{"id":19567,"date":"2013-03-15T15:09:15","date_gmt":"2013-03-15T14:09:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=19567"},"modified":"2023-01-17T13:17:26","modified_gmt":"2023-01-17T12:17:26","slug":"7301-luca-il-ballerino-che-sogna-di-diventare-etoile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7301-luca-il-ballerino-che-sogna-di-diventare-etoile\/","title":{"rendered":"Luca: il ballerino che sogna di diventare &#8230; etoile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Luca prigionierio nel suo mondo. D<strong>i solitudine. Il protagonista di questa storia \u00e8 Luca (il nome \u00e8 dio fantasia, ndr) <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>un 30enne cosentino, appassionato di danza che, per colpa dell&#8217;ignoranza delle persone, per colpa dell&#8217;indifferenza delle persone a lui pi\u00f9 vicine e delle sue scelte personali, in fatto di sessualit\u00e0, s&#8217;\u00e8 ritrovato da solo, a combattere con i suoi stessi demoni e fantasmi. Luca, alto, dai tratti somatici efebici, con un fisico, modellato da ore e ore di esercizi e di ballo, ha sempre combattuto con se stesso, per via di quella sua identit\u00e0 sessuale incerta che ha finito per farlo diventare, vittima e carnefice di se stesso. La passione per la danza, il 30enne l&#8217;ha sempre avuto. Sin da piccolo. Se ne stava ore ed ore a vedere i ballerini e le ballerine piroettare sulle punte. Una passione che, per\u00f2, l&#8217;ha messo davanti ad una triste realt\u00e0, quella dell&#8217;accettazione.<\/strong> Con suo padre che, non ha mai accettato l&#8217;idea che il suo &#8220;macho&#8221;, indossasse una calzamaglia e ballasse come una donna. Questa divergenza di vedute, tra padre e figlio, \u00e8 sfociata in un&#8217;incomunicabilit\u00e0 perdurante, ancora esistente. L<strong>uca, dopo aver frequentato corsi di perfezionamento, in scuole di danza, ha deciso di fare le valigie, cercando altrove la sua felicit\u00e0. Per oltre due anni \u00e8 stato a Roma, poi a Firenze, per poi girovagare a Torino, Como e Milano. Qui, nella metropoli meneghina, ha trovato non solo il lavoro, sempre come ballerino, ma anche l&#8217;amore, ricambiato di un coreografo. Luca, grazie all&#8217;amore e al sostegno del suo compagno, con il quale ha perfezionato anche il suo talento artistico, era riuscito a trovare una sua dimensione. Finalmente si sentiva amato, realizzato e, soprattutto, capito e libero. Ma la leasion con il coreografo, purtroppo, per lui s&#8217;\u00e8 interrotta e Luca, perso il sostegno del suo compagno, \u00e8 ritornato ad esser fragile, posseduto dalle sue paure e dai suoi demoni. Anche Milano gli ha voltato le spalle, la capitale meneghina non aveva pi\u00f9 posto per lui, n\u00e8 nei balletti, n\u00e8 nelle scuole di danza.<\/strong> La paura di ripiombare nella solitudine, ha preso il sopravvento, tanto da costringerlo, seppur a malincuore, a rimettere tutti i suoi sogni, le aspirazioni e le speranze in valigia e a far ritorno a casa. Ma tra le mura domestiche le cose, purtroppo per lui, non sono per niente migliorate. Anzi, tutt&#8217;altro. Il padre ha finito per allontanarlo, negandogli anche il suo affetto, per via di quella sua tendenza effeminata. Luca ha urlato la sua rabbia, in una lettera scritta a sua madre, nella quale si confessava, informandola del suo disagio, delle sue paure e di quella sua condizione ossessiva di non accettarsi. Luca ha iniziato anche a detestare ed odiare se stesso. Non ce la faceva pi\u00f9 a vivere, prigioniero di quel corpo di uomo che, aveva incatenato l&#8217;animo di donna. Il 30enne, ha detto basta a tutto, arrivando, perfino, a bruciare e gettare dal balcone della sua stanza tutto quello che lo faceva uomo. Luca ha deciso di non nascondersi pi\u00f9, di non cercare pi\u00f9 alibi e di vivere la sua vita sessuale, decidendo di trasformarsi in un trans. <strong>I capelli corti color nero, sono stati &#8220;cancellati&#8221; da una folta chioma bionda, le scarpe da ginnastiche, cos\u00ec come le clark, sono finite in soffitta, e Luca ha deciso di indossare il tacco, quello pi\u00f9 alto. I suoi jeans scoloriti e tagliuzzati, le sue camicie con il collo alla coreana, sono spariti, lasciando il posto a camicette sblusate con adornamenti floreali e stretti tailleur, con pantalone. Quel suo viso efebico ha deciso di valorizzarlo ed esaltarlo con fard, correttori, rossetto e verniciate di trucco. in quella sua lettere, il 30enne ha scritto a sua madre: mamma, Luca, il tuo Luca \u00e8 morto, o forse non \u00e8 mai esistito, ora si chiama Stefania, sono tua figlia accettami&#8221;. Ma Stefania ora ha altro in mente, forse il passo pi\u00f9 difficile: farsi accettare da sua padre, dai suoi amici e dalla societ\u00e0, quella ottusa e indifferente che l&#8217;ha emarginato. Ma ha voglia di farsi riconoscere anche dallo Stato, come donna. Ora \u00e8 in cerca di un avvocato che l&#8217;accetti come cliente e gli faccia iniziare la sua second life. Da etoile. Della Scala.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Luca prigionierio nel suo mondo. Di solitudine. 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