{"id":19477,"date":"2013-03-14T14:30:34","date_gmt":"2013-03-14T13:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=19477"},"modified":"2023-01-17T13:17:21","modified_gmt":"2023-01-17T12:17:21","slug":"7255-legambiente-contro-politiche-emergenziali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7255-legambiente-contro-politiche-emergenziali\/","title":{"rendered":"Legambiente contro &#8220;Politiche emergenziali&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CROTONE<\/strong> &#8211; No alle politiche emergenziali sul fronte delle energie rinnovabili, una seria razionalizzazione degli impianti a biomasse e delle risorse rinnovabili sul territorio. Legambiente Calabria contesta duramente<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>l&#8217;impostazione emersa martedi&#8217; nel corso dell&#8217;incontro in Prefettura a Crotone tra enti locali, la Regione, l&#8217;azienda e i sindacati, in relazione alla gestione delle centrali a biomasse. Un&#8217;impostazione che paventa possibili deroghe ai vincoli stringenti definiti per il corretto e sostenibile funzionamento degli impianti. E che lascia intendere futuri sviluppi nefasti per la riconversione a biomasse della centrale del Mercure, che gli ambientalisti e in primo luogo la cittadinanza hanno contestato e contestano aspramente. &#8220;La partita &#8211; dichiara Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria &#8211; si gioca sul filo dell&#8217;ipocrisia. Di fronte alla mancanza di materie prime per l&#8217;approvvigionamento delle centrali elettriche crotonesi, si e&#8217; deciso l&#8217;utilizzo del materiale legnoso dei boschi generato durante la stagione estiva, con relativo vantaggio sul fronte della prevenzione degli incendi. Nel contempo, sull&#8217;onda dell&#8217;emergenza, si chiede a gran voce una deroga al vincolo dei 70 km (area entro cui reperire le biomasse) e si rivendicano inoltre robusti incentivi statali. Una linea di condotta all&#8217;apparenza. Occorre tenere conto di due importantissimi fattori che rendono oltremodo pericolosa la strada intrapresa. Le centrali del Crotonese, come sottolineato puntualmente da Legambiente Calabria, risultano eccessivamente sovradimensionate rispetto all&#8217;economia agricola locale e al contesto territoriale, non generando quei meccanismi di filiera che consentono la sostenibilita&#8217; ambientale e le ricadute positive per l&#8217;agricoltura. Dunque in tal caso incentivi statali alla produzione sono inammissibili. E ancora: nel raggio di 120 km dalle centrali del Crotonese ricadono diverse aree protette, la cui gestione va declinata nel rispetto delle biodiversita&#8217; e degli equilibri naturalistici, e non gia&#8217; nell&#8217;ottica mercantile dell&#8217;approvvigionamento di megacentrali elettriche. &#8220;Le aziende impegnate nella produzione di energia da biomasse &#8211; dichiara Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente &#8211; conoscono perfettamente tali meccanismi, eppure proseguono con intollerabile arroganza a proporre soluzioni inaccettabili e per giunta a battere cassa. La situazione dovrebbe essere nota anche alla Regione Calabria, a cui Legambiente ha fatto pervenire negli scorsi mesi le proprie osservazioni sulla questione. Auspichiamo che nel paventato tavolo tecnico regionale sul tema si cominci finalmente a discutere dell&#8217;opportunita&#8217; di farla finita con le inutili e insostenibili megacentrali a biomasse, si accantoni definitivamente il progetto di riconversione della centrale del Mercure, e si pianifichi il futuro puntando sul ciclo breve, sui piccoli impianti a biomasse legati in armonia al territorio e alla buona economia locale&#8221;.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; CROTONE &#8211; No alle politiche emergenziali sul fronte delle energie rinnovabili, una seria razionalizzazione degli impianti a biomasse e delle risorse rinnovabili sul territorio. 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