{"id":18795,"date":"2013-03-04T10:59:17","date_gmt":"2013-03-04T09:59:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=18795"},"modified":"2023-01-17T13:16:44","modified_gmt":"2023-01-17T12:16:44","slug":"6890-valentina-pitzalis-un-inno-alla-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6890-valentina-pitzalis-un-inno-alla-vita\/","title":{"rendered":"Valentina Pitzalis, un inno alla vita"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BACCU ABIS<\/strong> &#8211; Per non dimenticare la cattiveria, la gelosia e il dolore che nasce, cresce e divora dopo la fine di un amore. Quando l&#8217;Amore, quello che fa star bene, quello che fa<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>sorridere, diventa odio, diventa tragedia.<\/p>\n<p>Valentina Pitzalis \u00e8 la prova che qualcosa, di tutto il male, pu\u00f2 rimanere. Ci\u00f2 che le rimane e ci\u00f2 che non le si spegne mai dal volto \u00e8 il sorriso. Aveva 28 anni, il 17 aprile del 2011 a Baccu Abis quando l&#8217;ex marito le ha buttato addosso una bottiglia di cherosene e poi le ha dato fuoco con un accendino. Mentre Valentina si incendiava come una torcia umana, una scintilla avvolgeva di fiamme il marito che moriva carbonizzato al suo fianco.&nbsp;<\/p>\n<p>Ricorda solo un grande dolore, prima di risvegliarsi in un letto d&#8217;ospedale senza pi\u00f9 il volto, una mano amputata e l&#8217;altra gravemente ustionata. L&#8217;ex marito gli \u00e8 morto vicino, ossessionato da un amore malato, un amore devastante che credeva di poter vivere per sempre, oltre la vita, portandolo avanti in un&#8217;altra &#8220;dimensione&#8221;. Ma non si \u00e8 trattato di suicidio, l&#8217;uomo voleva uccidere solo lei ma \u00e8 rimasto vittima della sua stessa trappola mortale.<\/p>\n<p>Sono ancora vivi i ricordi di Valentina:\u201cCi eravamo lasciati da poco. Mi telefon\u00f2 con una scusa, aveva bisogno di un documento. Glielo portai a casa, poi un saluto. Mi stavo dirigendo verso la porta d\u2019ingresso quando lui mi chiam\u00f2. Io mi voltai e lo vidi gettarmi addosso un liquido. Per reazione portai le mani al volto, un istintivo gesto di autodifesa. Forse, per questo mi sono salvata\u201d. Valentina non lo chiama mai per nome (Manuel Piredda), quasi a non volerne pi\u00f9 evocare la memoria. Che sia stato un tentativo di femminicidio, seguito da un suicidio o un\u2019incidente a Valentina importa poco, lei lo ha gi\u00e0 perdonato da tempo: \u201cLui non era un mostro ma ha fatto una cosa mostruosa. Era malato di gelosia morbosa. Non mi ha fatto continuare gli studi. Non mi faceva lavorare. Un mio errore, quello di essere stata troppo accondiscendente. Il suo era un amore malato, autodistruttivo. Me ne sono accorta troppo tardi.\u201d<\/p>\n<p>Valentina sorride ancora, con il volto sfigurato, un corpo che ha vissuto il dolore atroce della lotta tra la vita e la morte, il tentativo di essere autonoma. La sua immagine non \u00e8 pi\u00f9 quella di un tempo, non \u00e8 pi\u00f9 lei, fuori. Ma dentro \u00e8 la Valentina di sempre, piena di speranze e di voglia di vivere, una battaglia che ha perso ma una guerra che ha vinto.<\/p>\n<p>Un esempio di forza, coraggio e vita che ci lascia a bocca aperta e che insegna a denunciare qualsiasi tipo di violenza fisica e psicologia, prima di vivere la tragedia. &nbsp;La forza delle donne riesce ad andare oltre, oltre il dolore fisico e psicologico, oltre la tragedia, oltre il male. Ci\u00f2 che Valentina ci insegna \u00e8 sorridere.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; BACCU ABIS &#8211; Per non dimenticare la cattiveria, la gelosia e il dolore che nasce, cresce e divora dopo la fine di un amore. 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