{"id":186579,"date":"2023-02-16T11:12:16","date_gmt":"2023-02-16T10:12:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=186579"},"modified":"2023-02-16T13:00:39","modified_gmt":"2023-02-16T12:00:39","slug":"comune-di-castrolibero-diffida-la-regione-no-a-fusione-comuni-e-autonomia-differenziata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/comune-di-castrolibero-diffida-la-regione-no-a-fusione-comuni-e-autonomia-differenziata\/","title":{"rendered":"Comune di Castrolibero diffida la Regione \u00abNo a fusione comuni e autonomia differenziata\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>CASTROLIBERO &#8211; Il Comune di Castrolibero, nella seduta consiliare del 14 febbraio ha ribadito, con tutti favorevoli e un solo astenuto, un duplice no, diffidando la Regione, alla fusione dei comuni dell&#8217;area urbana, <strong>Cosenza, Rende, Castrolibero<\/strong>, secondo la bozza del disegno di legge regionale e ha formalizzato il proprio no all&#8217;autonomia differenziata cos\u00ec come proposta dal DDL Calderoli.<\/p>\n<p>Discusso e approvato un documento politico\/amministrativo di <strong>diffida<\/strong> al Consiglio Regionale della Calabria sulla proposta di <strong>fusione dei Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero<\/strong>. Il legislatore Repubblicano, a seguito della caduta del regime fascista che aveva soppresso numerosi comuni, nel ventennio, eman\u00f2 la Legge del 15 febbraio 1953, n 71. Il Costituente (art.133, comma 2 Cost), e poi il legislatore (TUEL), riservavano alle Regioni, previo <strong>referendum consultivo delle \u201cpopolazioni interessate<\/strong>\u201d, la potest\u00e0 legislativa in tema di istituzione di nuovi comuni e\/o modifica delle loro circoscrizioni.<\/p>\n<p>Pertanto, <strong>l\u2019atto istitutivo del comune unico,<\/strong> si stabiliva, avrebbe rivestito sempre la forma della legge regionale. Il quadro normativo si completava, inoltre, negli anni pi\u00f9 recenti, con la c.d. legge Delrio, che ha previsto alcune misure agevolative ed organizzative per le fusioni, ma di corto respiro e, soprattutto di breve durata. Infine, quale ultimo elemento, questo s\u00ec di totale criticit\u00e0, le singole norme regionali sulle fusioni, talvolta distoniche tra loro ed oltremodo datate, come il caso della Regione Calabria la cui legge risale al 5 aprile 1983 n 13.<\/p>\n<p>Passando all\u2019esame dell\u2019art. 133 comma 2 Cost, esso dispone: <strong>\u201cle Regioni, sentite le popolazioni interessate, pu\u00f2 con le sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Dalla lettura \u00e8 possibile ricavare: l\u2019adozione di una legge regionale, non potendosi addivenire alla fusione attraverso un mero atto amministrativo; l\u2019obbligo di acquisire il parere delle popolazioni coinvolte. In questo range si muove il dibattito, che per la verit\u00e0 appassion\u00f2 sin dall\u2019inizio dei lavori a partire dal 1 agosto del 1946, che ha visto protagonisti i membri del Comitato per le autonomie composto dagli Onorevoli Ambrosini, Bordon, Castiglia, Codacci, Pisanelli, Einaudi, Gieco, Lammi, Starnuti, Uberti e Zuccarini. L\u2019on.le Nobile ad esempio fu subito contrario a consentire alle Assemblee regionali creassero o modificassero nuovi comuni o modificassero le circoscrizioni, perch\u00e9 questo poteva essere esigenza spinta da mere esigenze elettorali. Appariva, pertanto, necessaria e preponderante la determinazione popolare da parte delle popolazioni interessate.<\/p>\n<p>Il presidente Terracini si rese conto che questa era la tesi comune di base. A questo punto l\u2019On.le Mortati ravvis\u00f2 l\u2019esigenza di fissare le condizioni generali per la manifestazione della volont\u00e0 popolare, evidenziando che trattandosi di atto consultivo e non vincolante, non vi era necessit\u00e0 di quorum, al contrario necessario se si fosse giunta alla diversa determinazione di atto amministrativo in quanto tale vincolante. Questa premessa storica \u00e8 importante per fissare un dato: l\u2019aberrazione di possibili fusioni solo per fini elettoralistici e non nell\u2019interessse effettivo delle popolazioni e nel rispetto delle loro esclusive volont\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, <strong>\u00e8 in atto, da parte di alcuni Consiglieri della maggioranza della Regione Calabria<\/strong> il <strong>tentativo<\/strong> fino