{"id":19183,"date":"2013-03-09T15:29:25","date_gmt":"2013-03-09T14:29:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=19183"},"modified":"2023-01-17T13:17:06","modified_gmt":"2023-01-17T12:17:06","slug":"7100-cosenza-porto-daccoglienza-per-i-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7100-cosenza-porto-daccoglienza-per-i-migranti\/","title":{"rendered":"Cosenza, porto d&#8217;accoglienza per i migranti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> In viaggio lungo tutti i Sud del mondo. <strong>Cosenza, seppur ancora scossa e ferita per la tragedia di via XXIV Maggio,<\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>continua, nonostante le polemiche e le critiche, ad essere il porto per eccellenza dell&#8217;accoglienza di chi \u00e8 in fuga. La Cosenza ospitale, la Cosenza accogliente, la Cosenza che, grazie all&#8217;impegno delle associazioni di volontariato, alla cultura antagonista e antirazzista e alla fede ultras, \u00e8 diventata la citt\u00e0 che apre la porta ai migranti, indipendentemente dalla loro etnia, dalla loro storia, dalla loro fede religiosa, dalla loro provenienza geografica. L&#8217;ultimo ad &#8220;attraccare&#8221; con la sua vita carica di speranza e di riscatto a questo porto dell&#8217;accoglienza, \u00e8 &#8211; come scrive il collega Matteo Dalena, nel suo pezzo su Mmasciata.it (il progetto-cantiere di cultura giovanile, brillantemente diretto dal collega Alfredo Sprovieri, ndr) Moustapha, venticinquenne guineano. Il racconto del giovane della Guinea \u00e8 di quelli forti.<\/strong> &#8220;Eravamo in troppi su quella barca, per la sete di 5 giorni c&#8217;era chi beveva l&#8217;acqua del mare. Chi non vomitava era piegato dal dolore. Su quella barca morirono in dieci, non ricordo nemmeno dove li mettevano i morti e preferisco non ricordare&#8221;. Cosenza, la \u201ccitt\u00e0 dell\u2019accoglienza\u201d non pu\u00f2 precipitare in un vortice d\u2019indifferenza. Lui l\u2019ha abbracciata da qualche mese, giusto il tempo di assaporarne lo spirito: <strong>\u201cMi trovo bene. Cosenza \u00e8 accogliente e, a parte la tragedia del fuoco della scorsa settimana che pu\u00f2 capitare veramente dovunque, qui c\u2019\u00e8 chi si occupa di noi, chi ci fa sentire attivi e utili e non parcheggiati come al centro di Rogliano&#8221;. Gi\u00e0. Rogliano. Il grosso centro del Savuto, a sud di Cosenza, con il suo polo di accoglienza \u00e8 solo l\u2019ennesimo \u201cporto\u201d di passaggio per questo ragazzotto che ha salutato la sua Conakry nel 2006 per partire alla volta della Libia: Tripoli significava lavoro, nuove opportunit\u00e0, \u201cun po\u2019 come la vostra Lombardia, il vostro Nord, perch\u00e9 anche noi sappiamo di trovarci ancora, sempre a Sud\u201d. Per cinque anni Moustapha lavora come meccanico, pochi dinari e tanta fatica a lavorare sotto il sole in una vecchia officina della capitale. Con circa 900 dinari libici, pi\u00f9 o meno l\u2019equivalente di 500 euro, c\u2019\u00e8 l\u2019Italia dietro l\u2019angolo: un sogno. La decisione \u00e8 repentina e la vista di quella barca troppo piena fa tentennare per un attimo il ragazzo. Il viaggio dura sei giorni: il mare \u00e8 piatto e il clima infuocato fa terminare presto le scorte d\u2019acqua.