{"id":183248,"date":"2023-01-16T13:30:10","date_gmt":"2023-01-16T12:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/493925-violenza-di-genere-meccanismi-perversi-una-psicoterapeuta-cosentina-racconta-il-mostro"},"modified":"2023-01-16T13:30:10","modified_gmt":"2023-01-16T12:30:10","slug":"493925-violenza-di-genere-meccanismi-perversi-una-psicoterapeuta-cosentina-racconta-il-mostro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/493925-violenza-di-genere-meccanismi-perversi-una-psicoterapeuta-cosentina-racconta-il-mostro\/","title":{"rendered":"Violenza di genere, meccanismi perversi. Una psicoterapeuta cosentina racconta il \u00abmostro\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211;<strong> &#8220;Avevamo il mostro in casa e non ce ne siamo accorti&#8221;.<\/strong> Cos\u00ec Serena Dandini nel suo libro &#8216;Ferite a morte&#8217; racconta la violenza e lo stupore delle vittime che prendono consapevolezza di un&#8217;aggressione che finisce poi per scarnare l&#8217;anima, consuma e macera dentro. I numeri gridano azioni brutali, giorno dopo giorno, in divenire \u00e8 un continuo di mostri in casa, &#8216;inconsapevoli&#8217; fino a quando lo specchio della realt\u00e0 ne smaschera l&#8217;orrore. Misero \u00e8 il volto della bestia che \u00e8 in lui. Parlare di violenza \u00e8 ormai abituale, ma accettare che la violenza sia normalizzata in questa societ\u00e0, \u00e8 davvero difficile. <strong>Abbiamo incontrato Simona Nigro, psicoterapeuta cosentina e docente dell&#8217;Istituto delle Psicoterapie di Roma.<\/strong><\/p>\n<h3>Il mostro che vive in casa<\/h3>\n<h4>Un padre, un fratello, un riflesso di s\u00e8 che diventa agonia e terrore<\/h4>\n<p>\u00abUna violenza perpetuata come nel caso di <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/16782\">San Ferdinando<\/a>, in un ambiente familiare. Un luogo che dovrebbe essere di protezione sostegno e cura. Purtroppo alla base c&#8217;\u00e8 sempre un substrato culturale che vede l&#8217;uomo padrone verso la propria donna e i figli. Se poi uno di questi figli, diventa l&#8217;oggetto per sfogare le proprie frustrazioni e si unisce il resto dei componenti come agenti di botte insulti e minacce, si fatica a trovare la radice. Spesso nascosta dietro ad una patologia, ma ancora pi\u00f9 frequente, prodotto appunto della cultura e dell&#8217;indifferenza della societ\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-493936 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Violenza-sulle-donne-e1627829690208-570x400.jpg\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"400\" title=\"\"><\/p>\n<h4>Societ\u00e0 indifferente, lontana, impaurita forse dalle conseguenze<\/h4>\n<p>\u00abNessuno avr\u00e0 sentito i lamenti? Nessuno avr\u00e0 notato qualcosa da allertare i servizi sociali? Le forze dell&#8217;ordine ?<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che ci si abitua alla violenza &#8211; spiega la d.ssa Nigro &#8211; quando questa \u00e8 l&#8217;unica comunicazione che si conosce. Ci si abitua quando intervenire fa paura perch\u00e9 si potrebbero avere ritorsioni. Perch\u00e9 girarsi dall&#8217;altra parte \u00e8 funzionale alla propria sopravvivenza\u00bb.<\/p>\n<h4>Difficile anche chiedere aiuto, paradossale ma vero<\/h4>\n<p>\u00abLa vittima vive quello che si chiama &#8216;impotenza appresa&#8217;. Perch\u00e9 se \u00e8 sempre stato cos\u00ec, perch\u00e9 dovrebbe essere diversamente? Quando poi un barlume di forza ti spinge oltre tutte le forze rimaste a chiedere aiuto, ci si scontra con una <strong>societ\u00e0 che spesso minimizza o sdrammatizza<\/strong>. Specie se si vive un un piccolo paese, dove tutti conoscono tutti, e nessuno mai farebbe un torto a tizio o\u00a0 Caio. Nella mia esperienza decennale ho assistito molte donne che si sono sentite <strong>sminuite e sottovalutate<\/strong>. Donne che sono state additate come artefici della violenza ricevuta. Che hanno detto o fatto qualcosa per provocare l&#8217;agito. Le vittime che denunciano si sentono sole molto spesso. Questa \u00e8 la verit\u00e0. Hanno paura di perdere i figli, specie se non hanno un&#8217;indipendenza