ad ora <strong>sbandierato<\/strong>, addirittura con una bozza di proposta di legge, invero <strong>non depositata ufficialmente<\/strong> ma illustrata pubblicamente, con la quale addirittura viene fissata la data del 01.02.2025, quale quella della <strong>cessazione dei Comuni di Castrolibero, Rende e Cosenza, per dar vita ad una citt\u00e0 unica,<\/strong> attraverso l\u2019istituto della fusione circoscrizionale. Detto tentativo, di ulteriore accelerazione, almeno nelle intenzioni, muove da prese di posizioni in precedenza espresse da altro Consigliere Regionale, che ne aveva lanciato l\u2019idea. A questo punto, dal Consiglio Comunale di Castrolibero, si ufficializza in atti una inequivoca posizione: Intanto, nel merito, alcune considerazioni: La relazione tecnico-finanziaria non contiene alcun aspetto tecnico relativo alla situazione patrimoniale dei tre Comuni, cos\u00ec diversa tra loro, n\u00e9 si evince riferimento alcuno alle emergenze dei rispettivi bilanci, in specialmodo quelli di Cosenza in dichiarato stato di pluri-dissesto ed ancora in fase di ulteriore accertamento, ed in misura minore del Comune di Rende, comunque, in pre- dissesto, e di come detta condizione riverbera sulle popolazioni, in specie sui cittadini di Castrolibero che ha le finanze in ordine. L\u2019unico aspetto della relazione finanziaria \u00e8 il costo del referendum!<\/p>\n<p>\u00c8, invece, necessario:<\/p>\n<p>&#8211; commissionare uno studio di fattibilit\u00e0 finanziaria in grado, esso si, di determinare e far emergere le condizioni e gli effetti che la fusione realizza in concreto sui cittadini, a qual punto chiamati su contenuti chiari ad esprimersi con un si od un no, non come adesso sul nulla;<br \/>\n&#8211; sentire previamente la voce delle singole amministrazioni coinvolte, in ossequi al principio di rappresentanza e di mandato elettivo ricevuto, cardini di costituzionalit\u00e0;<br \/>\n&#8211; prevedere, anche alla luce delle recenti bocciature ricevute dal Consiglio di Stato per le fusioni di Campora San Giovanni e Serra d\u2019Aiello, che la legge regionale venga modificata con la previsione di referendum consultivi che si rivolgano alle popolazioni di ogni singolo comune individualmente coinvolto nella fusione. Tanto in ossequio al principio di autodeterminazione e non gi\u00e0 di annessione, che ogni diversa concezione referendaria darebbe come risultato, in specie per i comuni a minore densit\u00e0 residenziale rispetto a quelli pi\u00f9 grandi che li vedrebbero soverchiati.<\/p>\n<p>In attesa che tutto questo previamente avvenga, e nella preoccupazione che possa procedersi, da parte degli organi regionali, <strong>per come avvenuto nei Comuni di Amantea e Serra d\u2019Aiello<\/strong>, ovvero <strong>senza far esprimere le singole popolazioni coinvolte<\/strong>, sia pur consultivamente, e non la totalit\u00e0, disomogenea, dei residenti dei futuri territori da fondere, il <strong>Comune di Castrolibero<\/strong>, verificatesi tali suddette condizioni, <strong>avvier\u00e0 le procedure per indire entro il 30 ottobre 2023<\/strong>, un proprio <strong>referendum<\/strong> di <strong>natura consultiva<\/strong>, ponendo alla base un proprio studio di fattibilit\u00e0 e chiedendo ai cittadini di esprimersi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CASTROLIBERO &#8211; Il Comune di Castrolibero, nella seduta consiliare del 14 febbraio ha ribadito, con tutti favorevoli e un solo astenuto, un duplice no, diffidando la Regione, alla fusione dei comuni dell&#8217;area urbana, Cosenza, Rende, Castrolibero, secondo la bozza del disegno di legge regionale e ha formalizzato il proprio no all&#8217;autonomia differenziata cos\u00ec come proposta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":142703,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563],"tags":[],"class_list":["post-186579","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/186579","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=186579"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/186579\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/142703"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=186579"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=186579"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=186579"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}