-luigi-pirandello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6635-uno-nessuno-e-centomila-di-luigi-pirandello\/","title":{"rendered":"&#8220;Uno, nessuno e centomila&#8221; di Luigi Pirandello"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&#8220;Di ci\u00f2 che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un vero e proprio colosso della letteratura Italiana. Alla base del pensiero pirandelliano c\u2019\u00e8 una concezione vitalistica della realt\u00e0: la realt\u00e0 tutta \u00e8 vita, perpetuo movimento vitale, inteso come eterno divenire,<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>incessante trasformazione da uno stato all&#8217;altro. Il titolo del romanzo \u00e8 una chiave di lettura per comprenderlo fino in fondo, infatti quella di Vitangelo Moscarda \u00e8 la storia di una consapevolezza che si va man mano formando: la consapevolezza che l&#8217;uomo non \u00e8 Uno, e che la realt\u00e0 non \u00e8 oggettiva. Il protagonista passa dal considerarsi unico per tutti (Uno, appunto) a concepire che egli \u00e8 un nulla (Nessuno), attraverso la presa di coscienza dei diversi se stesso che via via diventa nel suo rapporto con gli altri (Centomila). In questo modo la realt\u00e0 perde la sua oggettivit\u00e0 e si sgretola nell&#8217;infinito vortice del relativismo. Nel suo tentativo di distruggere i centomila estranei che vivono negli altri, le centomila concezioni che gli altri hanno di lui, viene preso per pazzo dalla gente, che non vuole accettare che il mondo sia diverso da come lo immagina. Vitangelo Moscarda \u00e8 il &#8220;forestiere della vita&#8221;, colui che ha capito che le persone sono &#8220;schiave&#8221; degli altri e di se stesse. Egli vede gli altri vivere in questa trappola, ma neanche lui ne \u00e8 completamente libero: il fatto che la gente l&#8217;abbia preso per pazzo \u00e8 la dimostrazione che non \u00e8 possibile distruggere le centomila immagini, a lui estranee, che gli altri hanno di lui. \u00c8 possibile solo farle impazzire.<\/p>\n<p>La fine del romanzo \u00e8 molto profonda, conclusione degna per un&#8217;opera di questa portata. Il rifiuto totale della persona comporta la frantumazione dell&#8217;io, perch\u00e9 esso si dissolve completamente nella natura. Pieno di significati \u00e8 il rifiuto del nome, che falsifica ed imprigiona la realt\u00e0 in forme immutabili, quasi come un&#8217;epigrafe funeraria. Al contrario della vita, che \u00e8 un divenire perenne, secondo la concezione vitalistica di Pirandello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&#8220;Una realt\u00e0 non ci fu data e non c&#8217;\u00e8, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sar\u00e0 mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile&#8221;.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &#8220;Di ci\u00f2 che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.&#8221; &nbsp; Un vero e proprio colosso della letteratura Italiana. 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