economica. Stesso motivo per cui sovente si resta nell&#8217;ambiente violento. Hanno paura del giudizio della gente di quel mezzo sorrisetto del <strong>&#8216;se l&#8217;\u00e9 cercata&#8217;\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<h4>La violenza nutre la complicit\u00e0 di chi la subisce e di chi l&#8217;osserva<\/h4>\n<p>\u00abUna volta una mamma mi ha raccontato come la figlia, sia stata massacrata a coltellate ed ha riferito che in un&#8217;intercettazione la <strong>madre dell&#8217;assassino<\/strong> ha pronunciato testuali parole <em>&#8216;figlio mio ammazzandola l&#8217;hai santificata a quella puttana&#8217;.<\/em> Di fronte a questo cosa vogliamo aggiungere? Sicuramente che il frutto non cade mai troppo lontano dall&#8217;albero. L&#8217;autodeterminazione dell&#8217;essere umano \u00e8 subordinato alla volont\u00e0 del pi\u00f9 forte, del pi\u00f9 potente, del pi\u00f9 in vista in paese\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-493937 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/2.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" title=\"\"><\/p>\n<h4>Cosa possiamo fare per smascherare il mostro e buttarlo via da quella casa e dalla vita di chi lo subisce?<\/h4>\n<p>\u00abDobbiamo <strong>riscoprire il coraggio e la fiamma della coscienza<\/strong> per non girarci sempre dall&#8217;altra parte. Scuola istituzioni servizi sociali, comuni cittadini. Quando un fenomeno di violenza rimane indisturbato, la responsabilit\u00e0 \u00e8 di tutti, indistintamente. \u00c8 facile poi fare commemorazioni il <strong>25 novembre<\/strong>. Resta tutto un palcoscenico vuoto e con poco eco. E si tenga altres\u00ec presente che lo Stato italiano non garantisce la giusta pena. Lo Stato &#8216;premia&#8217; il violento e l&#8217;assassino con il rito abbreviato. E se io do uno schiaffo e tu resti l\u00ec, perch\u00e9 dovrei pensare che non posso dartene un altro? Cosa me lo impedisce? Nulla. \u00c8 tutto un silenzio assenso\u00bb.<\/p>\n<h4>Pu\u00f2 raccontarci una delle difficili storie che ha seguito, per capire quanto purtroppo sia ancora difficile denunciare gli abusi?<\/h4>\n<p>\u00abHo seguito una persona in particolare, vittima del marito che \u00e8 arrivato addirittura a provare a strangolarla, ed \u00e8 stato fermato solo dall&#8217;intervento della madre di Lei che fortunatamente era in casa. La ragazza ha denunciato ma lui, facendo parte di una famiglia molto in vista, per un po&#8217; ha avuto la meglio. Tutto il paese &#8211; racconta la d.ssa Nigro &#8211; guardava la donna come &#8216;la traditrice&#8217; tanto da costringerla a dover cambiare paese. Ora vive in provincia di Cosenza, prima nel Crotonese. La famiglia di lui ha fatto diverse pressioni agli avvocati tanto da costringere la donna (supportata da me) a cambiare avvocato. La denuncia \u00e8 partita, ma fino alla prima udienza la donna ha cambiato completamente la propria vita, \u00e8 stata costretta a licenziarsi e a cambiare avvocato ed abitudini. Quindi s\u00ec, <strong>le donne che denunciano non si sentono sempre tutelate, <\/strong>ed \u00e8 proprio per questo che <strong>spesso indietreggiano<\/strong>. Fortunatamente esiste qualcuno che insiste e persiste nella giustizia e si arriva ad una nuova vita. Spesso per\u00f2 si torna indietro; per solitudine, paura o mancanza di risorse economiche\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando un barlume di forza spinge a chiedere aiuto, ci si scontra con una societ\u00e0 che spesso minimizza, e la vittima si sente persa<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":183249,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-183248","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183248","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=183248"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183248\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/183249"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=183248"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=183248"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=183248"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}