<\/strong> L&#8217;Odissea arriva a Lampedusa ma, come nella canzone dei Fuori Tempo, la porta della vita \u00e8 ancora chiusa. \u201cLampedusa un p\u00f2 \u00e8 ancora Africa, ma l\u2019Italia si avvicina\u201d. A Rogliano Moustapha incontra Mautari, giovanotto del Niger, anche lui proveniente da Tripoli su un\u2019altra barca ma pi\u00f9 fortunata: questa volta nessun caduto, nessun esborso per raggiungere le italiche sponde. Una famiglia numerosissima quella di Mautari, proveniente da Maradi, pi\u00f9 o meno al confine con la Nigeria. Non pu\u00f2 restare, la sua famiglia non ha sostanze per mantenerlo: da un confine all\u2019altro, a Nord c\u2019\u00e8 lo stato libico e c\u2019\u00e8 sempre un Sud che lo insegue. Mautari \u00e8 falegname ma disposto a tutto. Si inventa cuoco e all\u2019occorrenza cameriere. La buona stella lo conduce a casa di Ahb Daodo, uomo di partito, \u201cuno dei fedelissimi del defunto presidente Muammar Gheddafi\u201d. <strong>Qui il ragazzo vive per cinque anni, lavora duro e si guadagna la stima del boss. Quando nel 2011 cominciano ad avvertirsi gli echi della rivolta, Mautari viene messo su una barca questa volta pagata: \u201cTroppo pericoloso rimanere, troppo egoista a tornare in Niger\u201d. Prima Lampedusa, poi Taranto, infine Rogliano. La sua strada incontra quella di Moustapha e di altri giovani, accolti nel centro con la dovuta cura ma senza sbocchi n\u00e9 speranza alcuna di vita sociale. \u201cIl problema pi\u00f9 grande a Rogliano \u00e8 capirsi \u2013 spiega Mautari \u2013 tante, troppe lingue e diversit\u00e0, poche, pochissime cose da fare. La noia ti prende e il tuo paese comincia a mancarti\u201d. Ma poi al centro si presenta Gianfranco Sangermano, responsabile della sede cosentina del Movimento per la cooperazione internazionale. Vede quei due giovanotti dalle spalle forti immersi nel nulla e decide di portarseli a via Popilia nella sede polifunzionale. Il lavoro nel \u201cMOCI\u201d consente ora ai due giovani di vivere una vita dignitosa assieme ad un altro ragazzo senegalese in un mini appartamento di via Roma. L\u2019organizzazione non governativa, operante in citt\u00e0 del 2006, si occupa dell\u2019assistenza di circa 20 senzatetto, per la maggioranza stranieri dell\u2019Est europeo e del Nord Africa, soprattutto uomini la cui et\u00e0 media \u00e8 di 45-50 anni.<\/strong> Grazie all\u2019ingegno e alla creativit\u00e0 di un manipolo di giovani volontari vengono allestiti due capannoni multifunzionali che offrono una vasta gamma di servizi e opportunit\u00e0. <strong>Dai corsi d\u2019italiano per stranieri al doposcuola e all\u2019attivit\u00e0 ludico ricreativa che riguarda soprattutto i bambini d\u2019etnia Rom per i quali viene svolto anche un sistema di monitoraggio delle presenze nei vari istituti scolastici, dallo sportello per il disbrigo delle pratiche e per l\u2019assistenza legale fino alla raccolta della plastica rigida e al mercatino bioetico e solidale. E\u2019 proprio questo il fiore all\u2019occhiello della struttura: simile ad un mercatino delle pulci, vi si pu\u00f2 trovare veramente di tutto e, con pochi euro, \u00e8 possibile contribuire alla vita di un\u2019indispensabile cosmo associativo. Negli spazi di via Popilia c\u2019\u00e8 chi tira calci ad un pallone, chi aiuta a scaricare il furgone, chi semplicemente staziona in attesa di ricevere una coperta, un consiglio legale o, pi\u00f9 semplicemente, un po\u2019 di considerazione. Saluto Moustapha, Mautari e tutti gli altri che, di nuovo come nella canzone &#8220;Vado Via&#8221; dei Fuori Tempo, salparono abbandonando la poesia.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; In viaggio lungo tutti i Sud del mondo. 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