{"id":18544,"date":"2013-02-27T12:05:51","date_gmt":"2013-02-27T11:05:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=18544"},"modified":"2023-01-17T13:16:30","modified_gmt":"2023-01-17T12:16:30","slug":"6759-agricoltura-9-aziende-su-10-coltivano-legnose-agrarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6759-agricoltura-9-aziende-su-10-coltivano-legnose-agrarie\/","title":{"rendered":"Agricoltura: 9 aziende su 10 coltivano legnose agrarie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CATANZARO<\/strong> &#8211; Il quadro del sistema agricolo calabrese&nbsp;appare sempre piu&#8217; dominato da aziende che investono nelle&nbsp;coltivazioni legnose agrarie: il loro peso<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sul totale delle aziende&nbsp;passa dall&#8217;86% nel 2000 al 91% nel 2010, portando la quota di SAU&nbsp;destinata a legnose agrarie dal 42% al 46%. E&#8217; quanto emerge dai dati&nbsp;dell&#8217;ultimo censimento Istat, diffusi oggi dall&#8217;istituto di&nbsp;statistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente, a livello nazionale la situazione resta&nbsp;immutata con riferimento sia al numero di aziende (73%) che alla&nbsp;superficie investita (18%). Per quanto riguarda le altre tipologie di&nbsp;coltivazioni, in Calabria si evidenzia una rilevante diminuzione&nbsp;dell&#8217;investimento in seminativi in termini sia di aziende (dal 42% al&nbsp;34%) sia di superficie coltivata (dal 32% al 28% della SAU); gli orti<br \/>familiari sono presenti nell&#8217;11% delle aziende (erano il 20% nel 2000)&nbsp;con quote minime di superficie investita; i prati permanenti e pascoli&nbsp;sono coltivati dal 13% delle aziende (14% nel 2000) mentre la&nbsp;percentuale di SAU si attesta sullo stesso valore (25%) a fine e&nbsp;inizio decennio. Le aziende con coltivazioni legnose agrarie &#8211;&nbsp;sottolinea l&#8217;Istat &#8211; diminuiscono, tra il 2000 e il 2010, del 69% in&nbsp;Calabria e del 53% in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda la superficie&nbsp;investita a coltivazioni legnose, in Calabria si rileva una variazione positiva del 7,6% (-2,6% in Italia); risultato dovuto soprattutto&nbsp;all&#8217;andamento positivo che si evidenzia nelle province di Crotone&nbsp;(+16,6%) e di Reggio Calabria (+11,3%). In provincia di Catanzaro,&nbsp;invece, la variazione e&#8217; pressoche&#8217; simile a quella nazionale (-2,4%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda le altre colture si segnala che gli andamenti&nbsp;della Regione Calabria sono dello stesso segno di quelli nazionali,&nbsp;anche se le variazioni percentuali tra i due censimenti si&nbsp;differenziano significativamente: in riferimento ai seminativi il&nbsp;numero di aziende varia in modo analogo (Calabria -37%, Italia -35%),&nbsp;a differenza di quanto avviene per la superficie coltivata (Calabria&nbsp;-12% e Italia -4%). La provincia di Catanzaro si caratterizza per il&nbsp;calo delle aziende (-56%) e quella di Vibo Valentia per la flessione&nbsp;della superficie (-31%); la provincia di Crotone, invece, registra una&nbsp;diminuzione piu&#8217; contenuta sia in termini di aziende (-26%) che di&nbsp;superficie (-6%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso degli orti familiari calabresi, si&nbsp;registrano variazioni negative e di entita&#8217; significativa (aziende&nbsp;-56% e superficie investita -50%), in Italia invece la flessione e&#8217;&nbsp;pari a -39% per il numero di aziende e a -19% per la superficie.<br \/>Cosenza e Vibo Valentia &#8211; emerge dal censimento &#8211; sono le province con&nbsp;il maggiore numero di aziende che rinunciano all&#8217;orto familiare (-60%)&nbsp;e alla relativa superficie (rispettivamente 61% e 46%), Crotone mostra&nbsp;i tassi di riduzione piu&#8217; contenuti (-36% per il numero di aziende e&nbsp;-21% per la superficie). Con riferimento ai prati permanenti e pascoli&nbsp;la Calabria presenta variazioni negative molto piu&#8217; contenute rispetto&nbsp;all&#8217;Italia; -30% le aziende, mentre la superficie resta&nbsp;fondamentalmente invariata (-0,1%); a livello nazionale il numero di&nbsp;aziende si riduce del 45% e la superficie dello 0,6%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella provincia&nbsp;di Crotone si registra la contrazione piu&#8217; limitata nel numero di&nbsp;aziende (-8%) e la crescita piu&#8217; consistente della superficie (+60%).&nbsp;Va sottolineato che la superficie investita in prati permanenti e&nbsp;pascoli si riduce solo nelle province di Cosenza (-21%) e Vibo&nbsp;Valentia (-28%). Le coltivazioni legnose agrarie (comprendenti<br \/>l&#8217;olivo, la vite, gli agrumi e i fruttiferi) sono presenti nella quasi&nbsp;totalita&#8217; delle aziende calabresi (9 aziende su 10); queste ultime&nbsp;hanno una dimensione media pari a 2 ettari, in aumento di 0,4 ettari&nbsp;rispetto al 2000. I seminativi sono coltivati dal 34% delle aziende su&nbsp;una superficie media di 3,4 ettari, in crescita di un ettaro rispetto&nbsp;a dieci anni prima. I prati permanenti e pascoli, infine, presenti nel&nbsp;13% delle aziende censite, sono di dimensione media elevata (8<br \/>ettari), cresciuta di 2,4 ettari nell&#8217;ultimo decennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La provincia di&nbsp;Crotone evidenzia la dimensione media aziendale piu&#8217; alta in tutti i&nbsp;gruppi principali di coltivazioni (per le legnose agrarie e&#8217; pari a&nbsp;2,5 ettari per azienda, per i seminativi a 6 ettari, per i prati&nbsp;permanenti e pascoli a 12 ettari). Valori medi minimi caratterizzano,&nbsp;invece, le realta&#8217; aziendali della provincia di Reggio Calabria nel&nbsp;caso dei seminativi (1,9 ettari per azienda) e di Vibo Valentia in&nbsp;riferimento alle coltivazioni legnose (1,6 ettari per azienda) e ai&nbsp;prati permanenti (1,7 ettari per azienda).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Il quadro del sistema agricolo calabrese&nbsp;appare sempre piu&#8217; dominato da aziende che investono nelle&nbsp;coltivazioni legnose agrarie: il loro peso<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-18544","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18544\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}