{"id":19179,"date":"2013-03-09T14:00:41","date_gmt":"2013-03-09T13:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=19179"},"modified":"2023-01-17T13:17:05","modified_gmt":"2023-01-17T12:17:05","slug":"7098-limam-accompagna-i-suoi-fratelli-da-allah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7098-limam-accompagna-i-suoi-fratelli-da-allah\/","title":{"rendered":"L&#8217;imam accompagna i suoi fratelli da Allah"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Il riposo eterno nel nome di Allah. La comunit\u00e0 islamica si \u00e8 stretta attorno alle bare dei tre sventurati<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Mourad Gam Gam, di nazionalit\u00e0 marocchina classe 1971), Mazni Massaouda detta Fatima, tunisina classe 1954) e di Abdelkadir Melouk, marocchino, ndr) morti bruciati nell&#8217;incendio della casa abbandonata, <strong>avvenuto alcuni giorni fa a poca distanza dal centro cittadino di Cosenza. Una cerimonia rapida, carica di significato, un affidare al loro Dio le anime dei defunti, senza ostentare il dolore che invece traspariva appena dai volti contratti. Le bare sono state portate a spalla, appena fuori dalla sala dove erano state poste e orientate verso la Mecca. I<\/strong>l rito funebre avrebbe previsto una cerimonia pi\u00f9 complessa, con il lavaggio dei corpi e la loro chiusura all\u2019interno di tre lenzuola bianche alla fine annodate sul capo e sui piedi. Ma le condizioni dei corpi, carbonizzati nel rogo, non poteva consentire nessuna di queste operazioni. <strong>Cos\u00ec, in modo assai poco dogmatico e pi\u00f9 pragmatico, l\u2019imam ha poggiato le mani sul pietrisco bagnato dalla fitta pioggerella, come per procedere a una abluzione simbolica e le ha imposte sulle bare, passandole sul legno e ripetendo il gesto tre volte. Solo dopo, con il piccolo gruppo attorno, l\u2019imam ha salmodiato una preghiera, alzando le mani al cielo e ripetendo assieme ai fedeli \u201cAllah akbar\u201d, Allah \u00e8 il pi\u00f9 grande. A cerimonia conclusa Amehd Barreou, portavoce della comunit\u00e0, ha letto un messaggio in italiano, nel quale ha parlato di ipocrisia e lacrime di coccodrillo. Un monito rivolto a una citt\u00e0 che pare essersi mossa sotto la frustata emotiva della tragedia. In realt\u00e0 Cosenza non era molto presente al funerale. Era rappresentata dal sindaco Occhiuto, la cui fascia tricolore spiccava accanto a quella di Giovanni Manoccio, sindaco di Acquaformosa, da tempo impegnato in interventi di reale integrazione tra la numerosa comunit\u00e0 di migranti e i cittadini.<\/strong> Occhiuto, in un breve intervento, ha spiegato le difficolt\u00e0 che si affrontano nel gestire una situazione di cui non si conoscono bene i confini in termini di estensione, ribadendo per\u00f2 il massimo impegno verso uno sforzo di pi\u00f9 concreta accoglienza, mentre un rappresentate della comunit\u00e0 islamica ha ringraziato i presenti e ha reclamato maggiore attenzione verso i deboli di qualunque etnia essi siano. <strong>Pure significativamente presenti erano le associazioni e i gruppi da sempre impegnati nel fornire solidariet\u00e0 e accoglienza ai migranti. L\u2019Oasi francescana era rappresentata dal suo direttore, Pasquale Perri, ma a pochissima distanza era seduto padre Fedele, che dell\u2019Oasi \u00e8 stato il fondatore. Tra i presenti pure i figli di una delle vittime, una giovane donna e un ragazzo, che essendo al momento detenuto era sotto la stretta sorveglianza di quattro agenti di polizia penitenziaria. Lentamente e sotto la pioggia la piccola folla si \u00e8 sciolta in gruppetti, mentre domani nella Cattedrale si terr\u00e0 un altro rito religioso, officiato dal vescovo di Cosenza, monsignor Salvatore Nunnari. Cos\u00ec tre persone, vissute da invisibili e uccise dalla miseria, da morte sono diventate argomento di cronaca.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il riposo eterno nel nome di Allah. 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